<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882</id><updated>2011-08-24T21:03:01.909+02:00</updated><category term='Curzio Maltese'/><category term='Concita'/><category term='Robecchi'/><category term='news'/><category term='Gomez'/><category term='Golpe'/><category term='Stille'/><category term='D&apos;Avanzo'/><category term='Ezio Mauro'/><category term='Pardi'/><category term='Michele Serra'/><category term='nodwarf'/><category term='Furio Colombo'/><category term='Scalfari'/><category term='Giannini'/><category term='Turani'/><category term='Corrias'/><category term='regime'/><category term='Giulietti'/><category term='stampaestera'/><category term='commenti'/><category term='Travaglio'/><category term='Brunelli'/><category term='Spinelli'/><category term='video'/><category term='Baricco'/><category term='interviste scuola'/><category term='FurioColombo'/><category term='Cotroneo'/><category term='Arcais'/><category term='Grillo'/><category term='Diamanti'/><category term='Economia'/><title type='text'>CacciAlNano</title><subtitle type='html'>Il regime non è alle porte.
E' in salotto e guarda la televisione.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>201</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-739320536629865646</id><published>2010-11-26T20:33:00.001+01:00</published><updated>2010-11-26T20:33:33.724+01:00</updated><title type='text'>Un grazie a Paolo Flores D'Arcais</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Un governo anti-dittatura Ero perfettamente consapevole che &lt;span style='text-decoration: underline;'&gt;&lt;a target='_blank' href='http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/21/i-n-primavera-si-vota-e-non-e-detto-che-si/78069/'&gt;un editoriale&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; favorevole a uno &lt;strong&gt;schieramento anti-Berlusconi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; che coinvolga tutti, ma proprio tutti, da Fini a Vendola (e anzi &lt;br /&gt;Grillo), in presenza dell’attuale sistema elettorale (se cambia, cambia &lt;br /&gt;anche il discorso, ovviamente), avrebbe scatenato un mare di polemiche. &lt;br /&gt;Le più affettuose, sul Web, sono lapidarie: “Vergogna!” e “Chiamate &lt;br /&gt;l’ambulanza”. Provo a rispondere razionalmente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; La mia conclusione si basava su due premesse fondamentali:&lt;br/&gt; 1) se Berlusconi vince di nuovo non fa prigionieri e instaura una vera &lt;strong&gt;dittatura&lt;/strong&gt;.&lt;br/&gt; 2) Questa dittatura è &lt;strong&gt;qualitativamente diversa&lt;/strong&gt; (in peggio) dal peggior malgoverno tradizionale e anche dall’attuale regime berlusconiano.&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; Per evitare la mia conclusione bisogna quindi argomentare che almeno &lt;br /&gt;una delle premesse sia falsa. Se non lo si fa è inutile sbudellarsi &lt;br /&gt;negli insulti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Sulla prima: abbiamo una serie impressionante di &lt;strong&gt;evidenze empiriche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; che la corroborano. Se vince Berlusconi diventa nel 2013 presidente &lt;br /&gt;della Repubblica, sceglie i due giudici che gli mancano per controllare &lt;br /&gt;la Corte costituzionale (a meno che non gli riesca già prima), elimina &lt;br /&gt;l’autonomia dei magistrati (quel che ne resta), fa chiudere i giornali &lt;br /&gt;che pubblicano notizie scomode, cambia perfino l’articolo 1 (che non è &lt;br /&gt;mai stato realizzato!), la polizia giudiziaria non sarà più sottoposta &lt;br /&gt;ai pm e indagherà secondo i &lt;em&gt;desiderata &lt;/em&gt;dell’esecutivo, sindacati come la Fiom saranno distrutti, la tv sarà tutta e solo Minzolini e Corona… Questo per cominciare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Ecco perché ho definito “letale” questo incombente &lt;strong&gt;berlusconismo di domani&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt; Che mi sembra (e siamo al punto 2) prospettiva agghiacciante anche &lt;br /&gt;rispetto al maleodorante e disgustoso regime di oggi. Un governo di &lt;br /&gt;liberazione da tale incubo potrebbe perpetuare il berlusconismo senza &lt;br /&gt;Berlusconi, ovviamente, ma la differenza continua a sembrarmi abissale: &lt;br /&gt;oggi un regime in cui è ancora possibile combattere legalmente, domani &lt;br /&gt;un &lt;strong&gt;criccofascismo&lt;/strong&gt;, cioè un fascismo vero e proprio &lt;br /&gt;anche se di stile inedito. Naturalmente la differenza viene meno se &lt;br /&gt;qualcuno è convinto che (non pochi) magistrati autonomi, (alcuni) &lt;br /&gt;sindacati ancora liberi, (taluni) giornalisti ancora dediti alle verità &lt;br /&gt;di fatto, siano irrilevanti di fronte al fatto che sempre di &lt;br /&gt;sfruttamento capitalistico si tratta, se non è zuppa è pan bagnato. &lt;br /&gt;Queste equazioni io le lascio volentieri ai Toni Negri e al loro &lt;br /&gt;“pensiero innocuo”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Ora, se la &lt;strong&gt;quarta vittoria di Berlusconi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; significa la prospettiva di una dittatura per via legale – e non ho &lt;br /&gt;letto argomenti credibili in contrario – è evidente che sarebbe una &lt;br /&gt;“vergogna”, o un comportamento da “chiamate l’ambulanza”, qualsiasi &lt;br /&gt;scelta che non la impedisca. Ma l’attuale legge elettorale stabilisce &lt;br /&gt;che la lista che arriva prima prende tutto. Ne consegue che per battere &lt;br /&gt;Berlusconi ci vuole una coalizione che ci assicuri di ottenere un voto &lt;br /&gt;più della sua. Può darla una coalizione del solo centrosinistra? Se il &lt;br /&gt;rischio fosse di cinque anni come quelli già passati, sarebbe &lt;br /&gt;prospettiva nauseante ma si potrebbe correrlo. Se il rischio è la &lt;br /&gt;dittatura, invece, non si può correrlo senza essere degli &lt;br /&gt;irresponsabili. La certezza ce la darebbe &lt;strong&gt;un’alleanza Pd con Casini (e magari Montezemolo)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; come auspicano Chiamparino e Cacciari? Peggio che andar di notte, le &lt;br /&gt;defezioni di elettori che resterebbero a casa si moltiplicherebbero.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Ma la stessa cosa accadrebbe per &lt;strong&gt;un’alleanza da Fini a Vendola&lt;/strong&gt;, obietterà qualcuno. Prendiamo il pallottoliere. &lt;em&gt;Hic stantibus rebus&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; il fronte B. e B. arriva al 40%, quello contrario al 60%. Per perdere &lt;br /&gt;dovrebbe pagare lo scotto di un voto su tre. Questo sì che è &lt;br /&gt;improbabile. Tanto più che io ho sottolineato come assolutamente &lt;br /&gt;necessaria una lista (o più) di cittadini senza partito, che &lt;br /&gt;incrementerebbero il totale.&lt;br/&gt; &lt;strong&gt;Un governo di liberazione potrebbe durare a lungo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; No. Ma l’argomento non può essere questo perché non è questo il &lt;br /&gt;problema. Se con la quarta vittoria di Berlusconi si instaura una &lt;br /&gt;dittatura legale, è necessario un governo che distrugga l’insieme di &lt;br /&gt;poteri anomali che ha consentito la nascita del regime, oltre alla &lt;br /&gt;revoca delle leggi ad personam. Senza di esse, senza la proprietà &lt;br /&gt;bulgara sulle tv, con i vincoli di una legge rigorosa sul conflitto di &lt;br /&gt;interessi, Berlusconi è politicamente finito per sempre, perché &lt;br /&gt;strutturalmente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Finito con lui l’incubo della dittatura &lt;br /&gt;legalizzata, ci troveremmo ancora di fronte – è evidente – tutti i &lt;br /&gt;problemi di una democrazia malata di ingiustizie gigantesche e delle &lt;br /&gt;macerie, anche antropologiche, che il berlusconismo con Berlusconi &lt;br /&gt;lascia in eredità. E inizierebbe assai presto lo scontro tra &lt;strong&gt;berlusconismo senza Berlusconi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;democrazia coerente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; (passando per tutte le gamme intermedie). Ma la dittatura è un’altra &lt;br /&gt;cosa, il criccofascismo è un’altra cosa. Solo sventando questa &lt;br /&gt;incombente probabilità, si può pensare di ridar vita a una politica di &lt;br /&gt;sinistra, ispirata all’azionismo di “giustizia e libertà”. Se Berlusconi&lt;br /&gt; vince per la quarta volta, invece, &lt;strong&gt;nessuno potrà più scrivere programmi a cinque stelle o battersi per gli operai di Pomigliano&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt; Possibile che sia tanto difficile capirlo? I nostri nonni (per la mia &lt;br /&gt;generazione. Trisnonni per quella dei lettori più giovani) si sono &lt;br /&gt;cullati nelle stesse illusioni con Mussolini. Possibile che il desiderio&lt;br /&gt; di ripetere errori già fatti sia così irresistibile?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2010&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-739320536629865646?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/739320536629865646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=739320536629865646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/739320536629865646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/739320536629865646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/11/un-grazie-paolo-flores-d.html' title='Un grazie a Paolo Flores D&amp;#39;Arcais'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-1907517784672797959</id><published>2010-08-22T19:24:00.000+02:00</published><updated>2010-08-22T19:25:06.395+02:00</updated><title type='text'>Massimo Rispetto :-)</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;E' una vita ormai che non aggiorno il blog ma questa iniziativa di un privato cittadino, per ora sconosciuto , merita un bel post di ringraziamento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href='http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/foto/striscione-6437954/1/'&gt;http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/foto/striscione-6437954/1/  &lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-1907517784672797959?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/1907517784672797959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=1907517784672797959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1907517784672797959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1907517784672797959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/08/massimo-rispetto.html' title='Massimo Rispetto :-)'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2815670550094103618</id><published>2010-03-27T00:57:00.001+01:00</published><updated>2010-03-27T00:57:33.027+01:00</updated><title type='text'>Il potere del telecomando</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;br/&gt;Chi pensava che le intercettazioni di Trani avrebbero costretto i cosiddetti 'terzisti' del 'Corriere della sera' a prendere posizione, la prima in vita loro, era un povero illuso. Lunedì, a meno di dieci giorni dalla pubblicazione delle indecenti conversazioni degli 'arbitri' venduti a una delle squadre, Pierluigi Battista ha pubblicato sul 'Corriere' un "memorandum per ossessionati dalla tv". Ce l'aveva col premier, talmente ossessionato dalla tv da trascorrere ore e ore al telefono a complottare contro Santoro? Ce l'aveva con i commissari 'indipendenti' della presunta Authority, così ossessionati dalla tv da organizzare riunioni domestiche e telefoniche con membri del Csm, della Vigilanza, del cda Rai per scovare qualche cavillo che giustificasse la chiusura di 'Annozero'? Macchè. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Battista ce l'aveva con quanti sostengono un'ovvietà nota in tutto il mondo: le tv spostano voti. Lo dimostrano fior di studi specialistici, che calcolano in 5-6 punti percentuali l'effetto-tv sulle elezioni, soprattutto in Italia dove uno dei due candidati a Palazzo Chigi possiede tre canali e ne controlla altri due; dove la diffusione della carta stampata e di Internet è marginale; dove il 60-70 per cento degli elettori (dati Istat) usa il telecomando come unico strumento d'informazione per decidere come e chi votare. E lo dimostra Berlusconi, che appunto passa il suo tempo a occupare anche gli angoli più riposti dell'emittenza. &lt;br/&gt;Ma Battista è peggio di San Tommaso: non crede nemmeno a quel che vede, e sente. Elenca le elezioni vinte dal centrodestra quando la Rai era in mano al centrosinistra, e viceversa: non lo sfiora il dubbio che, quando perde, Berlusconi perderebbe molto più rovinosamente di quanto non gli accada con le tv. E poi nessuno ha mai sostenuto che la tv basta da sola a far vincere questo o quello. Il controllo delle tv serve a "mentire senza timore di smentita" (Giovanni Sartori): e in questo Berlusconi è maestro. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Serve a nascondere i fatti sgraditi, a minimizzare gli scandali, a depistare l'attenzione generale dall'agenda dei problemi veri verso quelle che Sabina Guzzanti chiama le "armi di distrazione di massa". E anche in questo il Cavaliere, protagonista degli scandali più scandalosi del dopoguerra, è un mago. Ma, soprattutto, Battista dimentica un piccolo e trascurabile particolare: nel 1994, senza le sue tv, Berlusconi non avrebbe mai potuto fondare un partito in sei mesi e vincere le elezioni, spacciandosi per l'alfiere del 'nuovo che avanza' mentre era solo il vecchio che era avanzato. Se avesse perso al primo colpo, la sua avventura politica sarebbe finita prim'ancora di cominciare. E oggi non saremmo qui a parlarne. Battista avrebbe potuto cogliere l'occasione per raccontarci come fu che, dopo l'editto bulgaro, 'Il Fatto' di Enzo Biagi fu sostituito da un ex portavoce del Cavaliere, tale Berti, e poi da un certo Battista. Forse perché i berluscones non avevano capito bene la differenza fra Biagi e gli altri due, o perché l'avevano colta benissimo?&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2815670550094103618?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2815670550094103618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2815670550094103618' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2815670550094103618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2815670550094103618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/il-potere-del-telecomando.html' title='Il potere del telecomando'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7865649058374129377</id><published>2010-03-23T22:52:00.001+01:00</published><updated>2010-03-23T22:52:49.024+01:00</updated><title type='text'>Il Cancro da Estirpare</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Uno dei passaggi più raccapriccianti del comizio di Silvio Berlusconi di sabato a Roma, oltre alla menzogna dell’Europa che senza Berlusconi avrebbe liberalizzato la pedofilia (sic) detta e ripetuta da Umberto Bossi, è stato il promettere la cura del cancro. Chi era in piazza descrive la brava gente presente a San Giovanni come un po’ imbarazzata da alcuni passaggi dello show del capo del governo. Mi piace pensare che sia vero in particolare per tale punto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel promettere qualunque cosa le persone volessero sentirsi dire, dai cento milioni di alberi al dimezzamento delle tasse, pochi commentatori si sono soffermati sul passaggio della promessa di curare il cancro fatta dal “presidente oncologo” o, meglio, dal “presidente padrepio”. Peccato, perché il passaggio sul cancro avrebbe meritato i titoli dei quotidiani che invece sono stati catturati da un mero problema matematico sul numero dei presenti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Forse davvero nessuno prende più sul serio le cose che Berlusconi dice. Forse perché davvero l’unica promessa che i berlusconiani (gli italiani) vogliono veder garantita, e Berlusconi è capace indubbiamente di mantenere, è quella del potersi fare i fatti propri. E’ così che dev’essere interpretata la promessa di dimezzare le tasse. La libertà “fai da te” di evadere, garantita per legge dai condoni. Quindi non importa davvero che Berlusconi dimezzi le tasse quanto che permetta di autodimezzarle. Fin qui è tutto chiaro, ma il cancro?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dalla “cura Di Bella” (pannicello caldo che ha causato molti morti ma cavallo di battaglia per anni della destra) alla “cura Berlusconi” senza mai passare dai luoghi deputati, i laboratori, le biblioteche, le aule, c’è il senso di una società cinica (o stupida) oramai indifferente ai grandi temi, agli ideali, al darsi obbiettivi elevati e altri rispetto al ciclo produzione/consumo, eppure comprensibili a tutti. Berlusconi ha fatto cinicamente appello alla disperazione dei malati e dei loro cari per raccattare qualche voto offrendo una speranza a basso costo oppure l’ha semplicemente buttata lì, una balla come un’altra, magari compiacendosene come quando racconta barzellette sconce agli altri capi di governo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Purtroppo quanto afferma il capo di governo di un paese di 60 milioni di abitanti va preso sul serio. Soprattutto in uno dei paesi dell’OCSE che meno investe in ricerca scientifica e dove sta per passare una controriforma universitaria (bipartisan). Questa porterà alla chiusura materiale di molte sedi e ad una nuova ondata della cosiddetta “fuga dei cervelli”. Quindi solo un miracolo può permettere alla ricerca italiana di avere i mezzi per contribuire a combattere il cancro. Non è neanche sperabile che la gente dabbene che era sabato al Festivalbar di San Giovanni avesse voglia di riflettere su tali temi. L’ossessione liberista vede nelle università pubbliche proprio un cancro da estirpare, fonte di corruzione e fannullonismo. E’ però da escludere che l’interpretazione autentica delle parole di Berlusconi si riferisse a ciò. Se uno si esprime in un italiano da 150 parole in totale poi non può infarcire il discorso di allusioni (se non pecorecce), metafore, concetti complessi. Quindi proprio al cancro si riferiva. Berlusconi, in un comizio nella campagna elettorale per le amministrative 2010, ha proprio promesso che curerà il cancro. Lo devo compitare per crederci.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La promessa di Silvio Berlusconi mi ha ricordato il dipinto celeberrimo di Frida Khalo, “il marxismo darà la salute agli infermi”. Frida credeva fideisticamente che la Rivoluzione avrebbe dato gli strumenti per lenire la sofferenza umana che lei identificava nel suo stesso corpo malato. Adesso nessuno crede più a niente e Berlusconi può permettersi di promettere la cura del cancro senza che nessuno gli dia importanza né per credergli né per chiedergli il conto politico di tale affermazione. Davanti ai nostri occhi, dobbiamo ammetterlo, la storia si sta ripetendo in farsa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7865649058374129377?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7865649058374129377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7865649058374129377' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7865649058374129377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7865649058374129377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/il-cancro-da-estirpare.html' title='Il Cancro da Estirpare'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5572373337213768419</id><published>2010-03-23T20:24:00.002+01:00</published><updated>2010-03-23T20:25:01.331+01:00</updated><title type='text'>Il Guaritore</title><content type='html'>di Massimo Gramellini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra sera, girovagando fra i canali, mi sono imbattuto in un volto ispirato che, dal palco di una piazza, inneggiava all’amore e urlava: entro il 2013 vogliamo vincere il cancro. Giuro, diceva proprio così. Vo-glia-mo vin-ce-re il can-cro. Non la disoccupazione. E nemmeno lo scudetto. Il cancro, «che ogni anno colpisce 250 mila italiani». Sulle prime ho sperato fosse il portavoce del professor Veronesi e ci stesse annunciando uno scoop mondiale. Così ho telefonato a uno dei 250 mila, un caro amico che combatte con coraggio la sua battaglia, e gli ho dato la grande notizia. Come no?, ha risposto, adesso però ti devo lasciare perché sono a cena con Vanna Marchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho degli amici molto spiritosi. Mi auguro che tutti i malati e i loro parenti la prendano allo stesso modo. E anche tutti i medici che in ogni angolo del pianeta si impegnano per raggiungere quell’obiettivo. In Italia con qualche problema in più, dato che il governo che entro tre anni intende vincere il cancro ha ridotto i fondi per la ricerca scientifica. Vorrei sorriderne, come il mio amico. Ma stavolta non ci riesco. Ho perso i genitori e tante persone care a causa di quel male. E allora: passi per le barzellette, le favole e persino le balle. Fa tutto parte del campionario di iperboli del bravo venditore e il pubblico ormai è assuefatto allo show. Ma anche a un’alluvione bisogna mettere un argine. Bene, per me il cancro rappresenta quell’argine. Non è: un milione di posti di lavoro. Non è: meno tasse per tutti. Il cancro è una cosa seria. E lui, che lo ha avuto e lo ha vinto, dovrebbe saperlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5572373337213768419?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5572373337213768419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5572373337213768419' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5572373337213768419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5572373337213768419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/il-guaritore_23.html' title='Il Guaritore'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7063404018785910325</id><published>2010-03-23T20:24:00.001+01:00</published><updated>2010-03-23T20:24:09.710+01:00</updated><title type='text'>Una questione di democrazia</title><content type='html'>di EZIO MAURO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è l'aspetto penale (di cui nulla sappiamo) il punto più importante dell'inchiesta dei magistrati di Trani che indaga il presidente del Consiglio, il direttore del Tg1 e un commissario dell'Authority sulle Comunicazioni. L'ipotesi di concussione verrà vagliata dalla giustizia, e certamente il capo del governo avrà modo di difendersi e di far sentire le sue ragioni, o di far pesare le norme che bloccano di fatto ogni accertamento giudiziario sul suo conto, facendone un cittadino diverso da tutti gli altri, uguale soltanto all'immagine equestre che ha di se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è una questione portata alla luce da questa inchiesta che non si può evitare e domina con la sua evidenza eloquente questa fase travagliata di agonia politica in cui si trova il berlusconismo. La questione è l'uso privato dello Stato, dei pubblici servizi creati per la collettività, della presidenza del Consiglio, persino delle Autorità di garanzia, che hanno nel loro statuto l'obbligo alla "lealtà e all'imparzialità", per non determinare "indebiti vantaggi" a qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo di fronte a una illegalità che si fa Stato, un abuso che diviene sistema, un disordine che diventa codice di comportamento e di garanzia per chi comanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la politica espulsa e immiserita a cornice retorica e richiamo ideologico, sostituita com'è nella pratica quotidiana dal comando, che deforma il potere perché cerca il dominio. Questi sono tratti di regime, perché il sovrano prova a mantenere il consenso attraverso la manipolazione dell'informazione di massa, inquinando le Autorità di controllo poste a tutela dei cittadini, con un'azione sistemica di minaccia e di controllo che avviene in forma occulta, all'ombra di un conflitto di interessi già gigantesco e ripugnante ad ogni democrazia. Il controllo padronale e politico sull'universo televisivo (unico caso al mondo per un leader politico) non basta più quando la politica latita e la realtà irrompe. Bisogna andare oltre, deformando là dove non si riesce a governare, calpestando là dove non basta il controllo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7063404018785910325?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7063404018785910325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7063404018785910325' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7063404018785910325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7063404018785910325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/una-questione-di-democrazia_23.html' title='Una questione di democrazia'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-789123642724767929</id><published>2010-03-23T20:23:00.001+01:00</published><updated>2010-03-23T20:23:13.678+01:00</updated><title type='text'>L'ossessione televisiva</title><content type='html'>di CURZIO MALTESE&lt;br /&gt;La televisione conta poco o nulla nel consenso a Berlusconi? A parlare dei processi e degli scandali che riguardano il premier gli si fa soltanto un favore? Invece di rompere le tasche da anni a noi "antiberlusconiani", i professorini di liberalismo dovrebbero spiegare questi concetti al diretto interessato. Dalle intercettazioni pubblicate da Il Fatto e riprese da tutti, pare infatti che il Cavaliere non si occupi d'altro che di controllare la televisione e i suoi controllori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il Pil crolla e i premi Nobel per l'economia pronosticano la bancarotta dello Stato italiano, il presidente del Consiglio trascorre le serate a "concertare" con il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e con altri sottoposti il modo di chiudere Annozero, si sbatte per impedire in futuro l'accesso agli studi Rai a Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro, ordina l'oscuramento perpetuo di Antonio Di Pietro, perde perfino tempo a spiegare a Minzolini che cosa deve dire nell'editoriale del giorno dopo. Tutto purché non passi nel servizio pubblico una mezza informazione sui processi e gli scandali che lo riguardano. Al resto, ci pensano i fidi direttori dei tiggì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un concentrato nauseabondo di regime quello che emerge dai dialoghi al telefono. Un padrone ossessivo e dittatoriale che impartisce ordini pazzeschi a un branco di servi contenti. Nel novembre scorso, alla vigilia di una puntata di Santoro dove figura fra gli invitati, Maurizio Belpietro, classico giornalista da riporto, telefona al padrone per informarlo che si parlerà del caso Mills. Berlusconi diventa una furia, chiama il suo uomo all'Autorità delle Comunicazioni, Innocenzi, e gli affida la missione di impedire la messa in onda del programma. Innocenzi chiama il direttore generale della Rai che un po' si lamenta ("nemmeno in Zimbabwe") ma poi illustra allo sprovveduto censore il sistema per bloccare Santoro. In futuro però, perché per impedire la messa in onda la sera stessa bisognerebbe fare un golpe. Ipotesi ancora prematura. Nel frattempo il premier del fare ha già sparso minacce e pressioni per mezza Italia e inviato in missione Letta da Calabrò, presidente dell'Autorità. Un copione simile si rivede ogni volta che Annozero affronta le questioni giudiziarie del premier, per esempio nei giorni della deposizione del pentito Spatuzza. In questo caso scatta anche la rappresaglia sotto forma di editoriale di Minzolini. Quello che teme chi vuole dimezzarne la professionalità. Ponendo un affascinante quesito matematico: si può dimezzare lo zero assoluto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma qui nello Zimba, nemmeno Zimbabwe, si può tutto. Nessuno si scandalizza. Il direttore del Tg1 sostiene che sia normale per un giornalista prendere ordini dal presidente del Consiglio. "Altrimenti che giornalista sarei?". Quando si dice una domanda retorica. I professori di liberalismo invitano, come sempre quando si tratta di persone di rispetto, a non criticare (ovvero: "linciare") nessuno prima che siano provati i reati in maniera definitiva. Quindi, mai. In Italia infatti i processi a potenti da decenni non giungono a sentenza definitiva. In compenso la libera informazione italiana può sempre sfogarsi mettendo alla gogna mediatica qualsiasi anonimo poveraccio incappato in un'indagine su un delitto di periferia, senza suscitare le ire dei garantisti nostrani. Così com'è un costume diffuso in Europa, nel Nord America e finanche in molte democrazie africane e asiatiche, esprimere giudizi etici e politici sui comportamenti delle figure pubbliche addirittura - sebbene alcuni opinionisti indigeni non lo crederanno mai - in assenza di veri e propri reati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dalle intercettazioni e dai comportamenti concreti del commissario Innocenzi e del direttore Minzolini, funzionario e dipendente pubblico, emerge una totale sottomissione a un capo politico, non c'è alcun bisogno di aspettare l'esito dell'inchiesta di Trani per dare un giudizio del loro operato. Almeno se si vuole continuare a fingere di essere un paese normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peraltro, a volte queste cose accadono anche in paesi meno normali. Tanto per rimanere in tema, tre anni fa a Bulawayo l'arcivescovo Pius Ncube, anche in seguito alla protesta dei fedeli, rassegnò le dimissioni per potersi difendere "più liberamente e senza coinvolgere la Chiesa" in un processo per reati sessuali. Bulawayo è nello Zimbabwe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-789123642724767929?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/789123642724767929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=789123642724767929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/789123642724767929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/789123642724767929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/lossessione-televisiva.html' title='L&apos;ossessione televisiva'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7260572660839301151</id><published>2010-03-14T01:00:00.002+01:00</published><updated>2010-03-23T20:20:18.194+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>L’ultima battaglia del Patriarca</title><content type='html'>La fine di Berlusconi sembra essere imminente. Paradossalmente, ne potrebbe beneficiare anche la mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto riuscira’ Berlusconi a resistere? Per quanto tempo riuscira’ a rimanere ancora al potere? Queste domande vengono sollevate dopo ogni nuovo scandalo. Storie di sesso, accuse di corruzione, ora anche l’accusa specifica di un pentito mafioso che ha dichiarato che Berlusconi ha avuto contatti fin dal 1993 con Cosa Nostra in Sicilia. Le accuse suonano sempre più drammatiche, gli allarmismi di Berlusconi nei confronti di un “complotto comunista” risuonano sempre piu’ come un disco rotto. Sempre più spesso, Berlusconi minaccia nuove elezioni. La convinzione degli italiani che non vi sia alternativa a lui è la sua ultima speranza di rimanere al potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa convinzione si sta sgretolando. Anche se il Partito Democratico di centro-sinistra all’opposizione continua a mostrare un quadro triste di se stesso. Per ben otto mesi il Partito Democratico è rimasto senza leader, ovvero proprio al momento in cui le scappatelle sessuali di Berlusconi hanno ridicolizzato l’Italia agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a parte le strutture partitiche dell’opposizione, si e’ creata un’ opposizione extra-parlamentare. Ci sarebbe, in primo luogo, una Chiesa sempre piu’ apertamente contro il Presidente del Consiglio; cio’ rappresenta una novità nella storia del dopoguerra. Ci sarebbero gli intellettuali che sono rimasti in silenzio per troppo tempo. Un appello dello scrittore Roberto Saviano a Berlusconi di affrontare i suoi casi giudiziari e’ già stato firmato da 500.000 cittadini. Migliaia di scolari e studenti hanno protestato ancora una volta questo autunno contro il governo. Sabato a Roma si sono radunati centinaia di migliaia di giovani per un “No Berlusconi-Day” organizzato da blogger. La protesta pacifica organizzata via Internet ha fatto sembrare ancora piu’ vecchio il ferito patriarca Berlusconi. Persino il suo mass-media, la seducente e inebriante televisione, con la quale ha tenuto sotto controllo l’Italia tanto tempo è ormai vecchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le azioni della generazione di Internet mostrano che la cultura della protesta in Italia non è ancora completamente soffocata. Tuttavia, politicamente non è più chiaramente etichettabile come nel passato. Alla manifestazione a Roma si potevano udire cori per Gianfranco Fini. Ironia della sorte Fini, tuttora presidente della camera e vice di Berlusconi, è anche il suo critico più risoluto. Dall’estero, Fini sta ricevendo molto supporto e sostegno. Nel partito viene invece attaccato, di recente è stato anche minacciato di espulsione dal partito. L’uomo che una volta considerava Mussolini come “il più grande statista del 20mo secolo”, si presenta ora come un difensore delle istituzioni democratiche contro il suo primo ministro. Un neo-fascista sdoganato come alfiere della democrazia: questa è l’Italia di oggi. Ed è forse l’unica possibilità del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo di Fini non è ancora chiaro: è il suo atteggiamento vero, o fa solo la parte del critico che Berlusconi stesso si e’ scelto? Ci sono forti indicazioni che Fini non voglia attendere altri tre anni per assumere il potere nel partito e il paese. Fini sente che potrebbe essere troppo tardi per lui e il suo progetto: l’abbandono di una cultura del capo che è sia antidemocratica che anacronistica, e la costruzione di un partito conservatore moderno ed europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perche’ non solo per Berlusconi si sta chiudendo la rete, anche per Italia. Per 15 anni, in questo paese tutto cio’ che accade e’ incentrato solo attorno a Berlusconi, la politica non conosce altri temi, Berlusconi stesso neppure. Lui non conosce limiti, di certo non quelli dettati dalla Costituzione. Quando Berlusconi mina e indebolisce le istituzioni democratiche, fa il gioco della mafia. Questo è il grande pericolo per l’Italia, ed è un pericolo reale. Per salvarsi da possibili condanne giudiziarie, il Premier vuole ora ridurre la durata dei processi e quindi cio’ vale anche per i casi contro la mafia. Cio’ vorrebbe dire consegnare il paese nelle mani dei boss per tutelare gli interessi del capo del governo – sempre ammesso che glielo si lasci fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I seguaci di Berlusconi hanno a lungo avuto vantaggi in tutti i modi da lui. Berlusconi ha offerto loro denaro, influenza e potere. Adesso questi si rendono conto di essere finiti in un vicolo cieco. E cercano una via d’uscita. Ma probabilmente l’ultima battaglia del Patriarca lascera’ anche a loro un cumulo di macerie. Il berlusconismo probabilmente non si concluderà in una necessaria pulizia e ricambio interno, ma in sfinimento. Indietro rimarra’ un paese politicamente demoralizzato, che già ha pagato. Perché, a dispetto delle attivita’ dei Blogger e delle manifestazioni studentesche, in questi ultimi anni, tanti giovani laureati hanno voltato le spalle all’Italia come mai prima nel passato era successo. I migliori abbandonano un paese spossato e a pezzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7260572660839301151?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7260572660839301151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7260572660839301151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7260572660839301151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7260572660839301151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/lultima-battaglia-del-patriarca.html' title='L’ultima battaglia del Patriarca'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5727494469583283725</id><published>2010-03-13T16:00:00.001+01:00</published><updated>2010-03-13T16:00:22.777+01:00</updated><title type='text'>Il potere irresponsabile</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;h1&gt;&lt;b&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;&lt;br/&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt; &lt;h3&gt;&lt;span class='txt12'&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-style: italic;'&gt;di MASSIMO GIANNINI&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p class='MsoNormal'&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class='MsoNormal'&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;Dall'abuso al "sopruso". Dalle regole violate alle "violenze subite". La vera "lezione" che il presidente del Consiglio ha impartito all'Italia democratica (e non certo alla inesistente "sinistra sovietica") è stata esattamente questa: l'ennesima, rancorosa manipolazione dei fatti, seguita dalla solita, clamorosa inversione dei ruoli. Del disastroso pastrocchio combinato sulle liste elettorali non sono "colpevoli" i dilettanti allo sbaraglio del Pdl che hanno presentato fuori tempo massimo documenti taroccati e incompleti, ma i radicali tafferuglisti e i giudici comunisti che li hanno ostacolati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Del pericoloso pasticciaccio deflagrato sul decreto legge di sanatoria non deve rispondere il governo che l'ha varato, ma i legulei "formalisti" del Tar che l'hanno ignorato, i parrucconi costituzionalisti che l'hanno bocciato e i bugiardi giornalisti che l'hanno criticato. Ancora una volta, come succede dal 1994 ad oggi, lo "statista" Berlusconi evita accuratamente di assumersi le sue responsabilità di fronte al Paese. La sua conferenza stampa riassume ed amplifica la strategia della manipolazione politica e semantica sulla quale si fonda l'intero fenomeno berlusconiano: schismogenesi (provocazione del nemico) e mitopoiesi (idealizzazione di sé). &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non solo il premier non chiede scusa agli elettori per le cose che ha fatto, ma accusa gli avversari per cose che non hanno fatto. Così, nel rituale gioco di specchi in cui l'apparenza si sostituisce alla realtà e la ragione si sovrappone ai torti, il Cavaliere celebra di nuovo la sua magica metamorfosi: il vero carnefice si trasforma nella finta vittima, il persecutore autoritario si tramuta nel perseguitato legalitario. L'importante è mischiare le carte, e confondere l'opinione pubblica. Nella logica berlusconiana lo Stato di diritto è un inutile intralcio: molto meglio lo stato di confusione.   &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class='MsoNormal'&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Declinata in termini pratici, la sortita del premier è un indice di oggettiva difficoltà. Stavolta alla sua comprovata "arte della contraffazione" manca un elemento essenziale: l'inverificabilità degli eventi, teorizzata a suo tempo da Karl Popper. Nel caos delle liste, per sventura del Cavaliere, gli eventi sono verificabili. A dispetto delle nove, puntigliose cartelle con le quali ha ricostruito la sua originalissima "versione dei fatti" (che ovviamente scagiona gli eroici "militi azzurri" e naturalmente condanna la "gazzarra radicale") stanno due documenti ufficiali. Le motivazioni con le quali il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato il ricorso del &lt;br/&gt;Pdl nel Lazio, e i verbali redatti dai Carabinieri del Comando di Roma. Basta leggerli, per conoscere la verità. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non è vero che i responsabili del partito di maggioranza hanno depositato la documentazione "entro le ore 12 del 27 febbraio 2010". Non solo la famosa "scatola rossa" con le firme è stata "riscontrata" solo alle ore 18 e 30. Ma all'interno di quel vero e proprio "pacco", come scrive il Tar, "non erano presenti i documenti necessari prescritti dalla legge". Né "l'atto principale della dichiarazione di presentazione della lista provinciale dei candidati del Pdl, né la dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato, né la dichiarazione di collegamento della lista provinciale con una delle liste regionali, né la copia di un'analoga dichiarazione resa dai delegati alla presentazione della lista regionale, né i certificati elettorali dei candidati, né il modello del contrassegno della lista provinciale, né l'indicazione di due delegati autorizzati a designare i rappresentanti della lista...".&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E così via, una manchevolezza dietro l'altra. "Formalismo giudiziario"? "Giurisdizionalismo che prevale sulla democrazia", come gridava il Foglio qualche giorno fa? Può darsi. Ma queste sono le regole. E la democrazia vive di regole. Si possono non rispettare, ma poi se ne pagano le conseguenze. Quello che certamente non si può fare (e che invece il premier ha fatto) è negare, contro l'evidenza, la propria negligenza. Peggio ancora, gridare a propria volta alla "violazione della legge", alla "penalizzazione ingiusta", addirittura al "sopruso violento". E infine puntare il dito contro soggetti terzi, che avrebbero impedito il regolare espletamento di un diritto democratico: se il j'accuse ai radicali fosse fondato, il premier dovrebbe come minimo sporgere una denuncia penale contro i presunti "sabotatori". I presupposti, se l'accusa fosse vera, ci sarebbero tutti. Perché non lo fa? Forse perché sta mentendo: è il minimo che si possa pensare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Letta in chiave politica, la sceneggiata di Via dell'Umiltà è un segnale di oggettiva debolezza. La reazione livida del presidente del Consiglio contro il free-lance che fa domande scomode, sommata all'aggressione fisica di cui si è reso protagonista il ministro La Russa, tradiscono un evidente stato di tensione. Il presidente del Consiglio si muove su un terreno non suo. La battaglia campale combattuta sulle regole non gli appartiene, la campagna elettorale giocata sulle carte bollate non gli si addice. Tra il malcelato nervosismo scaricato contro il cronista "villano e spettinato" e il malmostoso vittimismo riversato contro la "sinistra antidemocratica", lui stesso deve ammettere che "i cittadini sono stanchi" di queste diatribe. È un altro modo per riconoscere in pubblico ciò che ammette in privato: i sondaggi vanno male. Spera nel controricorso al Consiglio di Stato, ma annuncia comunque che il Pdl è pronto fin d'ora a "gettare il cuore oltre l'ostacolo", e a tuffarsi armi e bagagli nella contesa sulle regionali. Di più: con un annuncio da capo fazione, più che da capo di governo, chiama il suo popolo in piazza per il prossimo 20 marzo. In questi slanci estremi e prossimi all'arditismo, tipici dell'uomo di Arcore che non sa essere uomo di Stato, si coglie il tentativo di rispondere all'appello formulato a più voci sulla stampa "cognata": quello di lasciar perdere i cavilli della procedura e di rimettersi in sella ai cavalli della politica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È una scelta obbligata, ma gravemente tardiva. Comunque vada il voto del 28 marzo, il presidente del Consiglio che abbiamo visto ieri non appare più in grado (posto che lo sia mai stato) di riprendere il cammino delle riforme necessarie, e di riportare il Paese su un sentiero di crescita economica, di equità fiscale e di modernizzazione sociale. L'intera politica berlusconiana, ormai, si distribuisce e si esaurisce in pochi, nevrili sussulti emergenziali: esibizioni strumentali su urgenze di scala nazionale (i rifiuti, il terremoto) e forzature parlamentari su esigenze di tipo personale (processo breve, legittimo impedimento). Per il resto, da mesi l'azione di governo è svilita, svuotata e votata alla pura sopravvivenza. Immaginare altri tre anni così, per un Paese sfibrato come l'Italia, fa venire i brividi. Ha detto bene Bersani, due giorni fa, all'assemblea dei radicali: Berlusconi è ancora troppo forte per essere finito, ma è ormai troppo sfinito per essere forte. Giustissimo. Ci vorrebbe un'alternativa seria e credibile a questa rovinosa legislatura di galleggiamento. Toccherebbe al Pd costruirla, se solo ne fosse capace.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=76948223-cd0a-8c9d-89e6-07f71e877e83' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5727494469583283725?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5727494469583283725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5727494469583283725' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5727494469583283725'/><link rel='self' 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conveniente cercare di non pensarci ma quello che sta succedendo in questi giorni con il gran casino delle liste Polverini e Formigoni non deve in nessun modo essere dimenticato.&lt;br/&gt;Ormai siamo talmente abituati al peggio da considerarlo parte del paesaggio ma temo che questi giorni segneranno un punto di non ritorno dal baratro verso cui stiamo precipitando.&lt;br/&gt;Un governo che interviene nottetempo con un decreto che nelle intenzioni doveva riammettere alle elezioni delle liste irregolari non è assolutamente normale e tantomeno accettabile.&lt;br/&gt;Le incredibili ballle che il pagliaccio ha raccontato oggi al suo popolino , "ci hanno impedito di presentare le liste, la colpa è dei giudici e dei comunisti" non possono passare inosservate e non possono essere taciute.&lt;br/&gt;Il fatto che i suoi telegiornali le prendano supinamente per buone senza spiegare come sono andate le cose è il sintomo più evidente di un regime in disfacimento continuo .&lt;br/&gt;L'italia è sempre di più la barzelletta d'occidente, basta dare un'occhiata alla rassegna stampa internazionale per rendersene conto  e fugare ogni dubbio.&lt;br/&gt;Non so come andranno a finire le elezioni, oggi mi è capitato di parlare con un elettore leghista il quale si è detto schifato da quello che ha fatto Berlusconi, ma non credo che tutto questo gli impedirà di votare ancora per la Lega sua alleata . &lt;br/&gt;Con tutte le televisioni in mano sua non sarà troppo difficile far passare le sua menzogne per verità e l'italiano medio non è in grado di rendersi conto che lo stanno prendendo in giro per l'ennesima volta.&lt;br/&gt;L'idea che mi sono fatto io è che tutto questo caos sia stato creato ad arte, mi è difficile credere che le liste siano state presentate in ritardo per un disguido e che il governo non si sia reso conto che il decreto legge non avrebbe potuto riammettere la lista del Pdl nel Lazio.&lt;br/&gt;Mi sembra più probabile che lo abbiano fatto apposta per sovraeccitare gli animi , per poter gridare al complotto comunista e giustizialista e per crearsi un alibi.&lt;br/&gt;La repubblica di Weimar è agli sgoccioli , quello che verrà dopo lo scopriremo nei prossimi mesi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=233400ee-f4f1-8dec-8139-10a030657cea' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-396461618609514553?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/396461618609514553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=396461618609514553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/396461618609514553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/396461618609514553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/03/per-non-dimenticare.html' title='Per non dimenticare'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5955463074667774270</id><published>2010-02-20T18:00:00.002+01:00</published><updated>2010-02-20T18:02:30.677+01:00</updated><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;h1&gt;&lt;small&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;The Independent: altro che veline, i veri guai del premier si chiamano Bertolaso&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/h1&gt;&lt;span class="allautore"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; Ronald Reagan si era guadagnato il nomignolo di presidente “Teflon”, ma la capacità di Berlusconi di scrollarsi di dosso le disgrazie fa impallidire la metafora dedicata al presidente americano. Dieci mesi fa, mentre mi preparavo a partire da Roma, Berlusconi sembrava in pieno declino. A metterlo all’angolo era stata la moglie Veronica: lo scorso aprile l’annuncio che intendeva divorziare sembrò aver spezzato l’incantesimo che aveva ipnotizzato il Paese per anni. D’improvviso si ebbe l’impressione che la gente cominciasse a vederlo per quello che era. I commenti di Veronica – una donna che gli era stata stoicamente accanto per 30 anni - sulla sua abitudine di frequentare minorenni, la sua condanna del “ciarpame” – le showgirl prosperose – che voleva candidare alle elezioni europee, il suo accenno criptico secondo cui «mio marito non sta bene», gettarono una luce nuova e sinistra su Berlusconi. Sarà pure super-ricco, brillante, pieno di energia, carismatico – ma che schifo! Con che personaggio squallido siamo alle prese! E a quali orrori alludeva la frase di Veronica «non sta bene»? Di quali sfoghi di megalomania, sadismo o psicosi sarà stata al corrente la sciagurata Veronica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tornato in Italia sei mesi dopo e tutto era cambiato: il Vaticano in ambasce per lo scandalo Boffo, Veronica costretta alla difensiva con Berlusconi che minacciava di darle lo sfratto e un gran parlare di Berlusconi nei panni della vittima cui si voleva togliere il potere a causa delle sue birichinate sessuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si stanno nuovamente accumulando brutte notizie per Berlusconi – alla vigilia delle regionali, come egli stesso sottolinea. L’accusa di aver corrotto David Mills inducendolo a mentire ai giudici sulle sue società offshore e sui fondi neri sarà discussa la settimana prossima dinanzi a due tribunali e Berlusconi ha dichiarato che sarà presente al processo quando verrà ripreso a Milano, anche se non ci scommetterei. Nel frattempo sono arrivati guai seri da un’altra direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido Bertolaso è stata la grande scoperta di Berlusconi dopo la vittoria elettorale del 2008. Personaggio vigoroso, riflessivo, perennemente accigliato, Bertolaso, capo della Protezione Civile, incarnava alla perfezione la promessa del primo ministro di non farsi intralciare dalle pastoie della burocrazia e di affrontare i problemi più difficili del Paese.&lt;br /&gt;Accanto a Berlusconi a Napoli due anni fa, subito dopo le elezioni, c’era Bertolaso pronto a promettere di far sparire la montagna di rifiuti che soffocava la città – e mantenne la promessa. È stato Bertolaso lo scorso aprile ad accompagnare il primo ministro ripetute volte a L’Aquila dopo il terremoto promettendo alle vittime del disastro una casa in tempi brevissimi e la ricostruzione della città in tempi record e senza cedimenti alla corruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi ha venduto Bertolaso all’opinione pubblica descrivendolo come estremamente onesto, lavoratore e affidabile, un puritano tutto d’un pezzo in grado di essere complementare rispetto al più estroso Cavaliere. E grazie al favore del primo ministro, la Protezione Civile è diventata l’istituzione più rispettata e privilegiata del panorama nazionale tanto che la maggioranza ha presentato un disegno di legge per privatizzarla.&lt;br /&gt;Il signor “Perfettino”, però, non era come sembrava. Dopo aver intercettato il telefono di Bertolaso e di un certo numero di imprenditori amici suoi, i magistrati di Firenze hanno dichiarato che in base alle registrazioni – le cui trascrizioni hanno riempito le pagine dei quotidiani italiani – si è portati a ritenere che Bertolaso sia stato da sempre in combutta con imprenditori di dubbia moralità che gonfiavano i costi in ragione di decine di milioni di euro e compensavano l’uomo di Berlusconi per la sua discrezione mettendo a sua disposizione una prostituta brasiliana “di alta classe” di nome Monica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto di privatizzazione della Protezione Civile diretta da Bertolaso è stato bloccato e lo stesso Bertolaso è sull’orlo del baratro. Ma il suo protettore non sembra aver patito danni particolari a causa dei guai del suo fidato luogotenente. Dall’opposizione nessuno chiede che il primo ministro assumendosi le sue responsabilità spieghi come e perché il suo protetto ha fatto questa rapida e strabiliante carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi ha incarnato lo Stato italiano per quasi tutti gli ultimi 15 anni – ma secondo Curzio Maltese è stato in realtà il tenace nemico dello Stato tacitamente impegnato ad aiutare chi si arricchiva o chi voleva arricchirsi evitando di pagare le tasse. È questa una convincente spiegazione della sua popolarità, una popolarità che resiste ai suoi infortuni politici e al deplorevole stato dell’economia italiana. Ogni qual volta viene alla luce una accusa di illegalità, per gli evasori fiscali altro non è che la conferma che Berlusconi è il loro uomo. Ogni qual volta l’economia fa segnare un arretramento, quanti sono riusciti a non farsi beccare dalla Guardia di Finanza ringraziano la loro buona stella per il fatto che Berlusconi sta dalla loro parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi l’Italia sta divorando se stessa. Ricchezza privata e miseria pubblica; continui tagli di spesa che colpiscono senza pietà scuole, università, ospedali e musei mentre le gerontocrazie chiuse nel loro bunker non vengono nemmeno sfiorate; un numero sempre crescente di giovani intraprendenti e di talento che scappano all’estero per studiare e lavorare mentre i loro coetanei meno avventurosi faticano a sbarcare il lunario con lavori insicuri e miseramente retribuiti; una criminalità organizzata che non fa che estendere la sua sfera di influenza; paura e odio per gli immigranti, sentimenti cinicamente incoraggiati dai politici del governo: questa è la deprimente eredità di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli altri “Grandi Eventi” affidati a Guido Bertolaso, braccio destro di Berlusconi nella Protezione Civile, c’erano le stravaganze previste per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Forse si farebbe meglio ad annullare tutto. Uno dei padri fondatori dell’Italia ebbe ad osservare: «abbiamo fatto l’Italia, ora bisogna fare gli italiani». Si era appena a metà dell’opera quando Berlusconi ha contribuito a disfare buona parte del tessuto dell’identità nazionale. Se essere cittadini significa in misura considerevole dare a Cesare quel che è di Cesare, non è stato solamente l’erario a patire le conseguenze della generosità di Silvio nei confronti degli evasori. È stato mortificato anche lo spirito della nazione.&lt;br /&gt;© The Independent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie"&gt;&lt;img src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=e57cacae-08d6-8033-a6d3-21646bf24269" alt="" class="zemanta-pixie-img" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5955463074667774270?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5955463074667774270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5955463074667774270' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5955463074667774270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5955463074667774270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/02/visti-da-fuori.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-1729469038906980802</id><published>2010-02-17T20:30:00.001+01:00</published><updated>2010-02-17T20:30:16.409+01:00</updated><title type='text'>L’Italia di Berlusconi, un paese sulla via dell’imbarbarimento</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Libération&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’Italia è un paese normale? L’anomalia che rappresenta Berlusconi – il fatto che concentri su di sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come “fabbrica” per produrre leggi atte a salvarlo dai tribunali, che getti fango sulla magistratura, che critichi senza sosta la Costituzione, che riduca la politica in barzellette e dichiarazioni istrioniche, che si trascini dietro i resti dei suoi scandali sessuali – indurrebbe a rispondere di no.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma c’è di più. Ciò che colpisce, ad esempio, è che dopo essere stata giudicata come laboratorio all’avanguardia d’Europa, l’Italia, oggi, regredisce ad uno stato “provinciale”. La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco, raramente parla inglese. Il ruolo centrale ancora attribuito alla televisione rimane [tipico degli, N.d.T.] “anni ‘80″. Si va “in” televisione tutti in ghingheri, tutto è intrattenimento, pubblicità, talk show dominati dalle urla, sederi e pizzi, le trasmissioni d’inchiesta sono rarissime, quelle, di approfondimento, alle quali parteciperebbero filosofi, storici, sociologhi, psicanalisti o scienziati praticamente non esistono.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una sera su due, su Rai Uno, condotto da un inamovibile giornalista sdolcinato e servile, c’è Porta a porta, una sorta di messa alla quale partecipano sempre gli stessi politici, e che non è lontano dal rimpiazzare Camera e Senato. Molto raramente, nel pubblico delle trasmissioni politiche, sportive o di varietà, si vede un nero o un mulatto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nuova provincia, L’Italia perde punti un po’ in tutte le classifiche, che riguardino la scuola, la sanità, l’ecologia, i diritti, la cultura (budget massacrato) e persino la tecnologia. Ancora recentemente, dopo Bob Geldof, che rimproverava al governo di far quadrare i conti a scapito dei poveri, è Bill Gates in persona ad essere intervenuto per accusare Berlusconi (”I ricchi spendono molti più soldi per risolvere i propri problemi personali, come la calvizie, di quanti ne spendano per combattere la malaria”) di dimezzare gli aiuti pubblici allo sviluppo promessi davanti alle telvisioni, facendo dell’Italia “il paese europeo più avaro”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Stessa regressione a livello informatico. Sapete che, a causa del decreto Pisanu, per la connessione senza fili ad internet nei luoghi pubblici, un aeroporto o un internet-caffè, è necessaria la carta d’identità? Che gli stanziamenti per lo sviluppo della banda larga sono bloccati dal 2008, che nei ranghi della maggioranza, si levano voci che chiedono il controllo dei social network come Facebook? Che si firmano petizioni ovunque, chiedendo al governo di “emancipare internet” da norme legislative che penalizzano il futuro del Paese, il quale, per l’accesso alla rete, è già “arretrato e sotto-sviluppato rispetto al resto dell’Europa”? È vero che Berlusconi è un uomo della televisione vecchio stile, per il quale Internet è pericoloso, in quanto “fluido”, incontrollabile – al di fuori del suo impero.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma è a livello della società che la regressione è più marcata. Berlusconi mobilita talmente l’attenzione che all’estero non si capisce molto bene che l’effetto maggiore è piuttosto una deriva della società verso le posizioni della Lega Nord, deriva che porta con sè un degrado morale e civico, ossia un “imbarbarimento” dell’Italia. La Lega Nord di Umberto Bossi – il cui organo, La Padania, scriveva: “Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Buttateli fuori, questi maledetti!” -, alleata fondamentale del partito di Berlusconi, ha fatto eleggere i suoi uomini, di cui molti sono ministri, in un numero considerevole di amministrazioni, ha diffuso ovunque i suoi valori ed il suo linguaggio, ha sdoganato e reso normale l’atteggiamento xenofobo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci vorrebbe una biblioteca vaticana per enumerare i discorsi d’incitazione all’odio razziale, [discorsi] di omofobia, di “anti-meridionalismo”, pronunciati dai suoi esponenti. Che si guardino su YouTube dei video del signor Mario Borghezio, o che si ascoltino alcuni estratti delle trasmissioni di Radio Padania: in nessun paese verrebbe tollerato un tale scatenarsi d’odio, e di stupidità, xenofobo! Si difendono i valori cristiani, la famiglia, il lavoro, si vuole la croce sul tricolore ed il crocefisso nelle scuole, ma il ministro dell’Istruzione prevede d’imporre un limite agli stranieri nelle classi, il ministro dell’Interno ha voluto istituire ronde di sorveglianza (fiasco colossale, fortunatamente, nessuno si è presentato per costituirle), ha stabilito che il solo fatto di essere un candestino costituisce reato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una piccola star della politica, capo d’impresa alla destra dell’estrema destra, indicata quale futuro sotto-segretario al Welfare in quanto ben voluta da Berlusconi (a proposito del quale aveva detto: “è ossessionato da me, tanto non gliela do “, o “a lui piacciono solo le donne in posizione orizzontale”), si è distinta finemente dichiarando che “Maometto era un pedofilo”. Un fanatico (un eletto) ci teneva a disinfettare i treni presi dai Nigeriani, un altro (anch’egli eletto) voleva “eliminare tutti i bambini (rom) che derubano gli anziani” e, interrotto dagli applausi del “popolo della Padania”, invitava i musulmani a “pisciare nelle loro moschee”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Altri ancora hanno appiccato incendi a baracche d’immigrati, proposto vetture dei treni o linee autobus separate per italiani e stranieri…&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Discriminazioni di ogni genere, aggressioni, spedizioni punitive [di matrice etnica, N.d.T.], a volte crimini, strisconi e grida razziste nei raduni della Lega, vera e propria caccia all’uomo nero, con bastoni e fucili, che evoca, per la stampa internazionale, il Ku Klux Klan, e che, al ministro dell’Interno, fa dire: “Noi abbiamo dimostrato troppa tolleranza verso gli immigrati.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ciò suscita poche reazioni in Europa. Ed è senza dubbio in questo senso che l’Italia è la più “provincializzata”: la si guarda da lontano e dall’alto, amandola al contempo per la sua cucina, la sua arte ed i suoi paesaggi, non la si prende troppo sul serio, né nel bene, né nel male. Si provi ad immaginare cosa succederebbe nelle strade di Londra, Parigi, Berlino o altrove se la Lega Nord fosse un partito, diciamo, austriaco, o francese, e se Umberto Bossi si chiamasse Jörg Haider!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=ca4f41f3-530c-8c90-b67a-041bcc48e2a7' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-1729469038906980802?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/1729469038906980802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=1729469038906980802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1729469038906980802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1729469038906980802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/02/litalia-di-berlusconi-un-paese-sulla.html' title='L’Italia di Berlusconi, un paese sulla via dell’imbarbarimento'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7793595706841130365</id><published>2010-01-26T22:48:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:48:23.909+01:00</updated><title type='text'>L’imperatore che governa con il telecomando</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'&gt;[Dagens Nyheter - Svezia]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ha il controllo di cinque canali tivù, imprese edili, giornali, la squadra di calcio AC Milan e oltretutto è il capo del governo italiano. Le accuse di corruzione e le ragazze escort, gli scandali vanno e vengono ma Silvio Berlusconi sembra rimanere, e governa il suo paese anche e soprattutto attraverso la tivù.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando andai a vivere in Italia per la prima volta nel 1982, ricordo lo shock che provai vedendo che c’erano centinaia di canali televisivi. La pubblica RAI ne aveva già tre, mentre Silvio Berlusconi solo due – Canale 5 e Italia 1 – avremmo dovuto aspettare fino al 1984 prima che si accaparrasse Rete 4. Un enorme frastorno mediatico per un giovane studentello malnutrito come me, abituato alle repliche della SVT, ripetute fino alla nausea, e all’assenza della pubblicità.&lt;br/&gt;Facevo uno zapping selvaggio con il telecomando e guardavo un film dietro l’altro. Su di un canale trovavo signore truccatissime che facevano l’oroscopo e i tarocchi a spettatori che telefonavano, e nel seguente mi imbattevo in casalinghe di mezz’età che a metà pomeriggio facevano lo spogliarello.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando i miei genitori una volta vennero a trovarmi, il padrone di casa diede a mio padre il telecomando, spiegando che come ospite d’onore poteva scegliere il canale che avremmo guardato mentre cenavamo. Un gesto di grande benevolenza e il massimo dell’ospitalità per Vincenzo Casagrande, un tappezziere 60enne la cui televisione, così come quella della maggioranza degli italiani, era sempre accesa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In Italia, in nove case su dieci la televisione è posizionata in modo tale da poterla vedere dal tavolo da pranzo. Alla fine, se non si ha il buon senso di spegnerla, l’indottrinamento diventa totale. I tanti spot e i giochi a premi si susseguono uno dopo l’altro. E se i conduttori sono sempre più anziani e stempiati, le signorine dei programmi hanno sempre meno vestiti addosso. Saltano, si dimenano, ballano e soprattutto hanno il compito di invogliare lo spettatore a non cambiare canale quando ad esempio arriva la pubblicità. Vengono chiamate “veline” – difficile da tradurre, ma all’ultimo festival di Venezia io e altri colleghi siamo stati d’accordo sul fatto che l’unica parola svedese corretta sia kuttersmycke (n.d.t. ragazza “da esibire”).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Durante i miei anni in Italia, Berlusconi ha cambiato tanto la scena politica quanto il mondo della televisione. Egli è prima di tutto un piazzista. Sui suoi canali commerciali, allo stesso modo in cui ha venduto case, pannoloni e olio di oliva, vende adesso politica con successo. La parola successo si basa sulla sua attuale maggioranza parlamentare da record, anche se in effetti ha pesantemente manipolato le leggi elettorali che gli hanno dato premi di maggioranza spropositati. L’uomo che ha costruito il suo impero televisivo è lo stesso che ha costruito il suo partito, Forza Italia, chiamato adesso Partito della Libertà (come se l’Italia non fosse un paese libero?). Si chiama Marcello Dell’Utri, ha 68 anni ed è stato rieletto senatore nel 2008, nonostante sia già stato condannato a nove anni di carcere per collusione con la mafia siciliana. Un dettaglio insignificante che pesa quanto una piuma in una campagna elettorale italiana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da 15 anni la televisione e la politica hanno il medesimo linguaggio autocratico e spesso anche la stessa obsoleta concezione della donna: ragazze prosperose che ricordano le pin-up degli anni ’60, di cui l’attuale ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, 34 anni e un passato da modella, rappresenta uno degli elementi più sobri.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lo scrittore ed ex-professore di lingue slave all’università di Roma Predrag Matvejevic, che adesso vive a Zagabria, ha diverse volte in scritti e dibattiti chiamato l’Italia di oggi “democratura”. E non è difficile vedere come si sta svuotando la democrazia italiana della sua linfa. Il parlamento ha ormai come unico compito quello di far passare decreti che entrano immediatamente in vigore. Questioni importanti, come il piano finanziario del governo, vengono decise con un frettoloso voto di fiducia. Il dibattito parlamentare è stato troncato o ridotto al minimo per lasciare spazio a decisioni rapide. Un fatto che ha spinto persino Gianfranco Fini, alleato fraterno e presidente della camera, a stigmatizzare il comportamento del primo ministro definito “atteggiamento da Cesare”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Uno dei nuovi arrivati al parlamento dominato da Berlusconi è Gianrico Carofiglio. Alle spalle, una lunga carriera da giudice e anche diversi libri, tra cui gialli che spesso si svolgono nella sua Bari, nell’Italia del sud. Da un anno e mezzo è al senato con i Democratici dell’opposizione.&lt;br/&gt;- Un’esperienza stimolante, anche se dal punto di vista democratico la sensazione è piuttosto cupa – mi dice quando lo incontro nel suo ufficio proprio dietro il senato.&lt;br/&gt;- Oggi il parlamento è un’istituzione fortemente indebolita. Sul posto si ha la netta sensazione che il processo decisionale sia stato trasferito altrove.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non si tratta solo dei molti decreti del governo. La maggior parte delle proposte di legge vengono dal governo e non da singoli parlamentari. Carofiglio dà senza esitazione la colpa di ciò a Berlusconi e ai suoi alleati, il partito anti-immigrati Lega Nord.&lt;br/&gt;- Sono due partiti fortemente populistici cui le regole parlamentari non interessano granché. Il loro ragionamento, in parole povere, è “se le regole ci vanno bene le rispettiamo, sennò ce ne freghiamo o le cambiamo con ogni strumento a disposizione”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Carofiglio è un degli 80 senatori che hanno firmato una mozione in difesa della costituzione del paese. Spiega che la considera minacciata, non da ultimo per via di tutte le leggi su misura che il governo ha presentato. La più importante di esse, quella che avrebbe dato a Berlusconi l’immunità, è stata bocciata quest’autunno dalla corte costituzionale. Il fatto che l’avvocato difensore di Berlusconi Niccolò Ghedini sia anche parlamentare e oltretutto sia presente in commissione di giustizia costituisce secondo Carofiglio una situazione senza senso. “Un giorno è in tribunale e difende il suo cliente, per poi trovarsi il giorno dopo in parlamento ad elaborare leggi che possano fermare i processi.” L’ultima proposta di Ghedini di porre un limite massimo di sei anni per ogni processo (dalla prima istanza fino al Tribunale superiore) è come cambiare le regole del gioco nel bel mezzo della partita. Per Carofiglio è come essere in vantaggio 1 a 0 a fine primo tempo e fischiare subito la fine per non rischiare di perdere nel secondo tempo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Il fatto che Berlusconi sia il primo ad infrangere le regole a tutti i livelli è qualcosa di molto pericoloso che avvelena la vita pubblica del nostro paese. Quando chi ha il diritto di correggerlo (ad esempio la corte costituzionale) lo fa, il primo ministro sommerge tale istituzione di odio e disprezzo.&lt;br/&gt;- La democrazia sta male e potrebbe anche peggiorare. Ci vorrà molto tempo per curare le ferite.&lt;br/&gt;Alcuni mesi fa, Carofiglio ha scritto su La Repubblica a proposito della capacità di provare vergogna. O, per meglio dire, dell’incapacità degli italiani di provare vergogna.&lt;br/&gt;- Se provo dolore, capisco che c’è qualcosa che non va e cerco di curarlo. Se mi vergogno, mi rendo conto di aver fatto qualcosa di sbagliato e forse di aver contravvenuto ad accordi sociali della collettività. Ma se perdo la capacità di provare vergogna, allora la mia vergogna si tramuta in superbia e presunzione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Questo potrebbe essere l’inizio di malattie gravi che verranno poi scoperte troppo tardi, dice Carofiglio riferendosi a Berlusconi che negli ultimi anni ha frequentato sia minorenni che prostitute.&lt;br/&gt;Al momento dell’intervista, il quarto romanzo di Carofiglio sull’avvocato Guido Guerrieri non era ancora stato pubblicato. ”Le perfezioni provvisorie” è uscito solo giovedì scorso. Ma Carofiglio nega che la sua nuova vita da parlamentare abbia ispirato questo giallo. Non è il Bo Balderson del parlamento italiano, insomma.&lt;br/&gt;- La storia l’avevo pronta già all’inizio del 2009, ma mentre la completavo e riscrivevo durante l’estate ecco che scoppia un intricato caso di droga e prostituzione. Uno dei protagonisti del libro è Nadia, un’ex prostituta di Bari, che del resto era già presente in uno dei miei libri precedenti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per sicurezza, Carofiglio ha scelto di provvedere il libro di una precisazione in cui spiega che tutto è finzione, dato che la storia sembra avere parecchie cose in comune con le indagini dell’estate scorsa su droga e prostituzione, che coinvolgevano anche Berlusconi per via dei suoi contatti con Gianpaolo Tarantini. Quest’ultimo è l’uomo che ha presentato a Berlusconi la prostituta Patrizia D’Addario, la quale non solo ha passato la notte nella residenza istituzionale del governo, ma ha anche registrato Berlusconi che diceva: “Aspettami nel lettone di Putin” – e ovviamente è di Bari!&lt;br/&gt;Il conflitto di interessi tra l’imprenditore e il politico Silvio Berlusconi è il problema principale dell’Italia di oggi. Un problema che però non viene mai discusso. Il conflitto non è mai stato risolto e diversi governi di sinistra hanno lasciato la questione da parte, per paura di perdere voti e di essere tacciati per sempre da Berlusconi di essere comunisti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per sicurezza, Carofiglio ha scelto di provvedere il libro di una precisazione in cui spiega che tutto è finzione, dato che la storia sembra avere parecchie cose in comune con le indagini dell’estate scorsa su droga e prostituzione, che coinvolgevano anche Berlusconi per via dei suoi contatti con Gianpaolo Tarantini. Quest’ultimo è l’uomo che ha presentato a Berlusconi la prostituta Patrizia D’Addario, la quale non solo ha passato la notte nella residenza istituzionale del governo, ma ha anche registrato Berlusconi che diceva: “Aspettami nel lettone di Putin” – e ovviamente è di Bari!&lt;br/&gt;Il conflitto di interessi tra l’imprenditore e il politico Silvio Berlusconi è il problema principale dell’Italia di oggi. Un problema che però non viene mai discusso. Il conflitto non è mai stato risolto e diversi governi di sinistra hanno lasciato la questione da parte, per paura di perdere voti e di essere tacciati per sempre da Berlusconi di essere comunisti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi guarda ai suoi elettori come se fossero un pubblico televisivo, e in effetti lo sono in larga misura. Nei 16 anni di politica attiva di Berlusconi, è cresciuta una nuova generazione che adesso ha diritto di voto.&lt;br/&gt;- Non hanno la più pallida idea di che cosa sia la divisione dei poteri e il conflitto di interessi. Continuo ad arrabbiarmi ogni giorno, ma ormai sono rimasto quasi solo io, dice il giornalista televisivo Santo Della Volpe, che ha lavorato 28 anni al TG 3 del terzo canale pubblico della RAI. Uno dei pochi programmi di informazione che non sono stati trasformati in megafoni del governo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Io difendo il servizio pubblico. Noi di RAI 3 siamo sempre stati una voce indipendente e cerchiamo di continuare ad esserlo.&lt;br/&gt;Berlusconi controlla cinque canali tivù nazionali, principalmente i suoi tre: Rete 4, Canale 5 e Italia 1. La sua ampia maggioranza parlamentare fa sì che possa esercitare anche un’influenza forte e diretta sia sulla dirigenza della RAI che sulla nomina dei direttori delle reti e dei telegiornali. Ne sono stati cambiati diversi durante il 2009. Una delle scelte più discusse è stata quella di Augusto Minzolini come nuovo direttore del TG 1, il telegiornale più importante. Berlusconi ha insomma piazzato un altro dei suoi giornalisti-lacchè. Minzolini appare sullo schermo solo per esporre i propri commenti personali. In uno di essi, Minzolini ha dichiarato che le affermazioni sulle frequentazioni di Berlusconi con prostitute erano “solo gossip”, ragion per cui il TG 1 non ne avrebbe parlato nei suoi servizi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le epurazioni di Berlusconi sono passate anche da RAI 3. Cambio di direttore generale e di quello del TG. Dopo una lunga battaglia, la conduttrice della redazione Bianca Berlinguer è stata nominata direttrice. È determinata e indipendente, e da diversi decenni dimostra che sta in RAI per meriti propri e che non è soltanto la figlia maggiore dello storico leader del partito comunista italiano, Enrico Berlinguer.&lt;br/&gt;La scelta non è certamente stata una correzione verso destra, ma comunque un modo per Berlusconi di dimostrare il suo potere e la sua influenza su di un canale che egli considera un avversario politico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutte le apparizioni di Berlusconi sono accuratamente adattate alle esigenze televisive. Dopo l’attacco di dicembre, la sua popolarità è cresciuta. Il 13 dicembre un uomo gli ha lanciato in faccia un modellino del duomo di Milano, causandogli la rottura del naso e di alcuni denti. Le immagini di un sanguinante primo ministro hanno poi fatto il giro del mondo.&lt;br/&gt;- Qualcosa dev’essere andato storto. Berlusconi sembra aver scelto di fare la parte del martire. La polizia è andata via con il primo ministro solo dopo che questi era uscito di nuovo dalla macchina e aveva mostrato a tutto il mondo il suo volto sanguinante, dice Santo Della Volpe.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il regista Marco Tullio Giordana ha una relazione semplice ed incontroversa con la tivù. Non la guarda. Nella sua casa di campagna, dove scrive le sue sceneggiature, la tivù non c’è. Eppure ha arricchito la televisione italiana, con il magnifico affresco “La meglio gioventù”, in cui attraverso una grande famiglia si rappresentano 40 anni di dopoguerra italiano.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prima parliamo del suo nuovo progetto mastodontico: “Piazza Fontana”. Un film su ciò che fu l’inizio degli anni del terrorismo italiano, cioè lo scoppio, nel 1969, di una bomba presso la banca dell’agricoltura nel centro di Milano. Oggi si sa che quell’azione fu manovrata da gruppi neofascisti con il probabile coinvolgimento dei servizi segreti italiani. Dopo ben sette processi nessuno è ancora stato condannato. Il materiale raccolto è talmente ampio che, oltre al film, Giordana pensa di fare anche una serie di programmi televisivi che analizzeranno in modo critico il materiale stesso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un po’ controvoglia, Giordana accetta di passare alla situazione politica attuale.&lt;br/&gt;- È imbarazzante. Prima di tutto io sono un patriota. Non c’è un solo festival del cinema cui vada senza ricevere domande su Berlusconi. Normalmente evito di parlare di lui. Ho la sensazione che lui ottenga le royalties ogni volta che menziono il suo nome e io non voglio contribuire oltre.&lt;br/&gt;La domanda che più spesso gli viene posta è com’è possibile che siano in così tanti a votare per Berlusconi.&lt;br/&gt;- I voti in una democrazia sono sempre il risultato di una sorta di incantamento e seduzione. Non è che voti per una persona perché ha presentato un programma che tu hai studiato e approfondito.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Marco Tullio Giordana racconta della profonda impressione avuta quando Berlusconi, al momento di entrare in politica, fece stampare e distribuire gratis quel delizioso e allegro libro: “Una storia italiana”, che mostrava la sua vita e il suo successo.&lt;br/&gt;- Si mise in mostra di fronte agli elettori. Il messaggio era evidente: “Guarda cosa ho fatto, come ho creato la mia impresa e un sacco di posti di lavoro. Guarda come sono simpatico. Il mio successo non mi ha fatto diventare uno snob come la famiglia Agnelli. Mi piacerebbe giocare a carte con voi. Mi piacciono le belle donne, proprio come a voi. Sono uno di voi.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In 16 anni, l’opposizione non è mai riuscita a rappresentare un’alternativa credibile a Berlusconi. Romano Prodi lo ha fronteggiato due volte uscendo vincitore in entrambe le occasioni. Ma in entrambe le occasioni, gli alleati di Prodi non l’hanno lasciato governare, continua Giordana che è fortemente deluso dalla politica.&lt;br/&gt;- Oggi come oggi è molto difficile simpatizzare con la sinistra.&lt;br/&gt;Giordana non è mai stato iscritto a un partito politico ed è tra quelli che pensano che gli artisti debbano rimanere fuori dalla politica.&lt;br/&gt;- Era più facile quando la sinistra era “condannata” ad un’eterna opposizione e poteva rivolgere senza paura le sue critiche anche contro la propria concezione ideologica, così come fece Pasolini. Per me, lui rimane l’esempio di come deve essere l’artista: libero e indipendente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;All’ultima domanda, se la democrazia in Italia è minacciata, Giordana risponde senza esitare di sì. È un processo che va avanti da molto tempo.&lt;br/&gt;- Molto prima che la democrazia cominciasse a dare segni di profondo cedimento, il buon gusto e il buon giudizio di questo paese sono andati persi. Il benessere e la felicità degli italiani si sono sempre basati su un tenore di vita modesto. Non erano mai frustrati, nemmeno dopo la guerra con tutta quella povertà. Perché sapevano di vivere in un paese meraviglioso, circondati da un’incredibile bellezza e che nella loro chiesa c’era un dipinto di Caravaggio, Giorgione o Duccio di Boninsegna. Allora, quando erano poveri, non avevano complessi di inferiorità. Ce li hanno invece oggi, ricchi e frustrati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- La mia risposta dev’essere: per un popolo che oggi è così infelice, che ruolo e che significato ha la democrazia? Nessuno!&lt;br/&gt;- Ricordiamoci che in Italia solo una minoranza combatté per la democrazia. È chiaro che non viviamo in una dittatura, ma sono in pochi oggi a vedere il valore della democrazia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=1b3855e1-1ba1-8140-8fc9-6c18aa673110' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7793595706841130365?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7793595706841130365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7793595706841130365' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7793595706841130365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7793595706841130365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/01/limperatore-che-governa-con-il.html' title='L’imperatore che governa con il telecomando'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-3746450016448967473</id><published>2010-01-19T22:56:00.001+01:00</published><updated>2010-01-19T22:56:05.290+01:00</updated><title type='text'>Little Italy</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;h1&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;Questo articolo letto sull'Unità fotografa perfettamente lo squallore totale in cui è sprofondato questo ridicolo paese. &lt;br/&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;Il pagliaccio preferito dagli italiani ormai arriva anche ad usare i bambini dell'Aquila per i suoi viscidi disegni propagandistici, la cosa che però fa più tristezza sono gli adulti che fanno finta di non capire quello che sta succedendo da ormai troppo tempo. &lt;br/&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;Per quanto tempo ancora dovrò vergognarmi di essere italiano ?&lt;br/&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;br/&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;b&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;&lt;small&gt;Berlusconi all'Aquila: "Bimbi vi piaccio?"&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt; 	     	 &lt;p&gt;Tabelline, piccoli quesiti di matematica, ma anche la domanda se Silvio Berlusconi sia un buon presidente del Consiglio. Il premier visita la scuola primaria  "Mariele Ventre", un prefabbricato costruito per ospitare i bambini dell'Aquila dopo il terremoto, e fa un piccolo show con gli alunni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Prima entra in qualche classe, chiede ai bambini se sono bravi, se studiano, se c'è qualcuno che tifa per il Milan. Poi, in sala mensa, c'è anche un microfono e il presidente del Consiglio inizia a scherzare con i bambini: «Vediamo se nella nuova scuola avete imparato le tabelline», dice ridendo. «Qual è la capitale d'Italia», chiede ancora ricevendo la risposta in coro dai bambini. E poi chiede: «Pensate che Silvio Berlusconi sia un buon presidente del Consiglio?». I bambini in coro rispondono «sì» e allora il premier replica: «Allora daremo il voto anche ai bambini sopra i cinque anni...».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Berlusconi affida poi ai bambini un messaggio per i loro genitori: «Dite a mamma e papà che Berlusconi è venuto qui, che manderà tanti bei libri nuovi per la vostra scuola, duemila bastano? E fate a loro tanti auguri affinchè i sogni che portano nel cuore per il vostro futuro si avverino. Ma perchè sia così - aggiunge - dovete studiare». &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi chiede poi ai bambini se ci sia qualcuno che vuole fare il medico, l'avvocato, l'ingegnere e poi fa anche una domanda «rischiosa: qualcuno di voi vuole fare il politico?». I sì sono molti e allora il premier dà un «consiglio: cercate prima di diventare medici, avvocati e ingegneri e poi, magari interessatevi alle cose che servono per la vostra città e per il vostro paese». Berlusconi continua poi con gli scherzi: «Quante dita ha una mano?», chiede ai bambini che rispondono cinque. «Quante dita hanno due mani?», e la risposta è dieci. E poi «una domanda più difficile: quante dita hanno dieci mani». I bambini in coro rispondono "cento" e Berlusconi dice: «Bravi, rispondono tutti cinquanta, voi invece avete dato subito la risposta giusta», dice Berlusconi lasciando il dubbio tra i giornalisti se scherzasse o meno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; All'uscita dalla scuola ci sono ancora abitanti dell'Aquila che vogliono salutare Berlusconi. Qualcuno gli chiede: «Venga a trovarci ancora». Il premier risponde: «Ormai non ce n'è bisogno, siete a posto», ma qualcuno risponde: «Mica tanto...». Ci sono anche dei giovani sostenitori di Berlusconi, con indosso la maglietta "L'Aquila con Silvio". Il premier si avvicina, gli viene consegnata una maglietta e i giovani lo ringraziano così: «Grazie presidente, ci ha garantito un terremoto di lusso».&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=30fb1303-7589-86c5-b1da-b057a7210d20' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-3746450016448967473?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/3746450016448967473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=3746450016448967473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3746450016448967473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3746450016448967473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2010/01/little-italy.html' title='Little Italy'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-8127286321308758680</id><published>2009-12-24T19:02:00.001+01:00</published><updated>2009-12-24T19:02:14.483+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Visti Da Fuori</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'&gt;Dagbladet Information&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le conseguenze dell’aggressione a Berlusconi sono imprevedibili. Prima dell’incidente di domenica scorsa a Milano, Berlusconi sembrava un uomo finito. Il malcontento nelle file del PDL per le costanti accuse da parte del presidente contro i giudici e contro altre istituzioni dello Stato era notevole. Il presidente della Camera dei Deputati. L’ex-missino Gianfranco Fini, era sull’orlo di raggruppare le proprie truppe ed abbandonare il partito. Pier Ferdinando Casini, leader dei cristianodemocratici di centro UDC, aveva auspicato la formazione di un’alleanza democratica con la sinistra per frenare il tentativo del governo di modificare la Costituzione. Si prospettava quindi una maggioranza alternativa ma l’episodio di violenza potrebbe rivelarsi come un salasso rigeneratore per l’attuale maggioranza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La forza del fascino carismatico di Berlusconi è la narrazione della ricchezza e del successo, che si accentra nel suo aspetto fisico. È un fisico che emana energia, ottimismo, temperamento, fortuna e sicurezza, ma anche odio per il nemico, disprezzo per le regole e disinteresse per le idee altrui. Per 15 anni Berlusconi ha proiettato i suoi istinti autoritari contro una sinistra ”comunista”, che esiste solo nella sua fantasia. Ha sistematicamente svuotato la democrazia italiana di contenuti, sia nelle istituzioni pubbliche che nelle teste dei cittadini.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’odio per Berlusconi è quindi pienamente comprensibile. Erigendo il carisma a fattore determinante per la legittimazione del potere politico, Berlusconi ha oltrepassato la linea di demarcazione della democrazia: la democrazia si basa su argomenti, non su sentimenti. Ma Berlusconi ha consapevolmente accentrato l’attenzione sulla propria persona e perciò provoca reazioni come odio e amore. Che un psicolabile – per definizione non in grado di autocontrollo emotivo – commetta violenza nei confronti del presidente è una conseguenza della natura del berlusconismo. Negli attimi successivi all’aggressione, sul viso di Berlusconi era dipinto il panico, ma poi sfidando istintivamente il pericolo si è mostrato alla folla come un martire sanguinante. È proprio questo il contenuto del patto che lui ha stretto con i suoi elettori. Ma l’aggressione rivela anche l’ombra negativa del potere carismatico: la sacralizzazione del viso di Berlusconi sugli schermi TV alimenta infatti la spinta alla desacralizzazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il tentativo di trasformare la desacralizzazione in martirio mostra quanto l’Italia sia distante da una normale dialettica democratica. L’opposizione e parte della stampa sono stati accusati di essere i ”mandanti morali”. Adesso Berlusconi tenterà il tutto per tutto per limitare i poteri dei giudici e del presidente. Ancora una volta ha avuto successo nel semplificare la vita politica. Ma ad un certo punto la bolla scoppierà ed il passaggio ad una nuova epoca non sarà indolore. L’avventura politica di Berlusconi cominciò nel 1992-93 con le bombe della mafia contro giudici e monumenti e può terminare con altre bombe ed un collasso economico.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=794850e5-a13e-87ae-87db-f91af98ace33' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-8127286321308758680?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/8127286321308758680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=8127286321308758680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8127286321308758680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8127286321308758680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/12/visti-da-fuori_24.html' title='Visti Da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7449979959521743454</id><published>2009-12-20T21:32:00.001+01:00</published><updated>2009-12-20T21:32:39.268+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;b&gt;In tv una lite ogni due minuti&lt;br/&gt;e sono i politici a urlare di più&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Oltre 38 ore al giorno di Tv sono a rischio offese. A rimetterci i più giovani, ma non solo. Il parere di 130 esperti tra psicologi, psicopedagogisti e sociologi&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ROMA - Lo zapping è diventato a intolleranza zero e la lite fa audience. Così sui principali canali televisivi, Rai, Mediaset e La7, oltre 38 ore al giorno di programmazione sono a rischio offese, urla e sopraffazioni. E' quanto emerge da uno studio condotto da Comunicazione Perbene, l'associazione non profit che si batte per l'ecologia nella comunicazione con una particolare attenzione ai bambini e che ha lanciato una campagna per fermare la violenza nei media.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Più dei reality show e molto più delle trasmissioni sportive, sul ring del piccolo schermo i più combattivi e astiosi sono i Tg (da bollino rosso per il 71 per cento degli esperti intervistati) e i programmi di informazione. A urlare più delle curve di tifosi e alzare i livelli dell'"urlometro mediatico", sono soprattutto i politici (come evidenzia il 67 per cento degli esperti). Dove ci sono i rappresentanti dello Stato si registra in media un "comportamento scorretto" ogni 3 minuti di messa in onda.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Oltre ai litigi, a essere sotto accusa ci sono gli insulti (indicati dall'85 per cento), le urla (73 per cento) e il sovrapporsi agli altri (66 per cento) senza lasciare la possibilità di replica. Ma il pubblico, che guarda, non è contento. Secondo il 69 per cento degli intervistati, gli effetti sui più giovani possono essere gravi e portare a un aumento dell'aggressività (46 per cento), all'insorgere di stati d'ansia (39 per cento), fino ad arrivare a intolleranza e persino a sociopatie.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'associazione Comunicazione perbene ha intervistato 130 esperti tra psicologi, psicopedagogisti, sociologi ed esperti di media, oltre ad aver condotto un monitoraggio del web e delle reti nazionali per individuare che spazio hanno, ogni giorno litigi, risse, comportamenti e atteggiamenti aggressivi o diseducativi nei media.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se resta il piccolo schermo il primo a essere sotto accusa, come sostiene il 75 per cento degli esperti, internet lo segue a ruota e contribuisce ad aumentare il clima di aggressività (48 per cento). In particolare la Rete permette l'interazione attiva dell'utente che non si limita a cambiare canale col telecomando e può invece partecipare attivamente a litigi, insulti e risse armato di mouse.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;"La tv è il medium preferito degli italiani e dovrebbe essere uno strumento di informazione o intrattenimento - ha spiegato Saro Trovato, presidente di Comunicazione Perbene -, non una sorta di arena dove a dominare sono liti e violenza. Di fatto la Tv ha un'incredibile capacità di influenzare comportamenti e atteggiamenti, nel bene e nel male. E una Tv dove ogni giorno in decine di trasmissioni vengono proposti comportamenti scorretti non è certo una buona maestra. Oltre alla frequenza dei litigi la cosa preoccupante, come sostengono gli esperti intervistati, è l'atteggiamento di routine con cui vengono accolte le manifestazioni più estreme, come gli insulti e le prevaricazioni. Questo crea una specie di complicità con lo spettatore e contribuisce a far entrare a tutti gli effetti la rabbia incontrollabile nel comportamento comune".&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Luca Borgomeo, presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu), organismo dell'Agcom ha ribadito l'importanza di cambaire la situazione. "E' da tempo che segnaliamo come la rissosità sia diventata una costante di molte trasmissioni. Un fenomeno pericoloso, soprattutto per i più piccoli - ha detto Borgomeo - Abbiamo più volte invitato le emittenti ad abbassare i toni. Ma la voglia di scalare l'audience a suon di urla sembra più forte. C'è però tanta gente che apprezza la pacatezza e il sereno confronto"&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=06d1a1ff-d5dd-8273-bd34-ee07927cf88d' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7449979959521743454?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7449979959521743454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7449979959521743454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7449979959521743454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7449979959521743454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/12/in-tv-una-lite-ogni-due-minuti-e-sono-i.html' title=''/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7154592104628999951</id><published>2009-12-16T21:48:00.001+01:00</published><updated>2009-12-16T21:51:03.726+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>[Tages-Anzeiger - Svizzera]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un primo ministro con le palle”: Berlusconi parla ex cathedra al Congresso del Partito Popolare Europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla più stupisce di lui: dichiarazioni sconcertanti, volgarità, calunnie. Qualunque cosa dica Silvio Berlusconi, si perde nell’immensità delle sue precedenti esternazioni sconcertanti, volgari e calunniose. All’estero è da tempo ormai che il primo ministro italiano non viene più preso sul serio. Lo si crede un personaggio eccentrico della politica, un pagliaccio. Ma quasi nessuno lo ritiene un pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio particolarmente eloquente di quanto detto ci è stato offerto giovedì a Bonn quando è intervenuto al Congresso del Partito Popolare Europeo. Berlusconi stava tenendo un discorso. Tra il pubblico sedevano alcune alte cariche di paesi europei con un governo conservatore. Anche Angela Merkel, il cancelliere federale tedesco, era tra loro. Era pertanto un contesto ufficiale e internazionale, che vedeva la presenza di personaggi di alto livello. Non si trattava certo del palcoscenico di un programma di cabaret.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo golpe delle parole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi ha cominciato il suo discorso, ha raccontato una barzelletta autoironica e ha fatto ridere il pubblico. E poi ha attaccato con violenza inaudita il potere giudiziario del suo paese. Ha dichiarato che nella magistratura si sarebbero insinuati degli uomini della sinistra e che essa vorrebbe rovesciarlo. La Corte Costituzionale, il tribunale supremo italiano, è stata definita dal pluriaccusato premier di essere un “organo politico”. Sarebbe composto da persone nominate da tre presidenti della Repubblica di sinistra che avrebbero come loro unico obiettivo quello di perseguitarlo e di impedire al suo governo di governare. È giunto quindi il momento che lui, Berlusconi, “un primo ministro forte e duro, con le palle”, come lui stesso si è descritto, cambi la costituzione per impedire il colpo di stato da parte dei giudici e per salvare il paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In parole altre Berlusconi ha spiegato ai suoi colleghi, capi di stato europei, che la separazione dei poteri democratici in Italia è al momento sbilanciata e che ora è costretto a reagire. Il pubblico di Bonn, così sembra, sarebbe stato colto da un increscioso imbarazzo, come congelato da quelle singolari parole del premier italiano, da quell’incitamento contro le istituzioni della Repubblica. Probabilmente alcuni hanno scosso la testa – almeno nel loro intimo. Ma nessuno ha voluto commentare il discorso di Berlusconi. Nemmeno la Merkel. Molti media internazionali che hanno riferito sul Congresso hanno riportato la sua barzelletta, soltanto quella e anche questo è indicativo di quanto Berlusconi venga sottovalutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani lo hanno eletto per ben tre volte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’estero fanno spallucce e si argomenta solitamente così: dopo tutto gli italiani lo hanno eletto per tre volte negli ultimi quindici anni. E lo hanno fatto nonostante l’enorme conflitto di interessi economici e politici, nonostante la sua reputazione ormai compromessa, nonostante l’origine misteriosa del suo patrimonio, nonostante il suo rifiuto di rimettersi al giudizio dei magistrati che vogliono processarlo, tra l’altro, per corruzione e falso in bilancio (non come politico ma come un privato cittadino), nonostante le molte leggi fatte ad hoc per evitargli i processi, nonostante un bilancio di governo insoddisfacente, nonostante alcune scandalose vicende private che avrebbero dovuto inorridire almeno l’elettorato cattolico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a quest’argomentazione c’è teoricamente poco da ribattere. Berlusconi viene democraticamente eletto. La percentuale che raggiunge il suo partito nella coalizione di governo è il 30 per cento. Con l’appoggio degli alleati questa percentuale è sufficiente a costituire una ampia maggioranza. Ma Berlusconi crede che a lui sia permesso tutto. Non solo si sente eletto, ma anche predestinato e osannato come un redentore, un messia. Circondato da buffoni di corte e dalla sua personale claque. Lui guida il suo partito senza bisogno di congressi. Tratta i suoi collaboratori alla stregua di dipendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ci si può ridere sopra o distogliere lo sguardo imbarazzati, come fanno i suoi colleghi capi di governo europei. Oppure ci si potrebbe chiedere, con legittima preoccupazione, come è possibile che ci sia un primo ministro europeo che non mostra rispetto per le regole di una democrazia occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia due dei suoi storici alleati si sono ormai allontanati da Berlusconi. Per primi i cristiano-democratici di Pierferdinando Casini, ora il presidente della Camera dei Deputati, il postfascista Gianfranco Fini. Avranno di certo le loro ambizioni politiche. Il malcontento, tuttavia, è lo stesso. Fini ha detto che il primo ministro non tollera obiezioni e non rispetta le istituzioni di garanzia nello Stato. Fini dovrebbe saperlo bene, visto che è stato fin dall’inizio al suo fianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tanto scongiurata fine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così Berlusconi è isolato e incalzato nel suo stesso schieramento. Può fare affidamento solo sul suo più stretto entourage, su quelle persone che acclamandolo servilmente hanno raggiunto le più alte vette della politica e per questo sono eternamente grati al loro capo. Anche la Lega Nord torna periodicamente a minacciare di far cadere Berlusconi. Gli alleati non assentono più a tutto, come facevano un tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giornali di sinistra parlano della incombente “fine di un’epoca”, delle ultime ore di un leader barcollante, della fine della Seconda Repubblica. Di nuovo! Ma Berlusconi prende in considerazione l’idea di costringere il paese alle elezioni anticipate, presentarsi alla gente nella veste di martire e di perseguitato, mostrare a tutti ancora una volta – a quelli di sinistra, ai traditori di destra, al mondo intero – che in un colpo saprà liberarsi, lui “forte, duro, con le palle” e con tutto il potere dei suoi miliardi e dei suoi mezzi di comunicazione. E questo accade nel bel mezzo dell’Europa. Vi sembra che tutto questo sia da sottovalutare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7154592104628999951?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7154592104628999951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7154592104628999951' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7154592104628999951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7154592104628999951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/12/visti-da-fuori.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7194635271503984536</id><published>2009-12-16T21:36:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T21:46:48.504+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nodwarf'/><title type='text'>Pesi e Misure</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;In questi giorni catalizzati dall'evento dell'anno , l'atto idiota di uno psicopatico in cerca di notorietà, mi sono venute in mente un paio di cosiderazioni che , stranamente, non ho sentito in nessun programma televisivo, anche se a dire la verità non ne guardo tantissimi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;L'attacco subito dal presidente del consiglio è indubbiamente un fatto clamoroso ed è ovvio che finisca su tutte le prime pagine e che se ne parli in continuazione in questi giorni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Certo , i toni usati dai suoi sodali e fedeli alleati sono molto al di sopra delle righe, il tentativo di addossarne la colpa a giornalisti e giornali critici è subdolo e meschino, del tutto in linea con la feroce propaganda a cui è sottomessa l'Italia da 15 lunghissimi anni a questa parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non è tuttavia questo che mi colpisce , perchè solo uno straniero appena sbarcato a Malpensa potrebbe stupirsi di quello che dicono i vari Cicchitto , Feltri e compagnia cantante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;La cosa che mi stupisce ancora, nonostante tutto, è la facilità con cui la gente comune si dimentica tutto quello che è stato detto in tempi non lontani e tutto quello che è stato fatto   dal "centrodestra" quando era , bei tempi quelli, all'opposizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Le accuse di regime, di brogli elettorali, il  golpe di Scalfaro, le "pallottole" di Bossi al Giudice Papalia,  Maroni condannato per resistenza a Pubblico Ufficiale," i bergamaschi armati  pronti ad imbracciare il fucile per la libertà della Padania", la "Padania" che in prima pagina accusava Berlusconi di essere un mafioso, Bossi che lo insultava nei comizi, Sgarbi che insultava  e calunniava il giudice anti mafia Caselli su Canale 5,  gli insulti di Berlusconi rivolti a Prodi e Veltroni prima e a tutti gli elettori poi, tutte queste cose che io e tanti altri ricordiamo perfettamente sono scomparse non solo dalle cronache ma soprattutto dalla memoria collettiva degli italiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Lui può tranquillamente presentarsi alla massa come la vittima di un gioco al massacro che lo ha sempre visto in prima fila, con le televisioni dalla parte del manico come accade solo nelle peggiori Repubbliche delle Banane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Qualche anno fa Prodi ricevette un pacco bomba a casa  che esplose senza fare troppi danni, e il fatto fu superato senza nessun clamore, il primo a minimizzare fu il diretto interessato, che non si sognò neppure di accusare il "centrodestra" di fomentare l'odio e la violenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Tre anni fa durante le manifestazioni dei tassisti contro il Decreto Bersani, Fabio Mussi fu aggredito e malmenato da alcuni dimostranti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non mi sembra di ricordare alzate di scudi da parte di coloro che oggi si strappano i capelli per il clima d'odio e violenza , e dire che di cose me ne ricordo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non riuscirò mai a capire ed accettare la facilità con cui una larga parte della popolazione, compresi , aihmè, anche molti parenti e conoscenti , si lascia manipolare da una macchina di propaganda tanto potente quanto evidente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E' così difficile , o faticoso, tenersi informati in maniera consapevole, senza bersi tutto quello che passa? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E' così difficile usare il proprio cervello per formarsi delle opinioni senza farsele inculcare passivamente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie"&gt;&lt;img src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=e10f9c03-64ec-898a-89fe-57f4cee2e9e0" alt="" class="zemanta-pixie-img" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7194635271503984536?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7194635271503984536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7194635271503984536' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7194635271503984536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7194635271503984536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/12/pesi-e-misure.html' title='Pesi e Misure'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-281706080268464791</id><published>2009-12-14T22:05:00.002+01:00</published><updated>2009-12-14T22:27:29.477+01:00</updated><title type='text'>UN NO ALLA VIOLENZA</title><content type='html'>Questo blog , nel suo infinitamente piccolo, condanna ogni forma di violenza fisica a danno di chiunque.&lt;br /&gt;Il gesto di Tartaglia non può in nessun modo essere condiviso nè  essere giustificato.&lt;br /&gt;Non è così che ci si libera di un pessimo governante, anzi mi sembra piuttosto evidente che i pessimi governanti ne escano addirittura rafforzati nell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;Solo il voto ci libererà del nostro pessimo governante, e solo una presa di coscienza collettiva potrà portare gli italiani a voltare le spalle all'uomo che da 15 anni li indottrina con la sua sproporzionata macchina propagandastica.&lt;br /&gt;Il gesto scellerato di ieri sera va nella direzione opposta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-281706080268464791?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/281706080268464791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=281706080268464791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/281706080268464791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/281706080268464791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/12/un-no-alla-violenza.html' title='UN NO ALLA VIOLENZA'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7753849497104158204</id><published>2009-12-06T21:49:00.001+01:00</published><updated>2009-12-06T21:49:46.526+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Time to say addio</title><content type='html'>Dec 3rd 2009&lt;br /&gt;From The Economist print edition&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi’s political career is teetering on the brink. He should go&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EVEN by his standards, it has been a bad week for Silvio Berlusconi, Italy’s prime minister. A court demanded surety for a huge fine on his Fininvest company, over its 2000 purchase of Mondadori, Italy’s biggest publisher. His wife, Veronica, is seeking a vast divorce settlement. His trial on charges of bribing a British lawyer, David Mills, is restarting after his immunity was quashed. New claims are being aired of one-time Mafia connections. A “No Berlusconi Day” protest is being staged in Rome this weekend. Mr Berlusconi has made political survival an art, but even he now looks to be in trouble (see article).&lt;br /&gt;EPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Economist’s view of Mr Berlusconi has been consistent. We criticised his political debut in 1993-94. In 2001 we said he was unfit to rule Italy. In 2006 we advised Italian voters to say “Basta!” to his government. We urged them to back his centre-left opponent in March 2008. Yet we have been cautious over joining the extensive and prurient commentary on a lurid array of sex scandals that have engulfed the 73-year-old prime minister this year. We prefer to judge him on two more substantive matters: the conflicts of interest between his business and political jobs, and his government’s performance.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This week’s events have thrown a dark light on the first. The resumption of various court cases involving him or his associates, plus a series of other business and legal issues, are distracting him and his government from their other responsibilities. The damage is visible. With the financial crisis and the recession, attention has shifted from Italy’s economic difficulties to the plight of places like Greece. Yet although Italy’s admirable small businesses in the north are thriving, the country as a whole still lags behind badly. In the year to the third quarter its GDP shrank by more than the euro-area average, and it is expected to fall by almost 5% in 2009, as big a drop as in any other big west European country.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr Berlusconi’s government has been shockingly dilatory in its response. For a long time the prime minister denied that Italy would go into recession. He used the parlous public finances as a reason to justify why Italy’s fiscal stimulus should be much smaller than in other big countries. Unlike a few braver political leaders, he also failed to promote the sorts of economic reform needed to restore the country’s competitiveness, which has deteriorated sharply against Germany’s. Italy remains over-regulated and comes out distressingly badly in international league tables for such things as the ease of starting a business, the extent of corruption, the level of a country’s research spending and the quality of its education.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In his third government Mr Berlusconi has also pursued an eccentric foreign policy out of kilter with Italy’s Western allies. He has cosied up to Russia’s Vladimir Putin and Libya’s Muammar Qaddafi in pursuit of Italian energy interests (this week he was in Belarus, chatting up another dictator, Alyaksandr Lukashenka). Under Mr Berlusconi, Italy continues to punch below its weight in the European Union and the world.&lt;br /&gt;Go, go, Silvio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partly thanks to his own machinations, there is no obvious successor if Mr Berlusconi quits. Indeed, some supporters say it is better to stick with him because the alternative would be chaos. Yet Italy has other potential leaders: Gianfranco Fini in his own party, who is openly plotting to oust Mr Berlusconi; Pier Ferdinando Casini in the centre, who held aloof from his third government; even the new centre-left leader, Pierluigi Bersani, who pushed reforms in the government of Romano Prodi. One of these would surely come to the fore were Mr Berlusconi to go. Whoever does might even complete the country’s transformation, which Mr Berlusconi halted in its tracks when he entered the political stage in the 1990s. Italy would be better off if il cavaliere now rode out of the scene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7753849497104158204?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7753849497104158204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7753849497104158204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7753849497104158204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7753849497104158204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/12/time-to-say-addio_06.html' title='Time to say addio'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7018563047919921367</id><published>2009-11-29T22:23:00.001+01:00</published><updated>2009-11-29T22:23:44.047+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Robecchi'/><title type='text'>Voi siete qui - La lingua del picciotto</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'&gt;&lt;br/&gt;di ALESSANDRO ROBECCHI&lt;br/&gt;pubblicato in Il Manifesto&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Apicella scrive la musica. E Berlusconi scrive i testi. Come quello di ieri, assai divertente: “Se trovo chi ha girato nove serie della Piovra e scritto libri sulla mafia facendoci fare una bella figura nel mondo,  giuro che lo strozzo”. E’ una battuta. E’ una barzelletta. Faceva più ridere se diceva: “lo sciolgo nell’acido”. Oppure: “lo muro in un pilone dell’autostrada”. Non è una cosa seria. Un premier che se la prende con la Piovra e la fiction tivù con la motivazione che raccontare la mafia non mette in buona luce il paese, non può parlare seriamente. Ma non ha visto Il Padrino? Mai l’elegantissimo Don Vito Corleone avrebbe usato parole simili, si sarebbe limitato a un cenno del capo, un lievissimo ammiccamento. La parola “strozzare” si addice più a un picciotto qualunque che a un capo di governo. Restando alla mafia del cinema, Berlusconi sembra più il Joe Pesci di Quei bravi ragazzi, quello che gridava: “hai detto buffo a me?”. Dunque, andiamo, non è una cosa seria. Se fosse una cosa seria il premier dovrebbe citare anche le fiction sulla mafia trasmesse dalle tivù di sua proprietà, con ottimi ascolti. E sarebbe interessante sapere se tra gli “strangolabili” dal premier figura anche, per dire, Roberto Saviano, che non ha fatto certo un piacere alla proloco di Napoli raccontando Gomorra. Edito da Mondadori, sia detto en passant, giusto per sottolineare che con la costruzione della fama planetaria del paese mafio-camorristico-assassino, il signor Silvio Berlusconi ha incassato parecchi soldi. Non vorremmo che si strozzasse da solo. Senza contare che anche le sue proprie performance estive a base di escort e lettoni di Putin non sono state da meno, quanto a credibilità internazionale, dignità del paese e “belle figure”.&lt;br/&gt;Dunque saremmo davvero tentati – come ci hanno subito consigliato i suoi famigli, camerieri, portavoce, reggicoda e corifei – di archiviare la faccenda sotto la voce “cose poco serie dette dal premier” di cui abbiamo del resto vastissima collezione. Purtroppo, invece, l’ultima sparata del capo del governo non è così peregrina. Parlare di mafia fa male al buon nome del paese non è che l’ultima variante di un discorso ben noto. Parlare di crisi fa male all’economia (in effetti a guardare solo il Tg5 sembra di essere in pieno boom economico). Parlare di delinquenza fa male se si governa, diventa invece molto utile quando governano gli altri. Quanto al buon nome del paese, insomma, se si volesse difenderlo sul serio col metodo Berlusconi, sarebbe un lavoro d’inferno. Da Piazza Fontana alle stragi di stato, per dire, via, via, un gran lavoro di bianchetto per questioni di immagine. E chissà, forse non è un caso che il suo sodale Dell’Utri, che per mafia è già stato condannato in primo grado (concorso esterno) se ne va in giro per l’Italia leggendo falsi diari di Mussolini che dicono quant’era gentile e buonanima e brava persona il Puzzone supremo. Eccone un altro che, come il commissario Cattani, ci ha fatto fare una figura di merda. Strozzare anche gli storici, non sarebbe male, no?&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6a8e6042-9204-85c5-b43d-ab1610f68d52' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7018563047919921367?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7018563047919921367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7018563047919921367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7018563047919921367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7018563047919921367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/11/voi-siete-qui-la-lingua-del-picciotto.html' title='Voi siete qui - La lingua del picciotto'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5855493413116881234</id><published>2009-11-01T00:32:00.001+01:00</published><updated>2009-11-01T00:32:18.065+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[het financiele dagblad]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’Unione lascia fare il premier e di conseguenza perde autorevolezza nei confronti di paesi terzi su questioni come la libertà di stampa e la giustizia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La scena è stata ridicola, mercoledì scorso. Membri delle frazioni cristiano-democratica e conservatrice del Parlamento Europeo sono scattati in piedi, esultanti, quando è stato annunciato che la risoluzione sulle preoccupazioni per la libertà di stampa in Italia è stata bocciata con tre voti di differenza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come spesso succede, dopo la votazione c’erano quasi solo sconfitti. Le frazioni che hanno appoggiato la risoluzione, ma anche quelle che l’hanno opposta. Il capofrazione del CDA (Partito Democratico Cristiano olandese, NdT), Wim van de Camp può infatti sostenere che la libertà di stampa in Italia è una questione interna della politica italiana, ma all’interno della sua delegazione olandese ci sono state profondi attriti sulla posizione da assumere e sulla pressione esercitata perchè ci si attenesse alla disciplina di frazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Inoltre, le immagini di cristiano-democratici felici perchè hanno bocciato una mozione sulla libertà di stampa è dannosa dal punto di vista pubblicitario. Solo il premier italiano Silvio Berlusconi ha guadagnato qualcosa con l’esito della votazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sarebbe semplice liquidare il dibattito nel parlamento come un nuovo spettacolo messo su da una rappresentanza popolare che si tiene occupata con cose sulle quali non può in ogni caso esercitare influenza. Ma il malcontento del parlamento sul modo in cui Silvio Berlusconi opera è un provvidenziale segnale politico verso Roma con la richiesta di un comportamento più normale. Dagli stati membri dell’Unione ci si può infatti aspettare amaramente poco.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non che i capi di governo europei in passato abbiano assistito inerti quando in qualche paese succedeva qualcosa che non gli andava a genio. Nel 2000, quando il partito di estrema destra di Jörg Heider, l’FPÖ, formò una maggioranza di governo con i cristiano-democratici dell’ÖVP in Austria, si arrivò ad un autentico boicottaggio politico da parte di altri Stati membri dell’UE. Congelarono i contatti diplomatici con l’Austria e rifiutarono i candidati austriaci per incarichi importanti. L’Unione ritirò le misure quando fu chiaro che fruttavano ben poco di positivo e che non c’era niente da eccepire sui ministri dell’FPÖ.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il fatto che allora si arrivò a punire l’Austria ha una semplice spiegazione. L’Austria è un paese dell’UE relativamente piccolo, e nel 2000 era diventato membro da appena un anno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il caso dell’Italia è ben diverso: è uno dei paesi fondatori della cooperazione europea e il suo peso nelle votazioni del Consiglio Europeo è da protagonista. Le possibilità che il premier olandese Jan Peter Balkenende e i suoi colleghi prendano Silvio Berlusconi da parte durante il prossimo vertice europeo e gli dicano qualche parola dura è quindi zero.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Però dovrebbero farlo. Il premier italiano si comporta come un antidemocratico. Intimida con richieste di risarcimento danni i media che danno notizie sulle sue scappatelle, a pagamento o no, con donne, giovani o no. Regolamenta per se stesso l’immunità giuridica per non avere problemi con le inchieste per corruzione. Recentemente, quando la Corte Costituzionale gli ha tolto l’immunità, ha attaccato duramente il potere giudiziario.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È facile liquidare tutto ciò come una questione politica interna. Gente come Wim van de Camp trova che tocchi agli elettori presentare a Berlusconi il conto per la sua condotta scorretta. Il problema è che molti di quegli elettori non sono affatto informati su cosa pensa e fa il loro premier, o lo sono in modo distorto. Chi guarda la tv in Italia, o guarda le emittenti che sono proprietà di Berlusconi, o le emittenti statali dove brandiscono lo scettro persone di fiducia di Berlusconi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Minacce a giornalisti e magistrati: se questo succedesse in qualche aspirante Stato membro, Bruxelles farebbe la predica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Simili azioni rallenterebbero o fermerebbero il processo di ammissione. Questo è il danno causato dal tollerare la condotta scorretta di Berlusconi. Come possono Stati membri come l’Olanda continuare a fare pressione sulla Commissione Europea perchè segua attentamente gli sviluppi nel sistema giudiziario di Paesi già membri come la Romania e la Bulgaria? Come può l’Europa chiedere a stati candidati membri di fare pulizia a casa propria, se gli attuali membri se ne fregano di ogni sorta di principi?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prendiamo la Serbia, che vorrebbe tanto entrare a far parte dell’Unione. A ogni elezione piovono nomine politiche nelle emittenti statali e nelle tv locali. Sicuramente l’UE vorrà cambiare questa prassi. Sempre in Serbia, il governo ha approvato una nuova legge sulla stampa che permette di multare pesantemente i media quando le notizie date si rivelano false. Queste multe sono così elevate da provocare il fallimento. I politici ora usano le regole per tenere in riga i quotidiani. Una simile legge contro-europea deve essere musica per le orecchie di Berlusconi. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=7e6ee8fe-4e7d-8a45-ae70-b0c493aecc59' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5855493413116881234?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5855493413116881234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5855493413116881234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5855493413116881234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5855493413116881234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/11/visti-da-fuori.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5413109688299109698</id><published>2009-10-26T21:04:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T21:04:47.633+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pardi'/><title type='text'>Canale 5, il manganello del Cavaliere</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Fascismo mediatico&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Accadono cose più gravi ma non si può trascurare il pedinamento televisivo (il video è a fondo pagina) che Canale 5 ha riservato al giudice Mesiano, estensore della sentenza che obbliga Mediaset a pagare 750 milioni di euro a De Benedetti per lo scippo della Mondadori, ottenuta a suo tempo con la corruzione del giudice Metta da parte di Previti con fondi Fininvest.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sul giudice Mesiano Berlusconi aveva subito sparato a zero: ne vedremo delle belle, aveva pronosticato. Lo zelo dei suoi dipendenti si è applicato a tamburo battente. Conta poco che il pedinamento abbia avuto esito minimalista. Il servizio di Claudio Brachino ha infatti appurato che il giudice era impaziente mentre aspettava il suo turno dal barbiere. Non avendo niente di più succoso il commento qualificava il comportamento come stravagante. Anzi: “Alle sue stravaganze siamo ormai abituati”. Frase curiosa ma rivelatrice. Sembra implicare una sorveglianza di durata tanto serrata da produrre nei sorveglianti assuefazione. Si saranno messi all’opera subito dopo la sentenza o addirittura prima, come cautela preventiva? Chi può saperlo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma conta molto di più che la rete ammiraglia di Berlusconi abbia pedinato il giudice, lo abbia ripreso a sua insaputa, lo abbia mostrato ai telespettatori. Oggetto di sguardo indiscreto qualsiasi momento di vita quotidiana può essere travisato con l’aiuto di un commento insinuante. Il gesto più insignificante può essere additato come sintomo rivelatore di un’attitudine che, proprio perché non spiegata e misteriosa, può apparire ancora più insidiosa: prova provata di un carattere ostile.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’allusione che si fa maldicenza resta generica ma assume un carattere di precisione chirurgica. Vuol dire: questo che vedete è l’uomo qualsiasi che ha imposto una multa smisurata al presidente del consiglio migliore che l’Italia abbia mai avuto. E noi ve lo mostriamo nella sua insignificante quotidianità. E’ legittimo che un uomo così insignificante possa colpire l’eletto dal popolo? E il popolo non dovrà allora esprimere riprovazione per un gesto che cancella l’abisso che deve separare l’uomo comune dal capo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Si può perfino pensare che lo zelante Claudio Brachino non sia stato consapevole dello squadrismo intrinseco del suo servizio: puro olio di ricino mediatico. Ma la possibile, per quanto improbabile, ignoranza dello strumento attivo non può far dimenticare l’evidenza schiacciante del possesso proprietario. La rete è del padrone che sta al vertice del potere politico. Il servizio potrebbe anche essere perfettamente anonimo. Ma la firma è una sola. E svela la miseria di un potere che deve ricorrere alla ritorsione personale nei confronti del singolo magistrato. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Qui c’è una contraddizione vistosa. Nelle intenzioni del governo, in un disegno di legge in preparazione, si dovrebbe perfino ignorare il nome e il volto del magistrato in causa. Si vuole una giustizia anonima per troncare alla radice il protagonismo dei giudici. Misura che nega il diritto alla conoscenza da parte del cittadino. Ma qui è rovesciata con impudicizia estrema: non solo si deve sapere chi è il giudice ma addirittura lo si mostra nella sua indifesa quotidianità. E per questo servizio il presidente del consiglio usa i suoi mezzi privati. In una qualsiasi altra democrazia ne sarebbe privo. Ma qualche commentatore bipartisan penserà che va già bene che non abbia usato i mezzi pubblici.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pancho Pardi&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=7e93ef44-2b78-8237-8795-d17770608496' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5413109688299109698?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5413109688299109698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5413109688299109698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5413109688299109698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5413109688299109698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/canale-5-il-manganello-del-cavaliere.html' title='Canale 5, il manganello del Cavaliere'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2392252857629154406</id><published>2009-10-26T21:02:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T21:02:11.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Furio Colombo'/><title type='text'>Il Travaglio di Panorama</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Il nuovo direttore di Panorama - Giorgio Mulè - entra in scena con una corsetta e un salto alla Benigni. Non è bravo come lui ma ce la mette tutta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parla bene di Berlusconi, parla bene di Fini, parla bene di Feltri, mostrando una visione larga e benevola degli esseri umani. Gente come noi. E se uno è bravo, è bravo. E glielo dici. E cerchi anche di darti una missione: riappacificarli. Questa, si direbbe, è la lettera di intenti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma c'è di più. Panorama esce vestito da poker, promette di dire tutto sulla nuova voglia di giocare che dilaga in Rete. La consonanza è con il dovere civico dell'ottimismo che qualcuno (adesso non ricordo chi) ci sta raccomandando. Tutto&lt;br/&gt;sembra dire che, con la giusta attitudine, le cose si aggiustano, come nel film di Woody Allen ("Basta che funzioni"). &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Purtoppo alcuni suoi collaboratori (chi anonimo, come l'autore del pezzo su Travaglio, chi celebre, come il super partes Vespa) non sanno ancora stare al gioco. O sono amari, come Vespa ( "scusate il paradosso; ma a dover invocare la par condicio siamo noi pochi moderati, in larga e documentata minoranza alla Rai") o provano a scoprire gli altarini dei finti moralizzatori, tipo Marco Travaglio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;A pag. 47, infatti, compare un pezzo rivelatore (peccato senza firma, così non sapremo mai a chi riconoscere lo scoop) dal titolo promettente: "Che profumo i soldi di Travaglio". I lettori di Panorama, si suppone, verranno presi da sentimenti ora di&lt;br/&gt;meraviglia, ora di rabbia (dipende dalla par condicio di Vespa) nell'apprendere che l'impertinente giornalista è arrivato a guadagnare, nel 2007, fino a 350mila euro. "Ma negli ultimi due anni l'azienda Travaglio ha raggiunto il picco: i 180mila euro di diritti d'autore" (dall'editore Chiarelettere per il libro "Papi") e un versamento dello stesso Travaglio al nuovo giornale di Padellaro, "Il Fatto", di cui diventa azionista.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Diavolo di un giornalista investigativo anonimo. Dove avrà trovato quelle cifre che avranno subito fatto allargare le narici al vorace avvocato Ghedini? Forse Travaglio stava profittando alla brava del condono fiscale per riportare in Italia le somme ingordamente guadagnate (da parassita, direbbe Brunetta) alle spalle di padron Berlusconi? &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La risposta delude un po'. Sono tutti dati pubblicati dal fisco e resi noti dall'editore. E deludono un po' anche le cifre. Per esempio, dedotti viaggi, lavoro, famiglia, contributi e collaboratori, le escort non ci entrano. E con una simile cifra non si va neanche in Puglia, né a destra, né a sinistra. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Furio Colombo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6521e852-62eb-818f-b372-a5fa2dea94a5' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2392252857629154406?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2392252857629154406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2392252857629154406' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2392252857629154406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2392252857629154406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/il-travaglio-di-panorama.html' title='Il Travaglio di Panorama'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2517112740696488072</id><published>2009-10-26T20:58:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T20:58:09.252+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diamanti'/><title type='text'>La leggenda del premier eletto dal popolo</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;di ILVO DIAMANTI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;"Presidente eletto dal popolo". Così si definisce Silvio Berlusconi. Sempre più spesso, da qualche tempo. Per rivendicare rispetto dai molti nemici che lo assediano. Ma, al tempo stesso, per marcare le distanze dall'altro presidente. Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica. Il quale, al contrario, è "eletto dal Parlamento". Anzi da una parte di esso. Perché Napolitano non è "super partes", ma di sinistra. Come tutte le altre istituzioni dello Stato. Corte Costituzionale e magistratura in testa. Non garanti. Ma soggetti politici. Di parte. Per questo Berlusconi non ne accetta le decisioni, ma neppure il ruolo. In pratica: considera le istituzioni dello Stato - e quindi la Costituzione - inadeguate. Peggio: illegittime. Meno legittime di lui, comunque. Presidente eletto dal popolo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Queste affermazioni, sostenute a caldo e a tiepido dal premier, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, si fondano su premesse discutibili, anzitutto sul piano dei fatti. Dati per scontati. Che scontati non sono. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il primo fatto è che Berlusconi sia un presidente "eletto dal popolo". È quanto meno dubbio. Perché l'Italia non è (ancora) un sistema presidenziale. I cittadini, gli elettori, votano per un partito o per una coalizione. Non direttamente il premier o il presidente. Anche se, dopo il 1994, abbiamo assistito a una progressiva torsione delle regole elettorali e istituzionali in senso "personale". Senza bisogno di riforme. Così, nella scheda elettorale, accanto ai partiti e alle coalizioni viene indicato anche il candidato premier. (Come ha lamentato, spesso, Giovanni Sartori). Tuttavia, non si vota direttamente per il premier, ma per i partiti e gli schieramenti. Silvio Berlusconi, per questo, non è un presidente eletto dal "popolo". Semmai dal "Popolo della Libertà". Da una maggioranza di elettori, comunque, molto relativa. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del "popolo", insomma. Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l'8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare "opposizione". Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato "personale" più limitato, dal 1994 ad oggi. &lt;br/&gt;Tutto ciò, ovviamente, non intacca la legittimità del governo e del premier. Semmai la sua pretesa di interpretare la "volontà del popolo". &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;D'altronde, si vota una volta ogni cinque anni, mentre i sondaggi si fanno quasi ogni giorno. Per cui, più che sul voto, il consenso tende a poggiare sulle opinioni. Sulla "fiducia". Ma stimare la "fiducia" dei cittadini è un'operazione difficile e opinabile. Che non coincide con il consenso elettorale. Non si capirebbe, altrimenti, perché, se davvero - come sostiene Berlusconi - il 70% degli italiani ha fiducia in lui, alle recenti elezioni europee il Pdl si sia fermato al 35%, la coalizione di governo al 45% e le preferenze personali per il premier al 9% (dei voti validi). &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La fiducia, inoltre, è difficile da misurare. Per ragioni sostanziali, ma anche metodologiche. Soprattutto attraverso i sondaggi. Dipende dalle domande poste agli intervistati. Dagli indici che si usano. Alcuni fra i principali istituti demoscopici (come Ipsos di Nando Pagnoncelli e Ispo di Renato Mannheimer) utilizzano una scala da 1 a 10, per analogia al voto scolastico. Per cui l'area della "fiducia" comprende tutti coloro che danno a un leader (o a un'istituzione) la sufficienza (e quindi almeno 6). Oggi, in base a questo indice, circa il 50% degli italiani esprime fiducia nel premier Berlusconi (le stime di Ipsos e Ispo, al proposito, convergono). Mentre a fine aprile, dopo il terremoto in Abruzzo, superava il 60%. Ciò significa che negli ultimi mesi la "fiducia" del popolo nel premier si è ridotta, anche se risulta ancora molto ampia. Tuttavia, anche accettando questi indici, un 6 può davvero essere considerato un segno di "fiducia"? Ai miei tempi, nelle scuole dell'obbligo - ma anche al liceo - era una sufficienza stretta. Come un 18 all'università. Che si accetta per non ripetere l'esame. Ma resta un voto mediocre. Basterebbe alzare la soglia, anche di pochissimo, un solo punto. Portarla a 7. Per vedere la fiducia nel premier (e in tutti gli altri leader) scendere sensibilmente. Al 37%. Più o meno come i voti del Pdl. Con questi dati e con queste misure appare ardita la pretesa del premier di parlare in "nome del popolo". Tanto più che, con qualunque metro di misura, il consenso personale verso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risulta molto più elevato. Fino a una settimana fa, prima della recente polemica, esprimeva fiducia nei suoi confronti circa l'80% degli italiani, utilizzando come voto il 6. Oltre il 50%, con una misura più esigente: il 7. Lo stesso livello di consenso raccolto dal predecessore, Carlo Azeglio Ciampi. Anche da ciò originano le tensioni crescenti tra il premier e il Presidente della Repubblica. Nell'era della democrazia del pubblico. Maggioritaria e personalizzata. Dove i media sono divenuti lo spazio pubblico più importante. E il consenso è misurato dai sondaggi. Nessuno è "super partes". Sono tutti "parte". Tutti concorrenti. Avversari o alleati. Amici oppure nemici. Anche Napolitano, soprattutto Napolitano. Per la carica che occupa e la fiducia che ottiene. Agli occhi di Berlusconi, impegnato a costruire la leggenda del "presidente votato e voluto dal popolo". Non può apparire amico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=922a7b86-e1fb-8c4d-9dda-1850c11f4142' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2517112740696488072?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2517112740696488072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2517112740696488072' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2517112740696488072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2517112740696488072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/la-leggenda-del-premier-eletto-dal_26.html' title='La leggenda del premier eletto dal popolo'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4104348483014898302</id><published>2009-10-26T20:56:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T20:56:48.682+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michele Serra'/><title type='text'>Al servizio del capo</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;di MICHELE SERRA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;IL VIDEO sul giudice Mesiano andato in onda su Canale 5 è spaventoso, e lo è qualunque sia la sua genesi giornalistica. È spaventoso se il suo impressionante effetto minatorio discende da un'intenzione consapevole. Ma è spaventoso anche se siamo di fronte a un gioco cretino, come di chi padroneggia malamente un'arma e credendo di sparare a salve esplode pallottole vere. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il testo, di livello perfino più basso di quel sub-giornalismo che è il gossip televisivo, farebbe propendere per la seconda ipotesi: un gioco cretino sfuggito di mano. Ma la costruzione del servizio (pedinamento di un magistrato ritenuto "nemico" del proprio editore, così da indicarlo all'odio e al dileggio della propria curva tifosa), e la sua messa in onda nel programma mattutino della rete generalista di Mediaset, con tanto di commento demolitore (e "senza contraddittorio", come dice l'onorevole Gasparri quando attacca la Rai) di due giornalisti del gruppo, impedisce di credere che si tratti di un banale incidente. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il clima di forte scontro politico non può essere un alibi. Non è il cozzo delle idee, non la polemica ideologica a dettare questo genere di colpi sotto la cintura. È la volontà di attaccare e isolare personalmente, quasi uno per uno, quelli che il leader e padrone considera gli avversari veri e presunti, e dunque esercita, sui meno sereni e meno liberi dei suoi dipendenti, una doppia attrazione, politica ed economica. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In una confusione oramai patologica, irreversibile e venefica (per il paese intero) tra patrimonio politico e patrimonio personale del Capo. È la voglia di andare a stanare dal barbiere Mesiano, sputtanarlo (verbo berlusconiano) con qualche sciatta considerazione sul suo abbigliamento del sabato mattina, dargli dello "stravagante" perché fuma (?!), evitare che anche una sola parola sia spesa in sua difesa (nel vituperato "Anno zero" i giornalisti e i politici di destra hanno una postazione fissa), perché distruggere la persona è il sistema più rapido per risolvere i contenziosi, e levare di mezzo l'ingombro. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;O si trova, come nel caso del già dimenticato Boffo, qualche vecchia carta per dare fuoco alla pira, o si confeziona qualcosa di comunque infamante, per esempio spacciando una promozione pregressa per un "premio" (e di chi?) per la sentenza Cir. Il tutto, per giunta, sotto l'equivoco, ipocrita pretesto della "legittima difesa", perché l'argomento prediletto da chi pratica questo genere di pestaggio giornalistico è che anche l'attacco a Berlusconi è un attacco alla persona: come se la condotta di vita del presidente del Consiglio, i criteri con i quali dispensa le candidature, il genere di persone delle quali si circonda a palazzo, non fossero quanto di più pubblico si possa immaginare. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma il clima è questo. È un clima nel quale chi governa, chi comanda, chi vanta la maggioranza dei voti e il controllo del Parlamento, si rivolge agli oppositori come se fossero insopportabili oppressori del cui giogo, finalmente, liberarsi. Così da udire il leghista Castelli (da Santoro) gridare a Curzio Maltese "tu vivi nel mondo marcio di Repubblica", e in quel "marcio", anche se Castelli non lo sa, c'è tutto il puzzo del fascismo. Così da leggere, su Libero di ieri, che "il Caimano non è un film, è una secrezione corporea di Moretti", quello stesso Moretti accusato dal Giornale di avere "dirottato" fondi europei per il suo nuovo film, tacendo che più di quaranta registi, anche italiani, ne hanno avuto ugualmente diritto. Così da imbattersi (da anni a questa parte) in vere e proprie liste di proscrizione dei "rossi" che lavorano alla Rai, ovviamente tutti miracolati politici, tutti scrocconi di soldi pubblici, tutti nel calderone indistinto delle "élite di merda" che prima o poi la pagheranno. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;A furia di essere indicati con nome, cognome e stipendi (i guadagni dei "nemici" sono un'altra delle ossessioni di questo giornalismo ossesso), alcune di queste persone sono insultate per strada come "sporco comunista". Ora toccherà, probabilmente, anche al giudice Mesiano.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=34020f6c-421e-869c-8cca-b4a1270045f7' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4104348483014898302?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4104348483014898302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4104348483014898302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4104348483014898302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4104348483014898302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/al-servizio-del-capo_26.html' title='Al servizio del capo'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2083116661622092980</id><published>2009-10-26T20:55:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T20:55:38.314+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>L’Italia di Berlusconi offre uno sguardo desolante</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[Tagesschau]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Vi ricordate per caso cosa era successo in Italia l’ultima volta che Silvio Berlusconi aveva perso delle elezioni? Era il 2006, e l’attuale premier aveva parlato per giorni e settimane di brogli elettorali da parte della sinistra. Il suo stesso Ministro dell’Interno negava, tutti cercavano di calmare l’infuriato con inviti alla fiducia nelle istituzioni, che in questo modo sarebbe stata rovinata. Non era servito a nulla.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutte le volte che qualcosa non gli va a genio, Silvio Berlusconi parla di un complotto della sinistra. Se ieri i giudici costituzionali – e il maggio scorso due su quindici erano comunque stati con lui a cena privatamente – avessero votato in maggioranza per la sua legge sull’immunita’, allora non sarebbe stata una decisione motivata politicamente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pero’ hanno rifiutato in maggioranza la legge con un rimando al principio di eguaglianza di tutti  i cittadini davanti alla legge. E devono quindi sentirsi insultare dal capo del governo perche’ sarebbero pilotati dalla sinistra. Anche il Presidente della Repubblica italiana deve lasciarsi insultare. E se si difende, deve sentirsi dire che al premier non interessa cosa dica il capo dello Stato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una democrazia sotto sconfitta…&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questo e’ squalificante per un capo di governo di uno Stato dell’UE, uno Stato del G8, e non e’ degno di una democrazia. La storia del barone della televisione Silvio Berlusconi, l’ascesa a politico di riferimento in Italia negli ultimi 15 anni, e’ una tragedia. Ed e’ la prova che la democrazia si puo’ sconfiggere con le proprie mani. Solo perche’ qualcuno ha i soldi e la presenza mediatica per stare col fiato sul collo di un elettorato politicamente pigro, solo per questo gli puo’ essere permessa qualsiasi violazione delle regole?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’Italia sotto Berlusconi offre uno sguardo desolante. Il giorno della decisione della Corte Costituzionale l’uomo forte di un partito di coalizione minaccia i giudici: che non osino contrapporsi al volere del popolo – perche’ altrimenti verranno mobilitate le masse. Il premier attacca il capo dello Stato in maniera inconcepibile. E tutto cio’ perche’ una legge non rispetta la Costituzione?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;… e un primus super pares?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Chi aveva sentito gli argomenti degli avvocati di Berlusconi non poteva credere alle proprie orecchie: la legge e’ uguale, ma l’applicazione della legge no. Ovvero: il premier non sarebbe primus inter pares, ma primus super pares – quindi primo sopra pari. Come scusi?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dalla saga all’italiana di Silvio si puo’ trarre solo una conclusione: Berlusconi e’ divenuto politico per proteggere il proprio impero dagli avvocati. E da allora, quindi da 15 anni, sta smontando cio’ che in questo Paese i vecchi partiti avevano lasciato in piedi in quanto a cultura politica. La crisi dello Stato in persona.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2083116661622092980?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2083116661622092980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2083116661622092980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2083116661622092980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2083116661622092980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/litalia-di-berlusconi-offre-uno-sguardo_26.html' title='L’Italia di Berlusconi offre uno sguardo desolante'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-3182349933015719551</id><published>2009-10-26T20:54:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T20:54:45.906+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>The Dwarfgate</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[The Washington Post]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Silvio Berlusconi è stato accusato di corruzione, evasione fiscale e sovversione della stampa . Sua moglie lo ha lasciato per via delle sue frequentazioni con prostitute e delle orge che organizza nella sua villa in Sardegna. Fa battute imbarazzanti (e le ripete, come nel caso dell’”abbronzatura” del Presidente Obama) e periodicamente sparisce per sottoporsi all’ennesimo intervento di chirurgia plastica. E’ in guerra con il sistema giudiziario italiano, con quasi tutti i giornalisti che non lavorano per lui e con la Chiesa Cattolica. La scorsa settimana la Corte Costituzionale ha revocato la sua immunità, per cui gli italiani si possono aspettare una nuova serie di avvisi di garanzia e scandali.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma la cosa più interessante del Presidente del Consiglio italiano è la seguente: gli italiani continuano a votarlo. La logora coalizione di cui è a capo – Il Popolo della Libertà – ha ottenuto una vittoria decisiva alle elezioni del 2008 e ha schiacciato l’opposizione durante le elezioni europee del giugno 2009. Che siate o meno d’accordo con le dichiarazioni di sua figlia, che dice che “verrà ricordato dai libri di storia come il leader più duraturo ed amato della storia della Repubblica” – non potete negare che sia stato lui la forza dominante nella politica italiana fin da quando divenne presidente del consiglio nel 1994. Ma perché?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le risposte sembrano essere molteplici, alcune sono legate alla strana situazione di impasse che, in primo luogo, l’ha portato al potere. All’inizio degli anni ‘90 , il sistema politico italiano fu sconvolto da una serie di inchieste giudiziarie sulla profonda corruzione che permeava l’intera classe politica italiana. Come risultato, tutti i maggiori partiti politici e tutti i principali esponenti sparirono da un giorno all’altro, a volte letteralmente: Bettino Craxi, guida del Partito Socialista per quasi 20 anni, scappò in Tunisia per sfuggire all’arresto, per poi morire lì, in esilio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi si è infilato nel vuoto che si era creato, promettendo di affrontare questioni che nessun altro aveva osato avvicinare – specialmente l’immigrazione di massa dal Nord Africa – e di trattare problemi che nessun altro era stato in grado di risolvere, come il complicato sistema fiscale e la famosa burocrazia. Ma se si guarda indietro è ovvio che Berlusconi (che di fatto ha realizzato ben poche delle riforme promesse) ha anche creato la controrivoluzione: aveva fatto carriera nel vecchio sistema – come molti altri – e, una volta al potere, ha concluso l’epurazione iniziata dai giudici.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli italiani, mi ha raccontato Beppe Severgnini, “avevano paura del loro stesso coraggio”. Erano inoltre spaventati dal caos e in un paese che ha avuto, in media, un governo diverso ogni anno negli ultimi 60 anni, Berlusconi, una figura familiare da anni, è divenuto simbolo di una certa stabilità. La sinistra italiana è disorganizzata, il centro-destra è paralizzato e molte persone hanno preferito un male che conoscono già.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Naturalmente Berlusconi ha una marcia in più che nessun altro ha: la televisione popolare. Possiede e controlla tre canali principali e svariati canali digitali. Controlla di fatto la televisione di stato, in quanto Presidente del Consiglio. Ci sono giornali, riviste e talk-show trasmessi in tarda serata che lo criticano, ma non raggiungono lo stesso numero di persone. Proprio come il suo amico Vladimir Putin, Primo Ministro russo, non cerca di influenzare tutti i mezzi di comunicazione, ma solo quelli che raggiungono il maggior numero di elettori.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutto ciò può non essere determinante per una vittoria elettorale, ma di sicuro aiuta. Questa situazione ha fatto in modo che l’Italia diventasse il centro del più grande movimento per la libertà di stampa dopo l’ex Unione Sovietica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma alla fine questa dominazione non può essere l’unica spiegazione a tutti i suoi voti. Ci deve essere qualcosa di attraente nello stesso Berlusconi. Severgnini lo ha definito uno “specchio” dell’Italia moderna, e puoi vederlo: un arricchito (come quasi tutti in Italia), sfacciato nel sbandierarlo (ricordate la villa in Sardegna); un amante delle donne e del calcio (possiede l’ A.C. Milan); leale con gli amici (al punto di proteggerli dalla legge); che chiaramente se la spassa a tutte quelle feste e sul suo yacht. Berlusconi rappresenta una caricatura dell’ideale di vita italiano.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E proprio perché lui è una caricatura, riesce a cavarsela in situazioni dove altri non riuscirebbero. Puoi vedere gli italiani che si intrattengono con le storielle di Berlusconi e poi si fanno grasse risate.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tra l’altro, con Berlusconi come Presidente del Consiglio, non c’è bisogno di essere seri. Non ti devi preoccupare di geopolitica o dello stato del pianeta, di povertà o di stati falliti. Puoi startene a casa, rimanere sul leggero e discutere dell’ultimo scandalo legale. E forse, anche questo fa parte dell’attrattiva esarcitata da Berlusconi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=1ec51997-e10f-8afc-b74e-96540f20e148' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-3182349933015719551?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/3182349933015719551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=3182349933015719551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3182349933015719551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3182349933015719551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/dwarfgate_26.html' title='The Dwarfgate'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-3530823825530156723</id><published>2009-10-11T17:21:00.001+02:00</published><updated>2009-10-11T17:21:56.217+02:00</updated><title type='text'>La leggenda del premier eletto dal popol</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;o&lt;br/&gt;di ILVO DIAMANTI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;"Presidente eletto dal popolo". Così si definisce Silvio Berlusconi. Sempre più spesso, da qualche tempo. Per rivendicare rispetto dai molti nemici che lo assediano. Ma, al tempo stesso, per marcare le distanze dall'altro presidente. Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica. Il quale, al contrario, è "eletto dal Parlamento". Anzi da una parte di esso. Perché Napolitano non è "super partes", ma di sinistra. Come tutte le altre istituzioni dello Stato. Corte Costituzionale e magistratura in testa. Non garanti. Ma soggetti politici. Di parte. Per questo Berlusconi non ne accetta le decisioni, ma neppure il ruolo. In pratica: considera le istituzioni dello Stato - e quindi la Costituzione - inadeguate. Peggio: illegittime. Meno legittime di lui, comunque. Presidente eletto dal popolo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Queste affermazioni, sostenute a caldo e a tiepido dal premier, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, si fondano su premesse discutibili, anzitutto sul piano dei fatti. Dati per scontati. Che scontati non sono. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il primo fatto è che Berlusconi sia un presidente "eletto dal popolo". È quanto meno dubbio. Perché l'Italia non è (ancora) un sistema presidenziale. I cittadini, gli elettori, votano per un partito o per una coalizione. Non direttamente il premier o il presidente. Anche se, dopo il 1994, abbiamo assistito a una progressiva torsione delle regole elettorali e istituzionali in senso "personale". Senza bisogno di riforme. Così, nella scheda elettorale, accanto ai partiti e alle coalizioni viene indicato anche il candidato premier. (Come ha lamentato, spesso, Giovanni Sartori). Tuttavia, non si vota direttamente per il premier, ma per i partiti e gli schieramenti. Silvio Berlusconi, per questo, non è un presidente eletto dal "popolo". Semmai dal "Popolo della Libertà". Da una maggioranza di elettori, comunque, molto relativa. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del "popolo", insomma. Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l'8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare "opposizione". Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato "personale" più limitato, dal 1994 ad oggi. &lt;br/&gt;Tutto ciò, ovviamente, non intacca la legittimità del governo e del premier. Semmai la sua pretesa di interpretare la "volontà del popolo". &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;D'altronde, si vota una volta ogni cinque anni, mentre i sondaggi si fanno quasi ogni giorno. Per cui, più che sul voto, il consenso tende a poggiare sulle opinioni. Sulla "fiducia". Ma stimare la "fiducia" dei cittadini è un'operazione difficile e opinabile. Che non coincide con il consenso elettorale. Non si capirebbe, altrimenti, perché, se davvero - come sostiene Berlusconi - il 70% degli italiani ha fiducia in lui, alle recenti elezioni europee il Pdl si sia fermato al 35%, la coalizione di governo al 45% e le preferenze personali per il premier al 9% (dei voti validi). &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La fiducia, inoltre, è difficile da misurare. Per ragioni sostanziali, ma anche metodologiche. Soprattutto attraverso i sondaggi. Dipende dalle domande poste agli intervistati. Dagli indici che si usano. Alcuni fra i principali istituti demoscopici (come Ipsos di Nando Pagnoncelli e Ispo di Renato Mannheimer) utilizzano una scala da 1 a 10, per analogia al voto scolastico. Per cui l'area della "fiducia" comprende tutti coloro che danno a un leader (o a un'istituzione) la sufficienza (e quindi almeno 6). Oggi, in base a questo indice, circa il 50% degli italiani esprime fiducia nel premier Berlusconi (le stime di Ipsos e Ispo, al proposito, convergono). Mentre a fine aprile, dopo il terremoto in Abruzzo, superava il 60%. Ciò significa che negli ultimi mesi la "fiducia" del popolo nel premier si è ridotta, anche se risulta ancora molto ampia. Tuttavia, anche accettando questi indici, un 6 può davvero essere considerato un segno di "fiducia"? Ai miei tempi, nelle scuole dell'obbligo - ma anche al liceo - era una sufficienza stretta. Come un 18 all'università. Che si accetta per non ripetere l'esame. Ma resta un voto mediocre. Basterebbe alzare la soglia, anche di pochissimo, un solo punto. Portarla a 7. Per vedere la fiducia nel premier (e in tutti gli altri leader) scendere sensibilmente. Al 37%. Più o meno come i voti del Pdl. Con questi dati e con queste misure appare ardita la pretesa del premier di parlare in "nome del popolo". Tanto più che, con qualunque metro di misura, il consenso personale verso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risulta molto più elevato. Fino a una settimana fa, prima della recente polemica, esprimeva fiducia nei suoi confronti circa l'80% degli italiani, utilizzando come voto il 6. Oltre il 50%, con una misura più esigente: il 7. Lo stesso livello di consenso raccolto dal predecessore, Carlo Azeglio Ciampi. Anche da ciò originano le tensioni crescenti tra il premier e il Presidente della Repubblica. Nell'era della democrazia del pubblico. Maggioritaria e personalizzata. Dove i media sono divenuti lo spazio pubblico più importante. E il consenso è misurato dai sondaggi. Nessuno è "super partes". Sono tutti "parte". Tutti concorrenti. Avversari o alleati. Amici oppure nemici. Anche Napolitano, soprattutto Napolitano. Per la carica che occupa e la fiducia che ottiene. Agli occhi di Berlusconi, impegnato a costruire la leggenda del "presidente votato e voluto dal popolo". Non può apparire amico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=26b76e9e-9439-84b1-b496-c5bc0a541ba8' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-3530823825530156723?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/3530823825530156723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=3530823825530156723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3530823825530156723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3530823825530156723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/la-leggenda-del-premier-eletto-dal.html' title='La leggenda del premier eletto dal popol'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-1194443896627141411</id><published>2009-10-10T00:01:00.001+02:00</published><updated>2009-10-10T00:01:50.144+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Gotico Italiano</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[The Times]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La sentenza della Corte Costituzionale italiana che cancella la legge che garantiva l’immunità giudiziaria a Silvio Berlusconi e alle principali cariche dello stato è un colpo mortale all’ormai assediato Presidente del Consiglio. La strada è ora sgombra per il Tribunale di Milano, che può riavanzare contro di lui l’accusa di aver corrotto David Mills, il suo ex avvocato fiscalista britannico, perché testimoniasse il falso in due processi negli anni ‘90. Berlusconi è ora un imputato che deve rispondere ad accuse di tipo penale, portando così disonore alla sua carica e al suo Paese.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come suo solito, Berlusconi ha immediatamente annunciato che non si dimetterà, poichè la sentenza è stata motivata da ragioni politiche. Cercherà sicuramente di eludere la sentenza della corte, magari chiedendo nuove elezioni e cercando di far invalidare il suo processo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In ogni caso non potrà più contare sulla legge che aveva fatto approvare dal parlamento lo scorso anno, poche settimane dopo essere salito al potere, che garantiva l’immunità giudiziaria ai detentori delle quattro più alte cariche dello stato (Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica e i presidenti delle due camere del Parlamento). Questa legge, così palesemente dettata da interessi personali, aveva fatto inorridire molti italiani. Il suo unico scopo era quello di districare il settantatreenne Presidente del Consiglio dalla miriade di accuse di corruzione che lo perseguitavano già dai tempi in cui era il più importante imperatore mediatico italiano. Le accuse includono evasione fiscale, falso in bilancio e finanziamenti illeciti ai partiti. Alcune sentenze erano state inizialmente a suo sfavore e questa legge sull’immunità era stato un tentativo di fermare ogni ulteriore azione giudiziaria.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Poche cose avrebbero potuto dimostrare il disprezzo che Berlusconi ha per la legge in modo più chiaro della dichiarazione orwelliana fatta alla Corte dal suo avvocato. Secondo costui, il Presidente del Consiglio non andrebbe considerato “primus inter pares” bensì “primus super pares”. In modo ancora più ridicolo, un altro dei suoi legali ha insistito che “la legge è uguale per tutti, ma non  lo è necessariamente nella sua applicazione”. La Corte non ha però dato molto peso a tali argomentazioni, dichiarando che la legge sull’immunità viola il principio secondo il quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. È stata poi dichiarata illegittima poiché approvata come una legge ordinaria invece che come una modifica costituzionale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi potrà rimanere in carica solo se il suo partito e i suoi alleati lo sosterranno. Ma sarebbe assurdo da parte loro. La disgregazione e la litigiosità dell’attuale sinistra hanno convinto molti elettori che, data la necessità di un governo forte per uscire dall’attuale recessione, non esista alternativa a Berlusconi. Egli può quindi ritenere di essere ancora abbastanza popolare, ma questa è la classica illusione di un uomo che si è convinto con la sua stessa propaganda, in larga parte condotta dai giornali e dalle stazioni televisive che lui stesso possiede.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quello che non è inoltre riuscito a capire è l’inquietudine crescente per la sua vicinanza a Vladimir Putin e Muammar Gheddafi ed il ridicolo che si è gettato addosso con le sue buffonate sessuali. Molti italiani hanno assistito alle rivelazioni sulle prostitute con un atteggiamento di divertita indulgenza, ma il danno inflitto alla reputazione del suo paese, ben rappresentato dal rifiuto da parte di Michelle Obama di accettare un suo abbraccio, ha un solo significato: la sua popolarità è in declino.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi ha interpretato questo gesto esattamente come ha accolto il verdetto della Corte Costituzionale: un complotto contro di lui da parte dei suoi nemici politici. Ma le cose non stanno così. Questo gesto è stato infatti espressione di una grave preoccupazione sull’onestà di un uomo a capo del governo di un’importante democrazia occidentale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se il caso del tribunale di Milano verrà riaperto, Berlusconi dovrà, da cittadino comune, presentarsi in tribunale, dove potrà esercitare il diritto di ogni cittadino a difendersi dalle accuse, rimanendo innocente fino a prova contraria. Ad ogni modo, la causa sarà una grossa distrazione dal suo lavoro di Presidente del Consiglio. Ha cercato di vivere al di sopra della legge: sarà la legge, adesso, a consumarlo. È giunta l’ora che Berlusconi la smetta di anteporre i suoi interessi personali a quelli del paese. E’ giunta l’ora che si dimetta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=43974ea6-60bb-8045-b398-aeff5a1cf82d' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-1194443896627141411?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/1194443896627141411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=1194443896627141411' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1194443896627141411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1194443896627141411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/gotico-italiano.html' title='Gotico Italiano'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-6584960296477748634</id><published>2009-10-07T21:35:00.002+02:00</published><updated>2009-12-16T22:02:43.395+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nodwarf'/><title type='text'>Il Lodo Alfano è Incostituzionale.</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;Ho sentito le dichiarazioni del Caro Leader su skytg24, il solito triste delirio di onnipotenza senile.&lt;br /&gt;Ovviamente la Corte è di sinistra , è un complotto contro di lui, il 70% degli italiani è con lui e con il suo spirito.&lt;br /&gt;Ora aspettiamoci di tutto, questo è l'inizio di un periodo ancora più squallido di quello vissuto fino ad ora, i suoi servi stanno già facendo quadrato attorno a lui.&lt;br /&gt;Bossi, col suo fine eloquio, ha parlato di guerra , Bondi ha fatto delle dichiarazioni più imbarazzanti del solito, le "sue bambine" sono già corse a consolarlo come possono e le sue televisioni preparano la campagna di autunno contro quello che resta della dignità di Little Italy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie"&gt;&lt;img src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=1c76d791-eddd-8fbe-8c61-0954fbed2edb" alt="" class="zemanta-pixie-img" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-6584960296477748634?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/6584960296477748634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=6584960296477748634' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6584960296477748634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6584960296477748634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/il-lodo-alfano-e-incostituzionale.html' title='Il Lodo Alfano è Incostituzionale.'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-546501767604378368</id><published>2009-10-04T17:51:00.002+02:00</published><updated>2009-10-04T20:46:49.549+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curzio Maltese'/><title type='text'>Crolla il muro della finzione</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;br /&gt;di CURZIO MALTESE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'ERA un solo Paese, fino a ieri, dove si potesse definire una "farsa" una manifestazione per la libertà di stampa in Italia. Indovinate un po', il nostro. Nel resto d'Europa e dell'universo democratico, l'anomalia italiana è ormai evidente a tutti. Bene, da oggi diventa più difficile per il potere negarla. La folla di cittadini che ha riempito all'inverosimile Piazza del Popolo e dintorni ha avuto l'effetto di far crollare un muro di finzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha portato un pezzo di realtà sulla scena pubblica, restituito un senso alle parole rubate dal marketing politico, come popolo e libertà, segnalato l'esistenza e la resistenza di un'Italia aperta al mondo, allegra e pronta a scendere in piazza per i propri diritti. Ed è un segnale del paradosso orwelliano in cui ci tocca vivere che proprio questa Italia si presenti in piazza al grido: "Siamo tutti farabutti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È crollata in un pomeriggio una finzione costruita da mesi e anni di propaganda. Quella per cui la questione della libertà d'informazione in Italia è soltanto una lotta di élites nemiche, di qui Berlusconi e i suoi media, di là Repubblica e un pugno di giornalisti di tv e carta stampata, spalleggiati dalla fantomatica Spectre internazionale del giornalismo di sinistra. Se così fosse, aggiungiamo, avremmo già perso da un pezzo, visto i rapporti di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la questione è altra ed è quella che vede benissimo l'opinione pubblica internazionale. Da un lato c'è una concezione classica delle libertà democratiche, per cui il governo e l'informazione fanno ciascuno il proprio mestiere. Dall'altro, il fronte berlusconiano, dove è affermata ormai a chiare lettere una concezione di democrazia mutilata in cui i media debbono astenersi dal criticare il potere politico, perfino dal porre domande non previste dal protocollo. Altrimenti rischiano ritorsioni economiche, politiche, giudiziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo sfondo di un irrisolto e monumentale conflitto d'interessi, il progetto di Berlusconi è di costringere l'intero campo dell'informazione a due sole possibilità. Una metà militante a favore del padrone, cioè servile. E l'altra metà comunque deferente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei quindici anni di carriera politica, Berlusconi non era mai giunto tanto vicino a raggiungere questo obiettivo come al principio del suo terzo mandato. Una televisione e una stampa prone ai voleri del governo, in molti casi liete di fare da semplici megafoni, hanno scortato il premier fra infinite passerelle nella luna di miele con l'elettorato. Poi qualcosa si è rotto. Le voci non servili o non deferenti rimangono poche, ma suonano forte e soprattutto sono sostenute da un crescente sostegno popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfino il pubblico televisivo, il "popolo" di Berlusconi, ha cominciato a ribellarsi a una rassegnata deriva. Per il re delle antenne, abituato a riferire dell'azione di governo prima (o solo) in tv piuttosto che in Parlamento, far segnare record negativi di ascolti, quando il "nemico" Santoro polverizza un primato dopo l'altro, è davvero un brutto segno di declino. La risposta di massa in piazza all'appello del sindacato giornalisti è un altro pessimo segnale. Pessimo, s'intende, per l'egemone. Magnifico per chi continua a pensare all'Italia come a una grande democrazia occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sappiamo se l'opinione pubblica è davvero e ancora "una forza superiore a quella dei governi", come scriveva Saint Simon agli albori della democrazia. Nell'Italia di oggi è in ogni caso una forza superiore a quella di un'opposizione politica divisa, confusa e a giudicare dagli ultimi voti parlamentari anche distratta. Il potere ne è consapevole e infatti gli attacchi agli organi d'informazione in questi mesi hanno raggiunto toni mai toccati dalla polemica politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per finire con una nota grottesca, parliamo del Tg1, ormai scaduto a bollettino governativo. Ieri sera il direttore Augusto Minzolini è intervenuto con un editoriale nel quale, dopo aver esordito definendo una manifestazione di cittadini in favore della libertà di stampa "incomprensibile per me" (nel suo caso, si capisce), ha ripetuto parola per parola gli slogan appena usati nel pastone politico dagli esponenti del Pdl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Minzolini, che è quello senza occhiali - per distinguerlo da Capezzone - non è l'ennesimo portavoce del premier, ma un dipendente del servizio pubblico, pagato coi soldi del canone versato anche dai manifestanti. Anzi, forse più da loro che da altri. Dovrebbe tenerne conto e dare qualche notizia in più, invece di propinarci per la seconda volta il Berlusconi-pensiero mascherato da editoriale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-546501767604378368?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/546501767604378368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=546501767604378368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/546501767604378368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/546501767604378368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/crolla-il-muro-della-finzione-di-curzio.html' title='Crolla il muro della finzione'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-3457015425364564866</id><published>2009-10-03T16:59:00.001+02:00</published><updated>2009-10-03T16:59:33.115+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ezio Mauro'/><title type='text'>Un'anomalia per l'Occidente</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;L'EDITORIALE&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;di EZIO MAURO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;SE è ancora possibile, nel mezzo dello scontro politico che divide l'Italia, vorrei provare ad uscire dagli slogan per ragionare su qualcosa che non è di destra o di sinistra e fa parte dei fondamentali di ogni normale democrazia, così come tutti noi la intendiamo: il diritto dei cittadini di sapere, cui corrisponde il dovere dei giornali di informare. Questo diritto nella democrazia italiana di ogni giorno è a mio parere fortemente indebolito. Il controllo dell'intero universo televisivo da parte di un solo soggetto - che è anche capo di un partito, della maggioranza parlamentare e del governo - è un'anomalia in tutto l'Occidente. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Già questo dovrebbe farci riflettere come cittadini, così com'è anomalo il silenzio che ormai circonda il conflitto di interessi, quasi fosse un male incurabile, con cui convivere finché qualcuno inventerà il vaccino. &lt;br/&gt;Stiamo parlando di lui, del cittadino. Non dei giornali o dei telegiornali, che sono soltanto strumenti della cittadinanza, in quanto libere imprese dell'informazione. Quel cittadino - in nome del quale si svolge oggi a Roma la manifestazione per la libertà di stampa - se esposto soltanto alla luce berlusconiana dei telegiornali pubblici e privati, sa solo ciò che vuole il potere. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ad esempio, non sa nulla dello scandalo che da sei mesi circonda il Capo del governo, lo ossessiona portandolo ad insultare i giornali che ne parlano, e gli impedisce di far politica liberamente, ostaggio com'è delle sue contraddizioni e delle sue bugie. Qualunque medio lettore di qualsiasi giornale europeo ne sa molto di più. Soprattutto, essendo informato, è in condizione di formulare un'opinione consapevole sulla rilevanza o meno di questo scandalo, e di esprimere un giudizio avvertito e autonomo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nei grandi scandali sollevati dalla libera stampa in altri Paesi, infatti, il concerto spontaneo tra i giornali che indagavano e i grandi network televisivi che rilanciavano le notizie ha reso coscienti e partecipi i cittadini, finché i leader politici coinvolti nelle vicende - tra tutti, Richard Nixon - hanno dovuto rispondere e rendere conto non solo alle domande di un'inchiesta giornalistica permanente, ma alla pubblica opinione, il cui peso è stato determinante. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da noi, è successo il contrario. Quando Repubblica ha notato contraddizioni e bugie nel racconto affannato e affannoso che Berlusconi ha via via fatto della vicenda, gli ha chiesto un'intervista e non avendola ottenuta gli ha rivolto in pubblico dieci domande, quelle bugie e quelle contraddizioni sono rimaste un problema di Repubblica e dei giornali stranieri. Eppure la menzogna del potere è un problema della democrazia, dunque di tutti e principalmente del cittadino elettore: oltre che uno spazio naturale e obbligatorio per ogni libero giornalismo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abbiamo dunque avuto di fronte - noi e i grandi giornali europei - una chiara e semplice questione di verità. Non so chiamarla altrimenti. Il silenzio del Premier, riempito da urla e insulti come non accade altrove, ingigantiva infatti un'ultima, definitiva domanda: signor Presidente, qual è la ragione oscura ma a lei ben nota, che le impedisce di dire la verità al suo stesso Paese, e la costringe a mentire ai suoi concittadini? &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sarebbe sufficiente tutto questo, e cioè l'incapacità-impossibilità del potere di spiegare i suoi abusi, per chiedere pubblicamente che il diritto-dovere d'informazione venga rispettato. Ma c'è molto di più. Costretto da se stesso al silenzio su ciò che non può chiarire, il Presidente del Consiglio ha cercato nel crescendo degli ultimi mesi di costringere al silenzio chi indaga su di lui. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prima ha parlato di complotto della stampa, come se esistesse un'internazionale del giornalismo ispirata dalle cancellerie. Poi di una manovra eversiva per farlo cadere, come se le critiche fossero un golpe. Quindi ha insultato i giornalisti di Repubblica ("delinquenti") che tentavano di rivolgergli una domanda, le poche volte in cui non sfugge ai cronisti. Dalla tribuna di un convegno di Confindustria ha ufficialmente invitato gli imprenditori a non far pubblicità sui giornali che lo criticano e cioè ha tentato di sovvertire il libero mercato per soffocare economicamente Repubblica, come ha spiegato la sera stessa ai cronisti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al corrispondente del Paìs colpevole di chiedergli conto del danno provocato all'Italia da questi scandali ha augurato il fallimento del suo giornale. In tre occasioni ha invitato gli italiani a non leggere i quotidiani, denigrandoli, in una quarta ha spiegato che la televisione è la parte buona dell'informazione e la stampa quella cattiva. Sulla sua poltrona più comoda, quella di Porta a Porta, ha proclamato che ci sono troppi "farabutti" nei giornali e in televisione, ovviamente al riparo dalle querele grazie allo scudo che si è costruito con le sue mani. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Davanti alle telecamere della Rai ha definito "inaccettabile" che il servizio pubblico possa criticare il governo, indicando poi per nome le trasmissioni colpevoli. Ha annunciato che risponderà solo a domande di suo gradimento. E ha certificato, definitivamente, che chi lo critica è anti-italiano: come se fosse italiano, e patriottico, registrare in silenzio tutto questo, e far finta di niente. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Veniamo poi all'ultimo atto. Non potendo rispondere alle dieci domande di Repubblica, il Premier le ha portate in tribunale, chiedendo al giudice di farle tacere, cancellandole. Ha denunciato i grandi giornali europei e Repubblica per aver ripreso le loro inchieste, quasi fosse possibile alzare un muro alla libera circolazione in Europa delle idee, delle opinioni e del giornalismo, purché gli italiani non sappiano, rimangano all'oscuro e non possano giudicare. Ha querelato l'Unità per aver riportato sullo scandalo giudizi del senatore Guzzanti che invece non è mai stato querelato, forse perché ha annunciato di avere molte cose da raccontare ai magistrati. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Infine, il killeraggio attraverso i giornali. Ad agosto il direttore del Giornale - di proprietà della famiglia Berlusconi - viene licenziato e spiega nel suo ultimo articolo il perché: ha fatto tutte le battaglie, ma si è rifiutato di rovistare "nei letti di direttori ed editori" di altri quotidiani. Ecco la concezione della stampa e del giornalismo del Presidente editore ed imprenditore. Infatti, col nuovo corso quel giornale colpisce a tutte colonne il direttore di Avvenire (il giornale dei vescovi) colpevole di aver criticato il Premier, rilanciando una vecchia vicenda già pubblicata un anno prima e spacciando per documento paragiudiziario una velina anonima che parla di omosessualità, scritta nel linguaggio dei servizi. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È un ammonimento alla Chiesa, perché non dia giudizi sullo scandalo berlusconiano, e ai direttori di giornale, perché girino al largo, se non vogliono finire nel mirino. Poco dopo, lo stesso giornale lancia un avvertimento con minaccia preventiva a Fini, perché si rimetta in riga se non vuole che si ripeschino vecchie vicende che si fanno balenare con esplicite allusioni sessuali. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fermiamoci un momento, visto che discutiamo di informazione. Tutti hanno parlato di character assassination, ma nessun giornale ha illuminato la figura gigantesca del mandante. Eppure in ogni criminal story che si rispetti chi preme il grilletto merita poche righe, conta l'ispiratore e il movente. Allora diciamo le cose come stanno. Si è cercato di coartare la libertà politica e personale della terza carica dello Stato, e lo si è fatto non solo per ciò che Fini ha detto fin qui, ma soprattutto per ciò che potrebbe dire e fare. Colpendo lui, si lavora già per l'agonia berlusconiana, sparando nel buio del futuro per spaventare tutti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La questione di verità, così, è diventata per forza di cose una questione di libertà. Perché è un vero e proprio problema di libertà - anche se molti fingono di non accorgersene - doversi domandare se il Presidente del Consiglio stia usando i servizi e le polizie contro le ragazze che testimoniano dopo gli incontri con lui, i magistrati che indagano, i giornalisti che fanno le domande. È un problema di libertà il fatto che un gruppo di cittadini in questo Paese usi nelle telefonate, negli incontri, negli spostamenti le stesse cautele che si usavano in altri tempi e in altri Paesi non liberi. C'è un problema di libertà se i giornalisti intimiditi a mezzo stampa devono pensare alla loro sorte personale quando accendono il computer per scrivere un articolo che contenga qualche critica, magari timida, al Presidente del Consiglio. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In ogni Paese, un leader che si sente attaccato ha il diritto di difendersi. Negli altri Paesi, ci si difende usando le armi delle idee, della politica, del ruolo straordinario che una grande leadership ha davanti all'opinione pubblica quando si presenta a dire la sua verità su una questione controversa, e sa assumersene la responsabilità: come ha suggerito più volte a Berlusconi Giuliano Ferrara. In nessun Paese libero si colpisce personalmente o si minaccia esplicitamente di colpire chi critica il potere, riducendo la stampa di proprietà ad arma impropria: salvo dissociarsi alle cinque del pomeriggio, ad esequie della vittima avvenute. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Resta dunque l'ultima questione: si può governare una grande democrazia, nel cuore dell'Europa e del 2009, a colpi di dossier? Che immagine dà di sé un potere spaventato e spaventoso che sostituisce la leadership con l'intimidazione? Che futuro può avere un Premier che annulla la politica con le minacce? E fin dove arriverà, fin dove arriva già oggi, la rete dei ricatti e dei veleni che si allarga sotto il doppiopetto presidenziale? &lt;br/&gt;Insomma, a furia di non rispondere restano solo le domande. E non finiscono mai.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=f93924e1-b72b-8b0f-862b-01024ae40723' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-3457015425364564866?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/3457015425364564866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=3457015425364564866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3457015425364564866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3457015425364564866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/un-per-l.html' title='Un&amp;#39;anomalia per l&amp;#39;Occidente'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4308757140898982965</id><published>2009-10-01T20:54:00.001+02:00</published><updated>2009-10-01T20:54:43.036+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;The Times, 29.09.09&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;[articolo originale di Richard Owen qui]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C'è la tendenza, sia in Italia che nel resto del mondo, di archiviare con una risata ogni nuova gaffe di Silvio Berlusconi come semplicemente "tipica di Silvio".&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le reazioni vanno dallo scuotere la testa - "eccolo di nuovo" - fino alla sincera ammirazione da quegli italiani che accettano l'idea che il suo volgare humour da bar lo renda "uno di noi" nonostante la sua ricchezza e il suo potere.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando l'anno scorso insultò Obama per la prima volta definendolo abbronzato, Berlusconi reagì alle accuse dicendo che i suoi critici non avessero senso dell'umorismo. Alcuni italiani si trovarono in imbarazzo, ma molti di coloro che l'anno scorso elessero Berlusconi per il suo terzo mandato si schierarono dalla sua parte.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C'è una venatura di razzismo e xenofobia nella coalizione di centro-destra di Berlusconi - da qui i suoi commenti al convegno del PdL a Milano non solo sul colore di Obama, ma anche sul sospetto che "soltanto" legga dal gobbo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C'è anche complicità maschile nell'accettare il comportamento di Berlusconi - reminiscente di quello di Benito Mussolini - nel comportarsi da donnaiolo e promuovere allo stesso tempo i valori della famiglia.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma insultare Michelle Obama insieme al presidente degli USA potrebbe essere troppo. Il comportamento da buffone maschera una realtà più sinistra: Berlusconi si vede chiaramente come un leader nazionale e mondiale di importanza tale da essere al di sopra della legge.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per molti fuori dall'Italia, l'idea che Berlusconi sia un personaggio chiave globale che, per esempio, "aiuta" gli USA a trattere con Mosca è ridicola. Ma funziona bene in casa. Le sue "gaffes" sono spesso intenzionali, per dimostrare di avere un rapporto diretto con l'italiano medio.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma queste mascherano un'arroganza e un autoritarismo che significano l'opposto, e cioè che Berlusconi sia al di là delle normali regole comportamentali. Nessun altro leader coinvolto in scandali sessuali avrebbe osato fare la dichiarazione esilarante, come ha fatto lui a Milano, di "avere introdotto la moralità" nella politica italiana.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il fatto che non sia stato subissato dalla derisione riflette in parte il suo incredibile potere mediatico. In qualunque altro paese occidentale un uomo che controlla le tre principali reti televisive commerciali non potrebbe diventare primo ministro.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In Italia, invece, si è arrivati al punto in cui anche la RAI (la televisione pubblica) deve vedersela con una pesante multa per avere finalmente rivelato agli italiani - 80% dei quali si informano solo attraverso la TV - che Berlusconi avrebbe passato la notte delle elezioni di Obama lo scorso novembre con una prostituta.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La stampa e i media sono intimiditi dalle pressioni fino ai writ. L'opposizione di centro-sinistra sta preparando una protesta questo weekend in difesa della libertà di stampa.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma è demoralizzata e divisa. La vera opposizione viene dalle proprie fila di Berlusconi, con Gianfranco Fini, co-fondatore del PdL, che aspetta di prendere il comando.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La settimana prossima la Corte Costituzionale deve decidere se la legge emessa da Berlusconi l'anno scorso che gli concede l'immunità dai processi sia valida o meno. Se la legge per l'immunità dovesse cadere sarà il caos.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi potrebbe allora dare le dimissioni e chiamare alle elezioni anticipate, fiducioso del fatto che verrebbe riconfermato con un mandato per fare come desidera. Ma chi nel centro-destra teme che il suo comportamento arrogante non solo  stia danneggiando la reputazione dell'Italia all'estero, ma stia anche mettendo in pericolo la democrazia nel paese, potrebbe pensarla diversamente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=194b6c3d-6a67-8b41-8a7d-7eb88969ca81' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4308757140898982965?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4308757140898982965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4308757140898982965' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4308757140898982965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4308757140898982965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/visti-da-fuori.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4602062903539318204</id><published>2009-10-01T20:53:00.001+02:00</published><updated>2009-10-01T20:53:09.322+02:00</updated><title type='text'>Tg1, la realtà deformata</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;h1&gt;&lt;font&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;IL COMMENTO&lt;br/&gt;Tg1, la realtà deformata&lt;br/&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Qualche numero essenziale, per capirci meglio. Nella campagna elettorale per le elezioni europee, secondo uno studio del Censis (9 giugno 2009), il 69,3 per cento degli elettori si è informato e ha scelto chi votare attraverso le notizie e i commenti dei telegiornali.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I tiggì sono il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (in questo caso, siamo al 76 per cento), i pensionati (78,7 per cento) e le casalinghe (74,1 per cento).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È necessario cominciare allora da questa scena. Più o meno sette italiani su dieci - che diventano otto su dieci tra chi è avanti con gli anni, è meno istruito o è donna che lavora in casa e per la famiglia - scrutano la vita, la realtà e il mondo dalla finestra aperta dai telegiornali - tra cui il Tg1 e il Tg5 - da soli - raccolgono e concentrano oltre il 60 per cento del pubblico. Nella cornice di questa finestra buona parte degli italiani matura emozioni, percezioni, paure, insicurezza, fiducia, ottimismo, consapevolezze, orienta o rafforza le sue opinioni. Che cosa vedono, o meglio che cosa gli mostra quella finestra? Nello spazio stretto, quasi indefinito, tra la realtà e la sua rappresentazione mediatica si possono fare molti giochetti sporchi. Per esempio, spaventare tutti con il fantasma di un'inarrestabile criminalità che ci minaccia sulla soglia di casa o eliminare ogni incubo cancellando ogni traccia di sangue e di crimine. Nel secondo semestre del 2007 (governa Romano Prodi), i sei tiggì maggiori dedicano a fatti criminali 3.500 cronache. Nel primo semestre di quest'anno (Berlusconi regnante) 2.000 (fonte, Osservatorio di Pavia, report "Sicurezza e Media", curato da Antonio Nozzoli). Stupefacente il tracollo di storie nere nel Tg5. Con Prodi a Palazzo Chigi, le cronache criminali sono 900 (secondo semestre 2007). Diventano con Berlusconi 400 (primo semestre 2009). Il Tg1 Rai non giunge a tanto. Le dimezza: da 600 a 300.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È un gioco sporco, facile anche da fare: ometti, sopprimi, trucchi la scena secondo le istruzioni politiche del momento. Più o meno, un gioco delle tre carte. Carta vince, carta perde. Il crimine c'è e ora non c'è più perché il governo lo ha sconfitto o ridimensionato. Se fosse necessaria una nuova stagione di paura e di odio, riapparirebbe nelle mani del sapiente cartaro. In questa tecnica di governo non è necessaria l'azione, l'agire, mettere in campo politiche pubbliche contro il crimine, di sostegno alle imprese e alla famiglie, di protezione sociale per chi perde il lavoro, per fare qualche esempio. È sufficiente comunicare che lo si sta facendo, che lo si è fatto, e magari gridare al "miracolo". Come per il terremoto dell'Aquila. Ogni settimana, il capo del governo si autocompiace per l'evento incredibile, prodigioso che ha realizzato. Ma è autentico "il miracolo di efficienza"? Se si stila una classifica dei tempi di assegnazione di "moduli abitativi provvisori" si scopre che a San Giuliano di Puglia, i primi 30 moduli furono consegnati a 82 giorni dal sisma, in Umbria a 98 giorni, finanche in Irpinia (dove ci furono 3000 morti e 300 mila sfollati) in 105 giorni mentre in Abruzzo i primi moduli sono stati attribuiti a Onna dopo 116 giorni. Non basta dunque il racconto di un fatto in sé per comprenderlo. Il fatto in sé diventa trasparente soltanto se si rendono accessibili e trasparenti i nessi, le relazioni, i conflitti che vi sono contenuti. Privato della sua trama, delle sue relazioni con il passato e con il futuro, il fatto deteriora a immagine, a spettacolo e dunque è vero perché il fatto è lì sotto i nostri occhi; al contempo, è falso perché è stato manipolato, ma in realtà è finto perché l'immaginazione vi gioca un ruolo essenziale e parlare di "miracolo" - non c'è dubbio - aiuta la fantasia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il capolavoro di questa tecnica di comunicazione che diventa disinformazione lo raggiunge, come si racconta a pagina 13, il Tg1 di Augusto Minzolini quando dà conto delle disavventure di Silvio Berlusconi alle prese con gli esiti di una vita disordinata che gli consiglia di candidare a responsabilità pubbliche le falene che ne allietano le notti. Il caso nasce politico: così si rinnovano le élites? Se ne accentua la politicità con l'intervento di Veronica Lario che rivela le debolezze e la vulnerabilità del premier. Berlusconi avverte che in ballo c'è la sua credibilità di presidente del Consiglio. Va in televisione a Porta a porta per spiegarsi. Gioca male la partita. Mente, si contraddice. Gliene si chiede conto. Farfuglia. Tace. Decide di rivolgersi a un giudice per vietare che gli si facciano anche delle domande. È l'ordito di un "caso" che diventa (a ragione) internazionale. Il Tg1 lo spoglia di ogni riferimento. Dà conto soltanto degli strepiti del Capo: "complotto", "trama eversiva". Si lascia galleggiare quest'accusa. Contro chi? Perché? Che cosa è accaduto? Non lo si dice. Appare la D'Addario. Ha trascorso una notte con il capo del governo, è stata candidata alle elezioni. È la conferma dell'interesse pubblico dell'affare, è la prova della ricattabilità di Berlusconi. Minzolini fa finta di niente. Cancella i rilievi dei vescovi; della figlia di Berlusconi, Barbara; l'attenzione della stampa internazionale. Spinge in un altro segmento del notiziario il destino del direttore dell'Avvenire, accoppato per vendetta dal giornale del Capo; i traffici di Gianpaolo Tarantini, il ruffiano di Palazzo Grazioli. Senza contesto e riferimenti, che cosa può comprendere quel 69,3 per cento di italiani che si informa soltanto attraverso le notizie del Tg? Nulla. Non comprenderà nulla e potrà bere come acqua di fonte che si tratta soltanto, come dice il direttore del Tg1, "dell'ultimo gossip". (I sondaggisti non sembrano curarsi di che cosa sappiano davvero dell'affare gli spettatori disinformati che interrogano).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non siamo soltanto alle prese con una cattiva informazione o con un giornalismo di burocrati obbedienti. Abbiamo dinanzi un dispositivo di potere con una sua funzione psicologica determinante. Siamo assediati dal crimine o no? Devo avere paura o fiducia? All'Aquila c'è davvero un "miracolo" che presto toglierà dai guai tutti coloro che ne hanno bisogno? C'è "un complotto" che minaccia il premier o il premier ha combinato qualcosa che dovremmo sapere e che lui dovrebbe spiegare? Se - tra soppressioni, omissioni, menzogne - si abituano le persone a questa confusione inducendole a credere che nulla sia vero in se stesso e che ogni cosa può diventare vera o falsa per decisione dell'autorità e con l'obbedienza dei tiggì, si nientifica la realtà; si distrugge l'opinione pubblica; si sterilizza la coscienza delle cose; va a ramengo ogni spirito critico. È quel che accade oggi in Italia dove un unico soggetto pretende di detenere - con il potere - la verità, il diritto all'autocelebrazione, al racconto unidimensionale, ogni leva delle nostre emozioni e delle nostre esperienze. Oggi che si discute di che cosa deve essere il servizio pubblico, vale la pena ricordare che la libertà dell'informazione non è fine a se stessa, ma è solo un mezzo per proteggere un bene ancora più prezioso della libertà del giornalista: il diritto dei cittadini a essere informati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;b&gt;&lt;font&gt;&lt;b&gt;&lt;font size='2' face='Verdana'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=df3006be-2d49-8b14-b9ff-7df9aaeda7a3' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4602062903539318204?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4602062903539318204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4602062903539318204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4602062903539318204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4602062903539318204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/tg1-la-realta-deformata.html' title='Tg1, la realtà deformata'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7690779381584073561</id><published>2009-10-01T20:50:00.001+02:00</published><updated>2009-10-01T20:50:26.331+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commenti'/><title type='text'>L'editto milanese</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;IL COMMENTO / Le accuse del premier all'opposizione sui morti in Afghanistan&lt;br/&gt;dimostrano la natura manipolatoria e intimidatoria del berlusconismo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;di MASSIMO GIANNINI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;LE accuse bugiarde e livorose che il presidente del Consiglio ha scagliato domenica contro l'opposizione meritano di essere annotate sull'agenda politica. Valgono come documento per l'oggi e come ammonimento per il domani. Il documento dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la natura manipolatoria e intimidatoria del berlusconismo. Infiammare la folla del Lido di Milano con il viso trasfigurato e il dito puntato, gridando "vergogna, vergogna, vergogna" all'indirizzo di "questa opposizione che brucia la bandiera americana e quella di Israele e dice "meno sei" dopo la morte dei nostri soldati", è un'operazione di propaganda che tradisce innanzi tutto falsità ideologica e irresponsabilità politica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La falsità è nelle cose. Mai come in questi ultimi mesi, e soprattutto all'indomani del tragico attentato in cui sono morti i sei parà italiani in Afghanistan, l'opposizione ha dato prova di equilibrio istituzionale, di maturità civile, di condivisione morale. Semmai è stata la Lega di Bossi, titolare della "golden share" di questa maggioranza, a invocare un "riportiamo a casa i nostri ragazzi", solo qualche ora dopo la strage di Kabul. Tra l'Udc, il Pd e l'Idv, non una sola voce si è alzata in Parlamento per "speculare" politicamente su quel lutto e su quel dolore. E fuori dal palazzo persino la sinistra radicale, pur confermando la propria legittima contrarietà alla missione, ha evitato di rilanciare a sproposito i "mantra" pacifisti che le sono stati tanto cari.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Stavolta nelle piazze d'Italia nessun corteo ha irriso i soldati della Folgore. Nessun estremista in kefià ha bruciato bandiere israeliane. Nessun orfanello di Stalin ha dato alle fiamme il fantoccio di Bush. Nessun corteo ha espostro l'indegno striscione "10-100-1000 Nassiriya". Un ignoto imbecille, uno solo, duramente stigmatizzato dalla stessa sinistra, ha scritto uno schifoso "meno sei" su un muro. Un gesto orribile, ma fortunatamente isolato. E questo è tutto. Dunque Berlusconi ha mentito, mettendo nello stesso calderone della "vergogna" un solo fatto realmente accaduto, fatti accaduti in passato e fatti accaduti mai. Ha mescolato il tutto, per poi riversare la miscela fangosa non su questo o su quello, ma sull'opposizione come "categoria" politica, generica ed onnicomprensiva.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Qui sta anche l'irresponsabilità. Al Cavaliere, palesemente, non interessa il governo del Paese. La sua parabola di primo ministro si consuma non nella soluzione dei problemi, ma nel comizio permanente. Si nutre non dei risultati concreti della sua azione, ma dell'acclamazione del popolo che canta "Silvio, Silvio". Per funzionare, questo "metodo di non-governo" ha bisogno di furori ideologici e, soprattutto, di nemici sistemici. L'elite borghese è nemica. L'alta finanza è nemica. La magistratura è nemica. La stampa è nemica. E, ovviamente, l'opposizione è nemica. Qualunque opposizione. Quella di Di Pietro come quella di Casini. Quella di Franceschini come quella di Bersani. Quella di Pannella come quella di Casarini. Nella notte di Berlusconi, più ancora che in quella raccontata da Hegel, tutte le vacche sono nere. Anzi rosse. E in quel "io sono il popolo", in quel "noi dureremo per sempre" e in quel "voi siete fuori dalla storia" si esaurisce l'intera dimensione spazio-temporale della democrazia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cosa si può costruire, in questo profondo buio della Repubblica? Quali riforme condivise? Quali piattaforme bipartisan? Per fortuna, dal Quirinale, il capo dello Stato ha ristabilito il principio di realtà. E dopo le parole chiare di Giorgio Napolitano sono apparse goffe, per non dire patetiche, le retromarce tentate dalla solita corte berlusconiana dei Frattini e dei Cicchitto. Ormai il danno, l'ennesimo danno, si è purtroppo compiuto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ecco allora l'ammonimento, che oggi è insito nell'"editto di Milano", come ieri lo fu in quello "bulgaro" contro Biagi, Luttazzi e Santoro, e poi in quello "albanese" contro i direttori dei giornali. Chi sogna la "tregua", con questo presidente del Consiglio, sta purtroppo prendendo un drammatico abbaglio. Senza nemici da aggredire, o senza amici da ingannare, il Cavaliere non ha mai regnato. E non regnerà mai.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=a727d893-f23e-835c-8df0-ce7787500328' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7690779381584073561?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7690779381584073561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7690779381584073561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7690779381584073561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7690779381584073561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/l-milanese.html' title='L&amp;#39;editto milanese'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-1195124293327914064</id><published>2009-10-01T20:49:00.001+02:00</published><updated>2009-10-01T20:49:53.883+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curzio Maltese'/><title type='text'>La resa dei conti con l'informazione</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;L'ANALISI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;di CURZIO MALTESE&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Comincia nel peggiore dei modi la settimana della difesa della libertà di stampa che si chiuderà con la manifestazione di sabato in Piazza del Popolo. Comincia con Berlusconi che, liquidato con due vecchie e sciocche battute l'incontro con Obama e signora, torna sulla sua ossessiva battaglia per far chiudere le "gazzette della sinistra" e i pochi programmi televisivi che danno ancora voce a mezzo Paese. Con un governo che, per iniziativa del ministro Scajola, pretende contro la legge di stabilire direttamente i palinsesti della tv pubblica. Con una destra che, dalle colonne dei due giornali più diffusi e obbedienti al premier, Giornale e Libero, lancia una campagna per boicottare gli abbonamenti Rai.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La posta in gioco non è la sopravvivenza di Annozero, cui neppure i record di ascolti garantiranno la messa in onda giovedì prossimo. Piuttosto la sopravvivenza economica e politica nell'Italia berlusconiana di un'informazione critica e di opposizione. Ovvero l'essenza di una democrazia. Se qualcuno o addirittura la maggioranza pensa ancora che tutto questo sia normale, allora significa che la democrazia in Italia non ha un gran futuro. Il presente è già inquietante.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non è normale in nessuna democrazia che un governo rivendichi la concessione di nullaosta per questo o quel programma della tv pubblica. Per la verità, sarebbe illegale anche da noi, visto che la vigilanza sulla Rai spetta di diritto alla commissione parlamentare. Che è sempre presieduta da un esponente dell'opposizione, proprio per garantire l'indipendenza della tv pubblica dal potere esecutivo. Così era quando la destra era all'opposizione. Ma ora che è al governo, Berlusconi ha deciso che le garanzie non valgono più e deve essere il governo a vigilare sulla Rai, su se stesso, su tutto, e a decidere quali programmi mandare in onda. Per farlo ha mandato in campo il ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, il quale, invece di occuparsi di uno sviluppo che non c'è, apre un'inchiesta sull'ultima puntata di Annozero. Accusata dal medesimo di spargere "spazzatura, vergogna, infamia, porcherie".&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'accusa è talmente generica che si ha quasi voglia di dar ragione al ministro. In effetti nell'ultima puntata di Santoro hanno parlato quasi soltanto voci del centrodestra: il presidente del Consiglio, il ministro Renato Brunetta, il direttore del Giornale, Vittorio Feltri, l'ex opinionista di corte Filippo Facci e la famosa Patrizia D'Addario, che come qualcuno forse non ricorda, oltre a essere un'amante del premier, è stata candidata del centrodestra alle elezioni amministrative della primavera scorsa. Sono questi "spazzatura, vergogna, infamia, porcherie"? Può darsi, Ma si tratta di spazzatura portata sulla scena pubblica da Berlusconi, compreso l'amico Giampaolo Tarantini, oggetto del ben documentato monologo di Marco Travaglio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma si tratta appena di un pretesto. Con la sua iniziativa Berlusconi, attraverso il ministro Scajola, vuol imporre qualcosa di ancora peggio di una censura. Vuole stabilire un precedente sulla base del quale da ora in poi sarà il governo, cioè il premier, a stabilire i palinsesti Rai. Contro la legge, la decenza (Berlusconi è sempre il padrone di Mediaset) e la celebre volontà popolare, certificata dal primato di audience, della quale all'occorrenza il plebiscitario leader dimostra di fregarsene altamente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non bastasse, il padrone ha dato ordine ai giornali sottostanti, Giornale e Libero all'unisono, di lanciare una campagna contro il canone Rai. Anche questa indecente e illegale, perfino per una maggioranza amica degli evasori fiscali, coccolati con infiniti condoni. Come vogliamo chiamarla, ministro Scajola, porcheria o infamia? Qualcuno poi dovrebbe spiegare come mai il ministro dello Sviluppo, il sottosegretario alle Comunicazioni, la stessa Rai, perfino il cacciatore di fannulloni Brunetta, non aprono una bella inchiesta sui collaboratori di Giornale e Libero che con la sinistra lestamente prendono lauti stipendi da viale Mazzini e con la destra firmano per giornali impegnati nel boicottaggio della Rai. Tanto per non far nomi, il neo vice direttore di RaiUno, Gianluigi Paragone, autore di un editoriale che campeggia nella prima pagina di Libero dedicata a "come non pagare il canone". Non solo la destra ha piazzato nella mangiatoia della tv pubblica lottizzati d'infimo profilo, ma pretende pure che a pagarli siano i soli elettori del centrosinistra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'obiettivo di imbavagliare la stampa d'opposizione viene perseguito con questi metodi frettolosamente sgangherati, quasi provocatori, da servitù affannata per esaudire, in un modo o nell'altro, i desideri del capo. L'urgenza di Berlusconi di nascondere la sua vera "storia di un italiano" è tale che non c'è più tempo per mediazioni, per i ricami diplomatici di un Letta o i cavilli giuridici di un Ghedini. Il potere berlusconiano va avanti di spada per tagliare l'ultimo nodo democratico, la stampa d'opposizione, che lo separa dall'egemonia assoluta. Si tratta di un disegno tanto chiaro che potrebbe capirlo perfino l'opposizione politica, pur nel suo marasma ideologico. Un'opposizione cui ormai il premier, nel delirio polemico, attribuisce finanche le scritte sui muri di Milano contro i parà uccisi. Se passano questi sistemi, non ci sarà più margine di trattativa, ma una disonorevole resa. Si gioca molto o tutto in pochi giorni, da qui a sabato. Poi rimane solo il cartello di fine trasmissioni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=84985c6b-f48f-85e5-b26e-a0e12cf9d42e' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-1195124293327914064?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/1195124293327914064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=1195124293327914064' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1195124293327914064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1195124293327914064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/10/la-resa-dei-conti-con-l.html' title='La resa dei conti con l&amp;#39;informazione'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-8919306705833683602</id><published>2009-09-27T21:43:00.001+02:00</published><updated>2009-09-27T21:43:31.977+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spinelli'/><title type='text'>Intervista a Barbara Spinelli</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;"Berlusconi? Ci ha narcotizzati con un'ideologia simil-comunista"&lt;br/&gt;di Elisabetta Ambrosi&lt;br/&gt;tutti gli articoli dell'autore&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;"Un sogno sciagurato di unanimismo e di abolizione del conflitto, della diversità, delle opposizioni": è l’Italia di Berlusconi, secondo Barbara Spinelli, scrittrice e autorevole voce del giornalismo italiano. Un’Italia che appare assai più vicina al suo vecchio avversario “comunista” di quanto il suo premier non voglia far credere. «La sinistra extraparlamentare era caratterizzata da sprezzo dello Stato, delle istituzioni, della maestà della legge, della costituzione. Bene, da questa atrofizzazione del pensiero non siamo ancora usciti, l’opera di distruzione continua pur essendosi spostata a destra. Ci vorrebbe una rottura di continuità, sia rispetto agli anni ‘70 sia rispetto agli anni Berlusconi, due fenomeni che sono facce apparentemente diverse della stessa medaglia».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il suo ultimo libro è un elogio del pluralismo, della verità che emerge per contrasto. Secondo lei anche un certo pensiero liberale è attratto dalla tentazione dell’unanimità?&lt;br/&gt;«Alla fine del comunismo, che era un’idea monolitica del mondo, non abbiamo risposto riscoprendo le verità diverse, ma cercandone ancora una volta una unica, intollerante verso le competizioni. L’idea che circolò di una “fine della Storia” pretendeva di rompere con l’ideologia della verità unica e inoppugnabile, ma in realtà la riproduceva tale e quale: la democrazia occidentale aveva vinto, altro spazio non c’era per qualsivoglia idea alternativa. L’Uno era la grande illusione di ieri e lì siamo restati: ancora non abbiamo iniziato a contare almeno fino a due». &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Di questa sorta di virus del pensiero unico sembra tuttavia essere affetta anche un’opinione pubblica che appare sempre più silente, assopita. Forse disincantata. &lt;br/&gt;«Più che di disincanto, parlerei di incantamento, di narcosi. E dalle bolle dell’ultimo ventennio - non solo finanziarie ma soprattutto mentali, compresa quella di Berlusconi e della politica spettacolo - solo il disincanto ci salverà, solo se la bolla scoppia apriremo gli occhi a quel che succede. La fedeltà alla Costituzione non produce incanto. È qualcosa di asciutto, di secco, ed è anche una passione, che tanti servitori dello Stato hanno pagato con la vita».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Anche le donne, a suo avviso, sono vittime di questo incanto, come dimostra il loro silenzio, nonostante siano sempre meno rappresentate e sempre più vilipese (come ha mostrato la «faccenda escort»?) &lt;br/&gt;«Non mi sembra che il silenzio femminile sia più accentuato rispetto a quello degli uomini, e in genere non mi piace l’idea di un gruppo – tanto meno un genere – dotato di speciali diritti o obblighi identitari. Mi sembra inoltre sbagliato giudicare i doveri e diritti della protesta con i criteri degli anni ‘70. Certo, rispetto a quell’epoca tutto appare affievolito, depotenziato, ma non dimentichiamo che le idee degli anni ‘70 sono state anche rovinose. Quanto a Berlusconi, infine, forse smetterei di parlare di “faccenda delle escort”. Lo scandalo non sono le escort, ma la natura ormai ibrida di palazzo Grazioli, abitazione privata e al contempo luogo pubblico; e l’idea che Berlusconi si fa delle donne in politica e della vocazione politica in sé: bellezza, seduzione fisica, e soprattutto estrema, incondizionata disponibilità nei confronti del capo».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come usciamo, allora, dal sortilegio in cui siamo caduti?&lt;br/&gt;«Ricordando Montesquieu: il potere necessariamente tende a dilatarsi abusivamente e per questo sono necessari contropoteri forti, autonomi, che lo frenino. Tende a dilatarsi abusivamente anche il potere della maggioranza e dell’opinione pubblica maggioritaria, che pure fondano la democrazia. Quando Berlusconi denuncia i poteri forti, denuncia in realtà la forza dei contropoteri». &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come la stampa. Che in realtà, più che forte, appare vulnerabile. &lt;br/&gt;«La stampa oggi è in pericolo non solo a causa di Berlusconi; è in pericolo se non fa il suo mestiere, se vive nel sentimento del pericolo. Spesso si ha l’impressione che i giornali italiani si censurino in anticipo, temendo chissà quali ritorsioni. I tedeschi chiamano questo atteggiamento, fortissimo durante il periodo nazista, vorauseilende Gehorsamkeit: l’obbedienza che corre con la fretta di arrivare prima ancora che giunga l’ordine. I giornali tuttavia sono in pericolo comunque, con o senza Berlusconi: ovunque siamo in crisi e perdiamo lettori perché non sappiamo più dare un’informazione diversa qualitativamente da internet e televisione. Non opponendoci ci rendiamo non solo vulnerabili, ma alla lunga anche poco credibili verso i lettori»&lt;br/&gt;27 settembre 2009&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=ebc9352b-b735-8665-a20c-81d0e3e79697' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-8919306705833683602?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/8919306705833683602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=8919306705833683602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8919306705833683602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8919306705833683602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/intervista-barbara-spinelli.html' title='Intervista a Barbara Spinelli'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-770783864906030956</id><published>2009-09-22T21:29:00.000+02:00</published><updated>2009-09-22T21:30:00.882+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>PIccoli Hitler Crescono</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[The Times]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Incoraggiati da Silvio Berlusconi, gruppi di vigilantes di estrema destra pattugliano le strade italiane, risollevando la paura di un ritorno al fascismo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La voce discontinua di Gaetano Saya sale fino a raggiungere un tono quasi isterico mentre punta il dito verso l’alto, indicando insistentemente nella direzione di quattro aquile giganti in marmo dalle ali spiegate che troneggiano sui portici semicircolari nella romana Piazza della Repubblica. “Guardate! Eccole – i simboli del potente Impero Romano. Sono ovunque!”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Saya sembra quasi sputi di rabbia mentre parla. Per la maggior parte del tempo che trascorriamo seduti nel caldo afoso dell’estate, sorseggiando caffè in un bar infilato sotto gli archi della piazza affollata, mantiene la compostezza. Ma quando arriva l’ora di discutere dello scalpore causato dallo stemma scelto per le ronde formate recentemente dal partito neofascista da lui rilanciato – il quale include l’aquila imperiale usata in passato dalle camicie nere mussoliniane – a malapena riesce a contenere la sua rabbia. “Le aquile sul nostro stemma sono simboli di Roma, non del fascismo. Se vengono messi al bando si dovrebbero distruggere le aquile presenti su ogni edificio pubblico in Italia. Fanno parte della nostra storia. Così come Cromwell fa parte della vostra”, declama mentre si strofina i baffi spuntati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per la prima volta dopo la II Guerra Mondiale, il consiglio comunale di Roma è guidato da un sindaco di centro destra. Gianni Alemanno non solo è di destra, ma è un ex manifestante di strada neofascista, i cui sostenitori l’hanno salutato col saluto romano durante la parata per festeggiare la vittoria. Alemanno fu eletto sindaco la primavera scorsa sulla scia dell’isteria nazionale che è seguita all’omicidio brutale avvenuto a Roma della moglie di un sottufficiale di marina da parte di un rom d’origine rumena. Il suo assalitore le ha preso le poche monete che aveva nella borsa, ha tentato di stuprarla, e poi l’ha abbandonata pensando fosse morta sulla strada deserta che stava percorrendo per tornare a casa. La faccia dell’insegnante di religione quarantatreenne è stata colpita fino al punto di ridurla in poltiglia, tant’è che la polizia l’ha descritta come di “età indefinita” prima che morisse a causa delle ferite.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In seguito alla campagna sensazionalistica sulla “Bestia di Roma” responsabile della morte di Giovanna Reggiani, i gruppi di vigilantes hanno cercato di vendicarsi. Quattro rumeni che chiedevano l’elemosina nel centro di Roma sono stati picchiati e accoltellati, mentre baraccopoli degli immigrati sono state date alle fiamme in tutta Italia. Da allora il Paese si è ritrovato preso da una crescente ondata di xenofobia, la quale è stata sfruttata in maniera spietata dai politici di destra. Inoltre, gli estremisti come Saya, con il suo rinvigorito partito del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale (MSI-DN), alimentano la paura nei confronti degli immigrati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Colui che ne ha beneficiato in ultima istanza è stato Silvio Berlusconi, il miliardario settanduenne dalla tintarella perenne che ricopre la carica di Presidente del Consiglio. Usando il potere del suo ampio impero mediatico, ha dichiarato subito che il Paese era nella morsa di “un’emergenza di criminalità rom”. All’epoca degli eventi molti rapporti hanno gonfiato la misura in cui gli immigrati incidevano sulla criminalità in Italia, una testata importante è arrivata perfino a dire che “tutti i rumeni nutrono intenti delittuosi”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le cifre complessive sulla criminalità in Italia non salgono da oltre un decennio, eppure più di un terzo dei galeotti sono attualmente stranieri. L’anno scorso gli stranieri sono stati accusati di aver commesso il 68% degli stupri e il 32% dei furti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La preoccupazione sui livelli di criminalità tra gli immigrati ha aiutato Berlusconi nella sua rielezione lo scorso aprile con una campagna improntata sulla sicurezza. Ha annunciato immediatamente l’adozione di un “pacchetto sicurezza nazionale” che ha visto lo spiegamento di migliaia di soldati in divisa da combattimento mimetica col compito di pattugliare le strade e le piazze italiane. Il pacchetto è stato annunciato come un tentativo di colpire sia la criminalità, sia l’immigrazione illegale, entrambe messe ormai sullo stesso piano in Italia, che secondo Berlusconi non dovrebbe mai diventare una “società multietnica”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con tutta l’attenzione focalizzata sulle buffonate da tombeur des femmes dello spumeggiante Premier, questo spregevole sottobosco di razzismo è riuscito a diffondersi senza far rumore e con molta insidia. La decisione da parte di Berlusconi di rendere legali le nuove ronde di vigilantes ha sollevato particolare preoccupazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sventolando le mani mentre ostenta una grande soddisfazione di sé, Saya si vanta del fatto che migliaia di italiani fremono per entrare a far parte delle ronde di estrema destra da lui denominate Guardia Nazionale Italiana, fondate dal suo partito nel mese di giugno. Quando la Guardia Nazionale ha svelato le sue divise – berretti neri in stile militare su cui fa mostra l’aquila imperiale, guanti neri, cravatte nere, camicie color cachi e delle fasce col simbolo del sole nero che da sempre vengono associate al nazismo – gli inquirenti italiani hanno aperto un’inchiesta giudiziaria sul gruppo. I simboli di stampo nazista e fascista sono stati messi al bando in Italia dopo la II Guerra Mondiale. Tuttavia, il cinquantaduenne Saya, inquisito in passato per incitamento all’odio razziale, è fiducioso che l’inchiesta verrà archiviata senza fare clamore. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Siamo soltanto dei fervidi patrioti. Com’è possibile che qualcuno abbia da ridire? Siamo per l’ultranazionalismo. Difendiamo la nostra storia e siamo in marcia”, ha dichiarato. Accusa i “milioni di stranieri che invadono l’Italia”, colpevoli secondo lui della crisi economica, sociale e morale in cui versa l’Italia. “Mussolini è stato un grande uomo ispirato da vero amor di patria. Era un leader legittimo, non un dittatore”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Saya fa un cenno a un giovane simpatizzante che gironzola lì vicino. Riccardo Lanza è un eloquente operatore di borsa trentatreenne che indossa un elegante completo con una camicia a strisce. Il motivo per cui la divisa paramilitare della Guardia Nazionale è appesa nel suo guardaroba, a suo dire, deriva dal fatto che “gli italiani non controllano più il proprio Paese”. Punta il dito contro la mafia russa e quella cinese accusandole del “caos totale” presente in Italia. “Si sono infiltrate nella nostra economia, nello stesso modo in cui gli stranieri si sono presi le strade. Dobbiamo fermare tutto questo”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;A differenza di molti Paesi europei con un passato coloniale, l’immigrazione di massa è un fenomeno relativamente recente in Italia, tradizionalmente più abituata all’emigrazione costante dei propri cittadini. Le ondate di immigrati – prima dai Paesi dell’ex blocco sovietico come l’Albania e l’ex Jugoslavia sulla scia della caduta del Muro di Berlino, e più recentemente dall’Africa settentrionale e subsahariana – hanno visto circa 3 milioni e mezzo di persone che si sono trasferite in Italia legalmente, e un altro milione e mezzo illegalmente, nel corso degli ultimi vent’anni. Il Paese è alle prese col fatto di non essere più monoculturale. Berlusconi si è lamentato recentemente del fatto che la sua città natale, Milano, “sembra una città africana”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C’è dell’opportunismo politico dietro la creazione delle ronde. Berlusconi è stato aiutato nel suo ritorno al potere dall’appoggio della Lega Nord, partito di estrema destra originariamente fondato per fare pressione con lo scopo di ottenere la secessione dell’Italia settentrionale dal resto del Paese, ma più di recente si è caratterizzata per la sua opposizione all’immigrazione di massa. Dieci anni fa è stata la Lega Nord a iniziare la creazione di pattuglie non ufficiali contro la criminalità nelle città e nei paesi del nord che vedevano una forte presenza di immigrati. Quando è diventato chiaro che il nuovo partito di Berlusconi, il Popolo della Libertà (un’ampia coalizione tra il suo movimento, Forza Italia, e Alleanza Nazionale, capeggiata dal politico neo-fascista riconvertito Gianfranco Fini ) aveva bisogno del supporto della Lega Nord, questa ha ricevuto delle promesse sulla sicurezza, tra cui quella dell’introduzione delle ronde. Il modo per affrontare l’immigrazione illegale, ha dichiarato Roberto Maroni, un membro di spicco della Lega Nord e in seguito diventato Ministro degli Interni, è quello di “diventare cattivi”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il pacchetto sicurezza, introdotto in diversi scaglioni nel corso degli ultimi 12 mesi, comprende anche delle nuove norme molto rigorose, le quali definiscono l’immigrazione clandestina un reato penale punibile con multe che arrivano fino ai €10.000. Ai figli degli immigrati illegali non viene permesso di frequentare le scuole o di ricevere cure mediche, e coloro che consapevolmente danno asilo agli immigrati illegali rischiano fino a tre anni di galera. Queste misure sono state paragonate da alcuni importanti intellettuali e scrittori alle tristemente famose leggi razziali che vietavano agli ebrei di lavorare e di frequentare le scuole. Il Vaticano ha dichiarato che il pacchetto desta “grande preoccupazione” ed “è motivo di tristezza”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Perfino Berlusconi sembra si sia reso conto subito di essere andato troppo oltre nel dare il suo appoggio alle ronde. Quando i gruppi come la Guardia Nazionale di Saya hanno cominciato a pavoneggiarsi in giro indossando delle divise in stile fascistoide, e dopo che si sono verificati degli scontri violenti tra una ronda di estrema destra ed alcuni oppositori di sinistra nella città balneare di Massa a fine luglio, Maroni ha annunciato che le ronde dovranno rispettare dei criteri molto severi prima che sia concesso loro di pattugliare le strade. Le ronde non dovranno avere più di tre persone, i suoi membri non dovranno indossare divise in stile militare, e dovranno essere armate soltanto di telefonini e walkie-talkie per avvertire le forze dell’ordine su eventuali problemi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma il genio delle bande violente era già stato fatto uscire dalla bottiglia. Ciò è particolarmente evidente tra i sostenitori del gruppo di estrema destra al centro delle violenze scoppiate quest’estate nella cittadina di Massa. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Massa sembra essere la tipica cittadina balneare italiana, con le sue ordinate file di sedie a sdraio e di ombrelloni a strisce. Ma è arroccata sui bordi delle scoscese Alpi Apuane e vanta un orgoglioso passato di resistenza. Durante la Seconda Guerra Mondiale queste montagne sono servite da nascondiglio per svariati partigiani. Alcune delle atrocità più note commesse in Italia dalle SS tedesche si sono verificate nella zona, compreso il massacro di Sant’Anna di Stazzema, un piccolo paese in cui 560 civili, soprattutto donne, vecchi e bambini, sono stati rinchiusi, uccisi e i cui corpri vennero successivamente bruciati. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E’ per questo che quando Stefano Benedetti mi vuole rifilare la storiella su come, a lui e ad altri simpatizzanti di estrema destra di Massa, sia venuto in mente per puro caso il nome per la loro ronda, non posso fare a meno di ridere. Il gruppo si chiama Soccorso Sociale e Sicurezza, e le sue iniziali, SSS, sono viste come altamente provocatorie. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Benedetti, un commesso viaggiatore, ben noto per ascoltare inni fascisti con lo stereo della sua macchina e per avere appeso a casa un ritratto di Mussolini, è l’unico consigliere di destra in un comune controllato dalla sinistra. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La gente mi chiama nazista e fascista. Ma io faccio solo il mio dovere civico”, sostiene lui, spiegando come le sue ronde SSS hanno iniziato ad agire di notte all’inizio di quest’anno, girando in quelle zone della città frequentate dagli immigrati, in cerca di incidenti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Ci sono troppi stranieri nella nostra comunità e si dedicano alla criminalità, rubano macchine, entrano nelle case, diventano violenti.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando i membri delle SSS si sono radunati all’esterno di un bar vicino al luogo dove i membri di un sindacato di sinistra avevano organizzato la manifestazione annuale che si tiene la notte del 25 aprile, gli scontri tra le due fazioni hanno costretto i turisti alla fuga. Tre poliziotti e due manifestanti sono stati ricoverati in ospedale; alcuni dimostranti di sinistra hanno occupato i binari della TAV. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con la diffusione delle notizie sull’emergere delle SSS tra la piccola comunità di migranti e rom presente nella zona di Massa e provincia, i funzionari locali hanno dichiarato che molti genitori stranieri hanno iniziato a ritirare i loro bambini dai campi estivi. Una visita al fatiscente campo rom localizzato tra Massa e la vicina cittadina di Carrara ci fa capire immediatamente il perché. “Gli italiani ci hanno sempre odiati. Ma fino ad adesso ci hanno quasi sempre lasciato stare”, ha dichiarato un genitore ventitreenne, padre di tre bambini, che ha voluto rivelare soltanto il suo nome, Ercoles. “Queste ronde dicono di volere rendere le strade più sicure . Ma ora abbiamo paura di perdere di vista i nostri figli. Siamo spaventati perché se lasciamo che loro frequentino le piscine o le spiagge, potrebbero essere attaccati”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Massa ha la reputazione di essere la sesta città più sicura d’Italia”, spiega il sindaco, Roberto Pucci, visibilmente spossato. “Ma il modo in cui queste ronde di destra operano è quello di creare un falso senso di insicurezza, diffondono la percezione che ci sono più problemi di quelli che in realtà ci sono, e poi si spacciano come gli unici in grado di risolverli”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Siamo una democrazia giovane, e quello che succede qui dovrebbe essere preso sul serio,” conclude Pucci. “Non è una situazione piacevole.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pucci ha vietato alle SSS di operare a Massa, e molte amministrazioni comunali di sinistra ovunque in Italia seguiranno i suoi passi. Ma Benedetti e i suoi sostenitori promettono che torneranno alle ronde. “Hanno vietato alle SSS di operare. Quindi cambieremo semplicemente il nostro nome e ci riformeremo come un’organizzazione diversa,” dichiara un sostenitore. “Quello che stiamo facendo rispetta i limiti posti dalla nuova legge. Nessuno ci potrà fermare adesso.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questo rifiuto viene echeggiato da Gaetano Saya. Anche se la Guardia Nazionale ha ritardato l’avvio delle proprie pattuglie a causa dell’inchiesta giudiziaria, egli afferma che aggireranno le regole vietando le divise e riclassificandosi come “servizio d’ordine”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La guardia diventerà il braccio operativo del nostro partito, accompagnando i nostri politici ovunque essi decidano di andare per strada. Non ci possono vietare questo,” dichiara Saya, che dichiara di avere il supporto di un gruppo di ricchi industriali i quali hanno dato i fondi per un elicottero di sorveglianza recentemente acquistato dal gruppo. La prospettiva di avere delle ronde che diventano delle milizie politicizzate, come quelle esistite sotto Mussolini, ha preoccupato molti italiani, soprattutto di fronte a misure governative come la decisione di prendere le impronte digitali dell’intera popolazione rom italiana, pari a 150.000 persone, tra le quali ci sono famiglie presenti in Italia sin dal Medioevo. Il programma di schedatura delle impronte è iniziato subito in alcune città, ma in seguito all’entrata in vigore è stato attenuato e ora i bambini ne sono esclusi in seguito alle proteste da parte dei gruppi per i diritti umani. Questi programmi, tuttavia, hanno avuto un effetto desensibilizzante. I corpi di due giovani sorelle rom, annegate mentre nuotavano in una spiaggia vicino Napoli nell’estate del 2008, sono stati lasciati avvolti con dei teli per ore sulla sabbia, la gente intorno a esse ha continuato a mangiare e a giocare a frisbee. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;A Padova, nel cuore dell’area che sostiene la Lega, le autorità locali hanno costruito un muro in acciaio alto tre metri intorno a una comunità di immigrati ritenuta responsabile di aver portato la prostituzione e lo spaccio di droghe nella zona. Il muro è stato eliminato, ma nella vicina città di Ardo il sindaco ha stabilito una taglia di €500 per chiunque denunciasse un immigrato irregolare. In alcune zone del Nord, in cui si attende il fiorire delle ronde, la Lega Nord ha anche proposto che i negozi che vendono kebab e i ristoranti cinesi vengano banditi dai centri storici perché ritenuti “incompatibili con il contesto storico”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Negli ultimi anni molti italiani si sono sentiti a disagio per via della proliferazione di prostitute africane e dell’Europa dell’est che offrono la loro merce lungo le strade di tutto il Paese. E l’aumento del crimine organizzato e della violenza da parte di bande ha avuto un effetto maggiore. Agli inizi dell’anno i sentimenti contro gli immigrati si sono infiammati dopo che una ventunenne italiana ha subito una violenza di gruppo e che il suo ragazzo è stato brutalmente picchiato da cinque rumeni. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma in un Paese che vede il tasso di natalità calare vertiginosamente e la popolazione invecchiare, molti comparti dell’economia avrebbero difficoltà a sopravvivere senza i lavoratori stranieri. L’anno scorso un’informativa del governo sui rapporti con gli immigrati ha mostrato che il 42% degli italiani riconosce che gli immigrati sono fondamentali per l’economia. Ma ciò non è servito a prevenire tutta una serie di attacchi violenti nei confronti degli stranieri negli ultimi 12 mesi. Tra questi c’è l’attacco contro un senza tetto trentacinquenne di origine indiana, picchiato e dato alle fiamme in una cittadina sul litorale romano lo scorso febbraio, e prima di questo caso un immigrato del Burkina Faso è stato pestato a morte con una spranga di ferro da un negoziante milanese il quale ha affermato che aveva rubato un pacchetto di biscotti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Marco Rovelli, un accademico di Massa che ha scritto sull’immigrazione italiana, attribuisce l’emergere del fenomeno delle ronde e il successo di movimenti politici come la Lega Nord nell’incoraggiare la xenofobia, alla storia stessa del Paese, il quale è stato una nazione povera di emigranti fino alla metà del secolo scorso. “Quando gli italiani vedono degli stranieri che vivono in una povertà simile a quella che essi si sono lasciati alle spalle da poco, provano paura. Per qualcuno è un doloroso ricordo del loro stesso passato e fa sorgere in loro l’ansia di perdere il benessere che sono riusciti ad ottenere.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al di là delle manipolazioni governative dell’insicurezza nazionale ci sono altri fini, avverte un altro accademico. James Walston insegna relazioni internazionali all’Università Americana di Roma. “Focalizzando l’attenzione sugli immigrati -ed è quello lo scopo delle ronde, anche se non viene dichiarato esplicitamente – e creando la sensazione che le strade italiane siano insicure, attribuendone la colpa agli stranieri, Berlusconi devia l’attenzione dal vero problema di questo Paese”, ha dichiarato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il vero problema, secondo lui, è quello del crimine organizzato e della mafia. “Ma qualsiasi riferimento alla mafia è stato ampiamente lasciato fuori dall’agenda istituzionale, in parte per via dei legami del Presidente del Consiglio con essa.” Walston cita la condanna di Marcello Dell’Utri, uno dei consiglieri più stretti di Berlusconi, colpevole di cospirazione con la mafia siciliana. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In molte parti dell’Italia una buona parte della popolazione paga ancora il pizzo ai gruppi di mafiosi locali ogni giorno. C’è chi teme che, soprattutto nel meridione, le ronde cadano presto sotto il controllo della mafia, consolidando così le loro posizioni e provocando altre stragi. Lo scorso settembre un gruppod ‘attacco del noto clan dei Casalesi ha ucciso a colpi d’arma da fuoco sei africani vicino Napoli in una battaglia per il controllo della prostituzione e lo spaccio di droga sul territorio. Molti mesi dopo l’evento, alcuni teppisti appartenenti alla Camorra hanno scatenato un’ondata di violenza contro i campi rom a Napoli, appiccando il fuoco alle roulotte, malmenando gli occupanti e costringendoli ad abbandonare le loro abitazioni dopo che era girata la voce che una bambina era stata rapita da una donna rom. La risposta del Ministro degli Interni, Maroni, è stata quella di scrollare le spalle e dire: “Questo è quello che capita quando gli zingari rubano i bambini”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non c’è da stupirsi, quindi, che la magistratura italiana – tacciata in passato da Berlusconi di essere il “cancro della società” – e i sindacati di polizia siano molto critici nei confronti del nuovo pacchetto sicurezza approvato dalla Presidenza del Consiglio, critiche estese anche alla legalizzazione delle ronde, le quali “creano confusione” e dirottano risorse che dovrebbero essere destinante alle forze dell’ordine. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le ronde approvate dalle amministrazioni comunali avranno anche diritto ad alcuni fondi. La polizia dichiara che sarà difficile capire chi riceverà in ultima istanza questi soldi; e subito ne abbiamo la conferma in una riunione con due massicci vigilantes avvenuta a Milano. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Vincenzo Scavo non si prende la briga di presentarmi il suo socio dai muscoli imponenti, il quale possiede un cellulare che squilla di continuo sulle note della colonna sonora del Padrino. Scavo è troppo impegnato a lamentarsi. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fino agli inizi di luglio gestiva un gruppo a Milano denominato i Blue Berets, il quale riceveva un compenso di oltre mezzo milione di euro per condurre alcune ronde anticrimine in determinate zone problematiche come la stazione ferroviaria e la metropolitana. Questo finché non è stato scoperto che Scavo aveva la tessera del partito neofascista MSI-DN gestito da Gaetano Saya. Il contratto è stato sospeso e il sindaco di Milano ha annunciato che ci sarebbe stata un’inchiesta immediata nei confronti dei Blue Berets. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Scavo, una guardia privata tatuata e originario della Sicilia, spiega in tono offeso che l’unico motivo per cui aveva una tessera del partito era perché in passato era stato contattato per fare la guardia privata al partito. Non era mai stato ingaggiato e sostiene di non aver avuto alcun contatto col partito da allora.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Questo era un buon lavoro, la nostra missione, e adesso è stato bloccato”, si lamenta. Il contratto, insiste, era solo una parte del lavoro dei Blue Berets. “Avevamo anche dei volontari che facevano la spesa per gli anziani nelle aree marginali della città, vicino ai campi rom e alle comunità di immigrati dove gli italiani hanno paura di camminare per strada. Adesso i nostri cittadini affronteranno nuovamente il pericolo e torneranno ad avere paura degli stranieri.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se uno si fa un giro in una delle aree che Scavo chiama “zone problematiche”, come Via Padova, a nordest del centro di Milano, è chiaro che quelli che hanno paura sono gli immigrati. “Molti di quelli che partecipano alle ronde sono razzisti e utilizzano questa posizione per essere offensivi nei confronti degli stranieri”, dichiara Isabel Ceveño, una trentanovenne dell’Ecuador, in Italia da 13 anni. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Molti degli immigrati che ho incontrato in questa zona assieme a un gruppo chiamato City Angels, un’organizzazione umanitaria che aiuta i senza tetto, non hanno più il coraggio di parlare delle loro vere preoccupazioni. “Una volta ci parlavano apertamente. Ma ora sono molto più cauti. Alcuni di loro pensano che anche noi siamo una ronda,” dichiara Mario Furlan, fondatore dei City Angels. “Mentre noi andiamo nelle strade cercando persone da aiutare, il rondista tipico è qualcuno che va fuori cercando un nemico”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Le ronde creeranno soltanto più disordini nelle strade”, dichiara Jona Qamo, un ventisettenne albanese. “Non sarebbe meglio aiutare gli immigranti piuttosto che spiarli?”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Qamo ha ragione. L’atteggiamento delle autorità italiane su tutti i livelli è stato quello di dare per scontato che gli italiani se la sarebbero cavata alla meno peggio e che avrebbero accettato gli immigrati tra di loro perché, tradizionalmente, gli italiani prendono le cose alla leggera nella vita.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Ma la presunzione della tolleranza da parte degli italiani non è sufficiente”, dichiara Walston, “quando la percentuale degli stranieri sul totale della popolazione va dal 5 al 10 %”. Sostiene che c’è bisogno di una “vera leadership” in grado di promuovere l’integrazione. “Ma questo è l’opposto di ciò che sta succedendo”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Jean Leonard Touadi, nato nella Repubblica del Congo, è il primo parlamentare nero d’origine subsahariana in Italia: “È molto difficile per gli italiani ammettere di essere razzisti poiché essi non associano se stessi con quella parte dell’Europa che ha avuto un lungo passato coloniale”.   &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Touadi vive in Italia da trent’anni e ha visto un aumento del razzismo negli ultimi anni. “Non si può dire che viviamo sotto un regime fascista. Ma certe cose che succedono oggi sono molto pericolose. Con tutti i problemi che ha questo Paese, in particolare con la mafia, scegliere gli immigrati come il problema di sicurezza a cui dare la priorità più alta e lasciarli in balia delle ronde vuol dire che è evidente che li stiamo usando da capri espiatori.” &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=0c9a02cd-43fb-8f62-8512-47397a910f6e' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-770783864906030956?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/770783864906030956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=770783864906030956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/770783864906030956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/770783864906030956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/piccoli-hitler-crescono.html' title='PIccoli Hitler Crescono'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-9045456505885326150</id><published>2009-09-18T18:51:00.001+02:00</published><updated>2009-09-18T18:51:50.246+02:00</updated><title type='text'>Italia, le ragioni di un presente senza libertà</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[La Notizia]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La nazione è alle prese con una crisi senza precedenti della libertà di stampa, del sistema istituzionale, e dell’economia. Ma restano poche le reazioni e le critiche.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ROMA – La prima pagina di un sito internet istituzionale, di proprietà di un ministero, il cui scopo è comunicare coi cittadini, svuotata totalmente e utilizzata dalla dirigenza per rispondere perentoriamente alle critiche di una testata giornalistica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Potrebbe sembrare la descrizione di un fatto avvenuto in un regime paramilitare sudamericano o in una pseudo democrazia mediorentale, e invece è quanto accade nella moderna Italia, da qualche giorno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La prima pagina del sito del ministero della pubblica amministrazione e dell’innovazione è stata totalmente oscurata per far spazio ad una serie di link che rispondono alle critiche del settimanale “L’Espresso”. In alto, al centro, campeggia la scritta “Il Bluff de L’Espresso”, in rosso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Subito sotto una serie di link, il primo all’inchiesta del settimanale, poi la replica “punto per punto” del ministro, poi un comunicato video, quindi un dossier sul buon operato del ministero, infine il link a un forum istituzionale già noto per la rigidità di moderazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Che le critiche siano o meno fondate è poco importante (il settimanale ha a sua volta risposto alla replica del ministro), molto più allarmante è la gestione della critica che il ministero ha messo in atto. Pubblicare la risposta alle critiche in una sezione del sito sarebbe stato contestabile ma anche comprensibile, ben più preoccupante se fatto con questi modi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prima pagina oscurata e link al sito vero e proprio collocato a fondo pagina, in piccolo, grigio su bianco. Una vera coercizione anche dal punto di vista dell’accessibilità per i disabili, tra l’altro obbligatoria secondo la locale “Legge Stanca”, e di cui il ministero dell’innovazione dovrebbe essere primo promotore.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutto ciò mentre solo poche ore fa il presidente del consiglio Silvio Berlusconi occupava la prima serata del primo canale televisivo nazionale per presentare i propri buoni risultati e le proprie “promesse mantenute” nella gestione del dopo terremoto dell’Abruzzo. Sostanzialmente senza critica e senza contraddittorio. Che le “case” inaugurate fossero prefabbricati in legno, nessun cronista l’ha contestato, così come che gli edifici in muratura in arrivo non saranno per tutti, come invece dichiarato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La diretta dall’Abruzzo aveva anche causato la modifica dei palinsesti delle altre due reti pubbliche, RaiDue e RaiTre, in modo da non concorrere con gli annunci trionfali della prima rete.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Queste le evidenze più palesi di ciò che solo pochi mesi fa aveva spinto la Freedom House a collocare l’Italia tra i paesi semi-liberi per quanto concerne la libertà di informazione, insieme con dittature e pseudo-democrazie. La situazione nel paese è da mesi, infatti, particolarmente critica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le direzioni dei principali quotidiani e telegiornali hanno subito nelle settimane scorse varie modifiche e sostituzioni che molti commentatori hanno criticato severamente, denunciando ingerenze governative.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Inoltre, la recente decisione di Berlusconi di denunciare per diffamazione i quotidiani La Repubblica e L’Unità per un totale di 4 milioni di euro, certifica il proseguire di una strategia dell’intimidazione iniziata già molti anni fa contro i giornalisti Biagi, Santoro e Luttazzi, epurati dalle reti pubbliche a causa delle loro idee politiche. Strategia proseguita nell’infinita pletora di provvedimenti legislativi ad personam o palesemente contrastanti con la libertà di stampa come l’ultimo “ddl intercettazioni”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’opinione pubblica sembra percepire solo in modo superficiale questa crisi, e giudica spesso come “pessimiste”, o “esagerate” le descrizioni di quanto avviene. Le ragioni di questa mancata consapevolezza sono da ricercare nella crisi stessa. Quel poco che giunge arriva grazie a commentatori indipendenti e ad Internet, ma la scarsa diffusione delle nuove tecnologie (solo la metà della popolazione le usa con costanza, tra le ultime in Europa) è un notevole ostacolo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa “non percezione” si è inoltre incancrenita in un fenomeno particolare: il giornalista o il personaggio pubblico non sempre subisce dirette e palesi forme di costrizione, ma il timore di inimicare il potente ne spinge buona parte a pericolose forme di autocensura. Non sempre consapevolmente. In un clima auto-mafioso che colpisce più strati della popolazione. Questo avviene anche a livelli più bassi, nel rapporto tra direttore e cronista, e nei più semplici rapporti tra subalterni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Noto fu il caso della conduttrice Lorena Bianchetti che a seguito di una innocua battuta del mago Silvan sul presidente del consiglio decise di concludere il numero “dissociandosi pubblicamente” in diretta televisiva. Mostrando una palese paura, più che corruzione o malaffare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La corruzione è, d’altronde, un problema sempre più urgente nel sistema italiano. Di fatto nelle classifiche internazionali sul fenomeno il paese compare sempre agli ultimi posti. Il peso economico di tale prassi sulle tasche degli italiani, secondo il rapporto 2009 del SAeT (Servizio anticorruzione e trasparenza), arriva addirittura a 55 miliardi di euro l’anno. Ovvero una “tassa” occulta da 1′000 euro l’anno per ciascun italiano, inclusi i neonati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ad acuire i problemi nazionali del paese v’è infine la recente crisi economica, che secondo l’economista italiano Tito Boeri starebbe severamente colpendo una nazione che non è stata in grado – tra le pochissime nel mondo – di reagire con prontezza. L’economista prevede, inoltre, una grave crisi sul mercato del lavoro interno, criticando gli appelli all’ottimismo di facciata. Poco utili a un paese che più osservatori internazionali non hanno esitato a definire in declino.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In un tale contesto torna d’attualità quella dichiarazione che lo stesso presidente del consiglio Sivlio Berlusconi fece durante il suo precedente governo, nel 2002, causando l’epurazione dei succitati giornalisti: «l’uso che hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso, e io credo che sia un preciso dovere da parte della dirigenza di non permettere più che questo avvenga».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Difficile affermare che abbia mantenuto la promessa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6f30de48-02bb-8e51-af90-199dbacbd479' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-9045456505885326150?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/9045456505885326150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=9045456505885326150' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/9045456505885326150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/9045456505885326150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/italia-le-ragioni-di-un-presente-senza.html' title='Italia, le ragioni di un presente senza libertà'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-1999124739790962509</id><published>2009-09-16T22:35:00.002+02:00</published><updated>2009-09-16T22:37:50.146+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curzio Maltese'/><title type='text'>Monologo con insulti e menzogne nel salotto del servizio pubblico</title><content type='html'>&lt;h2  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Berlusconi a "Porta a porta" torna all'attacco della stampa&lt;br /&gt;Tre ore di spot governativo senza alcun contraddittorio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt; &lt;h1  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;&lt;span style="font-size:24;"&gt;Monologo con insulti e menzogne&lt;br /&gt;nel salotto del servizio pubblico&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt; &lt;h3  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:13;" &gt;di CURZIO MALTESE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/h3&gt; &lt;!-- fine SOMMARIO --&gt; &lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;!-- inizio DIDA --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;C'è poco da commentare sulla puntata di "Porta a Porta" di ieri sera. Bisogna passare ai fatti. Registrare tutto e inviarlo al resto del mondo, via Internet, con una sola parola d'accompagnamento: "aiuto!". Tre ore di spot governativo, con il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, autoproclamatosi "superiore a De Gasperi", senza alcun contraddittorio, non soltanto in studio, ma nell'etere intero. Che ne penseranno nei paesi democratici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente Ingegnere, come scriveva Augusto Minzolini prima d'essere premiato con la direzione del Tg1, che consegna le prime case ai terremotati abruzzesi, è l'ultima versione dell'Uomo della Provvidenza. Bruno Vespa lo prende sottobraccio, da vecchio amico, fin dalla prima scena. A spasso fra le macerie dell'Aquila e della democrazia italiana. I commenti del conduttore spaziano fra "ma questo è un record!" a "un altro record!", fino a sfociare "è un miracolo!". Ma Onna, i terremotati e il loro dolore, la ricostruzione dell'Aquila, ancora di là da venire, sono soltanto pretesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo mezzora si capisce qual è il vero scopo della trasmissione a reti unificate. Un attacco frontale alla stampa, anzi per dirla tutta a &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;. Noi giornalisti di &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; siamo "delinquenti", "farabutti" che ci ostiniamo a fargli domande alle quali il premier non risponde da mesi. Se non con questo impasto di minacce e menzogne, come la favola della "perdita di lettori e copie": un'affermazione smentita dalle vendite del giornale in edicola che sono in costante ascesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco lo scopo di non avere un &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ballarò&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; e neppure un &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Matrix&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; fra i piedi. Non tanto e non solo per disturbare il "vi piace il presepe?" allestito sulla tragedia del terremoto. Quanto per non rischiare un contraddittorio durante la fase di pestaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vespa non ci ha neppure provato, a parte il minimo sindacale ("Nessuno di &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; è presente"). Lasciamo perdere gli altri figuranti. Nessuno, nell'affrontare il problema dei rapporti con Fini, ha chiesto al Cavaliere un giudizio sui dossier a luci rosse contro il presidente della Camera sventolati come arma di ricatto da Vittorio Feltri, direttore del giornale di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;!--inserto--&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;script language="javascript1.1" src="http://www.repubblica.it/javascript/adtags/jx_speciale.js"&gt; &lt;/script&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt;&lt;!--script language="javascript" type="text/javascript"&gt;OAS_RICH('Middle');&lt;/script--&gt; &lt;!--/inserto--&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Già una volta il presidente del Consiglio era andato nel cosiddetto "salotto principe" della televisione, a "chiarire le vicende di Noemi e il resto", senza chiarire un bel nulla e con i giornalisti presenti, fra i quali il solito Sansonetti, il quale non poteva mancare neppure ieri sera, tutti ben contenti di non rivolgergli mezza domanda sul caso specifico. Stavolta però si è polverizzato davvero ogni primato d'inciviltà. Ma che razza di servizio pubblico è quello che organizza simili agguati? E' un'altra domanda che probabilmente non avrà mai risposta. Non da Berlusconi e tanto meno dai sottostanti vertici della Rai. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Il meno che si possa dire è che la puntata di "Porta a Porta" ha dato ragione a tutte le critiche della vigilia. Anzi, è andata molto oltre le peggiori aspettative. Ed è tuttavia interessante notare l'evoluzione del caso Berlusconi. Che senso ha attaccare la stampa indipendente al cospetto di una platea televisiva che poco o nulla sa delle inchieste di &lt;/span&gt;&lt;i  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; e degli scandali del premier, dello stesso discredito internazionale che circonda ormai la figura di Berlusconi in tutto il mondo libero? E' davvero singolare che sia proprio Berlusconi a parlarne. Da solo, visto che i prudenti giornalisti chiamati a fargli ogni volta da corte, astutamente si guardano bene dal citare questi fatti. Per capirlo, ci vorrebbe uno psicoanalista, di quelli bravi. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Alla fine, a parte lo scempio d'informazione, cui ormai si è quasi abituati, indigna più di tutto la strumentalizzazione del dolore della gente abruzzese. La diretta in prima serata e l'oscuramento della concorrenza era stato giustificato dalla Rai con l'urgenza dell'evento, la consegna dei primi novantaquattro appartamenti agli sfollati del terremoto. Chiunque abbia seguito la serata ha potuto constatare come questo fosse appena un miserabile espediente, liquidato in pochi minuti, con qualche frase di circostanza e commozione da attori. Per poi passare al regolamento di conti con chiunque osi criticare il presidente del Consiglio. Ce la potevano risparmiare, questa serata di veleni e sciacalli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-1999124739790962509?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/1999124739790962509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=1999124739790962509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1999124739790962509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1999124739790962509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/monologo-con-insulti-e-menzogne-nel.html' title='Monologo con insulti e menzogne nel salotto del servizio pubblico'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-490518466467320031</id><published>2009-09-16T22:34:00.004+02:00</published><updated>2009-09-16T22:38:32.332+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curzio Maltese'/><title type='text'>La strategia del ragno</title><content type='html'>&lt;h2 style="font-family: verdana;font-family:Verdana;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;IL COMMENTO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt; &lt;h1 style="font-family: verdana;font-family:Verdana;" &gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;La strategia del ragno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt; &lt;h3 style="font-family: verdana;font-family:Verdana;" &gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span class="txt12"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di CURZIO MALTESE&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="font-family: verdana;font-family:Verdana;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;font-family:Verdana;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;C'è qualcosa che gli italiani non sanno, ma soprattutto non debbono sapere, dietro la violenza dell'assalto finale di Silvio Berlusconi al valore di cui s'è sempre orwellianamente riempito la bocca, la libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà d'informazione e di critica del giornalismo, perfino la semplice libertà di scelta degli spettatori televisivi. C'è, deve esserci una disperata ragione se il premier, già osservato speciale delle opinioni pubbliche di mezzo mondo, invece di rientrare (lui sì) nei ranghi del gioco democratico, continua a sparare bordate contro le riserve indiane che ancora sfuggono al suo controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo episodio, l'oscuramento di &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ballarò &lt;/span&gt; &lt;/i&gt;su Raitre, e ora anche di &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Matrix&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; su Canale 5, per concentrare tutta l'audience di oggi sulla puntata celebrativa di &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Porta a Porta&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; per la consegna alle vittime del terremoto abruzzese delle prime case, aggiunge un ulteriore tocco "coreano" al disegno dell'egemone. Volenti o nolenti, milioni di spettatori sono chiamati stasera all'appello, da bravi soldatini, per plaudire al "miglior presidente del Consiglio in 150 anni", che si esibisce nell'ennesimo spettacolare sfruttamento del dolore, fra le lodi dei ciambellani. Si ha un bel dire che ci vuole prudenza nell'adoperare certe parole, ma queste cose si vedono soltanto nei regimi. Più spesso, alla fine dei regimi, quando l'egemone è parecchio in là con gli anni e con l'incontinenza egolatrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda è grave in sé, come ha subito commentato Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza e memoria storica della Rai. E lascia perplessi che invece il presidente di garanzia della Rai la riduca a scompenso organizzativo. Si tratta quantomeno di un eufemismo. Ma l'affare &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ballarò&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; diventa ancora più inquietante perché s'inserisce in una strategia del ragno governativa per intimidire o tappare direttamente la bocca all'informazione critica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;!--inserto--&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Le denunce e le minacce contro &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Unità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; e perfino la stampa estera, il pestaggio mediatico di questo o quel giornalista, gli avvertimenti mafiosi a questo o quel conduttore perché si pieghino alle censure o dicano addio ai loro programmi, questi sono i metodi. Non si può neppure dire che si tratti di una trama occulta. Gli obiettivi sono palesi, dichiarati, in qualche caso rivendicati. Berlusconi sta usando tutto il suo potere di premier, primo editore e uomo più ricco d'Italia, per strangolare economicamente la stampa d'opposizione, epurare i pochi programmi d'informazione degna di un servizio pubblico, a cominciare da &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Annozero&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; di Santoro, &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Report&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; di Gabanelli e &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che tempo che fa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; di Fazio, infine destituire l'unico direttore di rete televisiva, Paolo Ruffini di RaiTre, che non obbedisce agli ordini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non sappiamo se tutto questo si possa definire &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-28/rassegna-13-sett-bis/rassegna-13-sett-bis.html"&gt; "l'agonia di una democrazia"&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;, come ha scritto &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le Monde&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;. Ma certo gli assomiglia moltissimo. Del quotidiano francese si può condividere anche il conciso titolo del commento: "Basta!". Nella speranza che siano in molti ormai in Italia a voler dire "basta!", non tanto, non più per convinzione politica, ma per buon senso, decenza e amor di patria. Lo si vedrà anche alla manifestazione di piazza del Popolo il prossimo sabato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Al giornalismo libero rimane il compito di chiarire il mistero dietro l'offensiva finale di Berlusconi contro la libertà d'informazione. Oltre a quanto già gli italiani sanno, o almeno la minoranza che non si limita a bersi i telegiornali. E cioè il terrore governativo per il calo (reale) di consensi, l'incombere degli effetti autunnali della crisi sempre negata, il dilatarsi dei noti scandali di escort e minorenni, l'avvicinarsi di una sentenza della Consulta che potrebbe restituire Berlusconi alle proprie responsabilità davanti alla legge. E poi forse ci sarà dell'altro da nascondere, che all'informazione indipendente spetta d'indagare. Salvo che il potere impedisca ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Come sta accadendo in Italia, con questa guerra preventiva, sotto gli occhi di tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt;&lt;!--script language="javascript" type="text/javascript"&gt;OAS_RICH('Middle');&lt;/script--&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-490518466467320031?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/490518466467320031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=490518466467320031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/490518466467320031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/490518466467320031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/untitled_16.html' title='La strategia del ragno'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-6533200502149421392</id><published>2009-09-12T16:28:00.002+02:00</published><updated>2009-09-12T16:37:48.853+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concita'/><title type='text'>I precari e la prostata</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;I precari e la prostata&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Abbiamo detto, in riunione di redazione: sì, d'accordo, Zapatero tace per «rispetto e cortesia istituzionale» che è come dire non posso parlare. Sì, è vero: Dell'Utri e Schifani a due giorni dal suo comando - ricordate l'attacco alle procure di Milano e Palermo dell'altro ieri? - hanno cominciato la difesa preventiva dalle sentenze di mafia imminenti e temute. Certo, sì: il procacciatore di «escort in cambio di affari» Tarantini (o Tarantino, come dice il Capo fingendo di non ricordarne il nome) si esibisce ai fotografi dicendo: «Temo per la mia vita» come fosse uno Zappadu qualunque. Però proviamo a far finta, per un giorno soltanto, che Berlusconi non esista: che non sia la sua presenza alla guida del Paese - le sue gaffes le sue minacce le sue ossessioni, le conseguenze delle sue parole - quel che ci impone ogni giorno la scansione dei titoli e delle pagine. Ignoriamolo. Parliamo del paese reale, quello dove viviamo tutti noi. Eccolo, ve lo mostriamo in cinque istantanee, dalla base ai vertici, in altrettante pagine di primo piano del giornale di oggi. Gli operai della Stanic di Livorno incatenati ai cancelli. I precari della scuola accampati in una specie di campo rom davanti al Ministero. Nella televisione pubblica sotto assedio Rai tre, l'unica rete non omologata. I magistrati sotto attacco costante. La credibilità internazionale dell'Italia azzerata al punto che per le nomine imminenti il nostro Paese, lo racconta Umberto De Giovannangeli, è tagliata fuori dai giochi. Il lavoro, l'istruzione, l'informazione, la giustizia, l'Europa. Dovremmo parlare di questo, ai vertici internazionali come sui giornali: noi lo facciamo ogni giorno, molto di più potremmo farlo se l'agenda non la dettasse ora per ora il problema principale: Silvio Berlusconi e la sua opera quotidiana di distrazione di massa.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Al vertice internazionale dell'altro ieri lo abbiamo sentito parlare di sesso a pagamento, di come conquistare le donne, di «cosa fanno i maschi». Questi i suoi argomenti: la stampa registra, prende atto, eventualmente domanda chiarimenti. In proposito lasciamo l'ultima parte del Filo rosso alle parole di quello che sua figlia Marina ha definito ieri «un fuoriclasse, esempio assoluto di giornalismo libero». Eccolo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;«Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi instancabilmente a una sfrenata attività sessuale, al punto che, per soddisfarsi, sarebbe indotto a ricorrere alle prestazioni remunerate delle squillo di pronto intervento. Fantasie. Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l'età. I medici spiegano. Se la prostata è ingrossata si può intervenire chirurgicamente per ridurne il volume. Dopo di che rischi l'impotenza, ma non è detto, anzi. Se invece hai un cancrone proprio lì, la prostata deve essere eliminata insieme al tumore. E allora, addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio nel '96 fu operato di cancro alla prostata al San Raffaele di Milano. Non racconto balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello. Ma vi sono quotidiani che hanno sprezzo del ridicolo e insistono. Fossi in Silvio avrei la tentazione di andare in tv a sbandierare il certificato del dottore». Vittorio Feltri, «Libero», 19 giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="flockcredit" style="text-align: right; color: rgb(204, 204, 204); font-size: x-small;"&gt;Blogged with the &lt;a href="http://www.flock.com/blogged-with-flock" style="color: rgb(153, 153, 153); font-weight: bold;" target="_new" title="Flock Browser"&gt;Flock Browser&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-6533200502149421392?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/6533200502149421392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=6533200502149421392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6533200502149421392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6533200502149421392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/untitled_12.html' title='I precari e la prostata'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-1212374737815245434</id><published>2009-09-10T21:31:00.002+02:00</published><updated>2009-09-12T16:38:23.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commenti'/><title type='text'>Altrachiesa Berlusconi, io ti ripudio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato l'adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un'idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal suo governo in materi di immigrazione. Se lei è pronto a smentire, come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei:  &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Faccia vedere il video ai suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo Gentilini» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari ... Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati ... Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): "Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente"». Questo il link con la sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il demonio in persona:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Legittimità elettorale e dignità etica&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Riconoscere la legittimità del suo governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la sua legittimità morale a governare il Paese perché lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere se stesso dalla Giustizia e i suoi interessi patrimoniali che sotto i suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati dicono a Napoli.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Quando la sua maggioranza si sveglierà dall'oppio che lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei suoi avvocati, nominati da lei senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che lei si è fatto su misura sua e della sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Da quando lei «è sceso in campo», l'Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine «berlusconismo» che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l'Italia sia sul piano economico (mai l'economia è stata così disastrata come sotto i suoi governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i suoi governi è sorta la categoria del «nemico» da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle «ad personam».&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Nei confronti dell'ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all'ignobile e illegale decreto, pomposamente detto «decreto sicurezza»: diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto «persone», anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l'immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazioni e nazionali sui «diritti», un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l'Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Essere «alto» ed essere »grande»&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Lei non è e non sarà mai uno «statista» se sente il bisogno di fare vedere alle sue donnine i filmati che lo ritraggono tra i «grandi». Per essere «grande», non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre se stesso, una visione «politica» che a lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell'antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la «polis» da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto. Non faccia confusione tra «essere alto» e «essere grande», come insegna Napoleone che lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l'ombra del dittatore.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il suo governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il suo numero di tesserato; cf intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;La maledizione italiana&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si è sempre servito per averne l'appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La «corrispondenza d'amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull'Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione di legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, «L'unto del Signore», BUR, Rizzoli, Milano 2009.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Gli ecclesiastici, da perfetti «uomini di mondo, hanno capito che con lei al governo potevano imporre al parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall'Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sètte cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei «comunisti» e con l'odore satanico dei soldi.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e lei avevate preparato. L'incidente di Vittorio Feltri, da lei, tramite la famiglia, nominato direttore del suo «Il Giornale» con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di «Avvenire» portavoce della Cei, va oltre le vostre intenzioni e come un granellino si sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l'altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla Cei e a lei di fare tacere un sussurro appena modulato di critica sui suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, lo misi in guardia: «Stia attento - gli dissi - e si prepari alla guerra d'autunno perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in tv a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Eppure credo anche che lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che lo hanno sostenuto, Vaticano compreso, lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel «grande, immenso» presidente che è stato lei, ma come «l'utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo». Non c'è che dire: lei è un grande in bassezza e amoralità.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Spergiuro&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da «cristiani adulti» che tanto dispiacciano al papa «pro tempore» Benedetto XVI: lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che lei vilipende e svende, sempre e comunque, per suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l'ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D'altronde il suo amico per la pelle non è l'ex «kgb» Vladimir Vladimirovič Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Dal punto di vista della morale cattolica, lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il «ratto di Noemi», ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando se stesso e la testa dei suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la «rovina» e l'esposizione all'umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus - La pena divina dello spergiuro è la rovina e l'infamia/il disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per sua informazione, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC, can. 1368), demandata all'Autorità, in questo caso il papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il g8 e i suoi «deferenti saluti». Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato lei (non era difficile), ma anche l'Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l'Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo presidente del consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent'anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d'altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a se stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Affari privati o deriva di Stato?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Lei dice di volere difendere la sua privacy, ma non c'è privacy per uno che ha portato i suoi fatti «privati» in tv attaccando indecorosamente la sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse lei ha dimenticato che sull'immagine della sua «felice famiglia italiana» lei ha costruito se stesso e la sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se lei mette il segreto di Stato sulle sue ville, queste diventano ipso facto «affare politico» perché lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell'Istituzione della presidenza del consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere tv o posti in parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel suo «privato». Non è lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C'entrano le due donne che siedono nel suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Lei e suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse presidente del consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (tv) o posti in parlamento se non addirittura al governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel suo governo? Perché Mara Carfagna posava nuda o la Gelmini prendeva l'abilitazione in Calabria?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Le sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu lei in persona ad andare dal suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a suo moglie, Veroni Lario, rendendo pubblici i fatti che la riguardavano e attaccando sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal suo «killer mediatico» le foto di sua moglie a seno nudo di quando faceva l'attrice. Non credo che lei possa dire che le sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come suoi «sovrani» costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che lei diventi il «padrone» della nostra dignità.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Per lei è cominciato l'inizio della fine perché il suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella tv di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l'urto dei fatti crudi. Se lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Strategie convergenti&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per sua e vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la «politica» da arte a servizio del bene comune a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangette è risorta come un sol uomo, arruolando anche il papa alla bisogna, ma cogliendo anche l'occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l'amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Ripudio&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l'identità della sua maggioranza e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di immoralità.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da lei in Italia e all'Estero, io la ripudio come politico e come presidente del consiglio: lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all'estero perché lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell'Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Io, Paolo Farinella, prete ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che l'adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell'etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l'Italia dal flagello nefasto della sua presenza.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Genova 09 settembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online/berlusconi-io-ti-ripudio/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="flockcredit" style="text-align: right; color: rgb(204, 204, 204); font-size: x-small;"&gt;Blogged with the &lt;a href="http://www.flock.com/blogged-with-flock" style="color: rgb(153, 153, 153); font-weight: bold;" target="_new" title="Flock Browser"&gt;Flock Browser&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-1212374737815245434?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/1212374737815245434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=1212374737815245434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1212374737815245434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/1212374737815245434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/untitled.html' title='Altrachiesa Berlusconi, io ti ripudio'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5869484787764616534</id><published>2009-09-07T22:32:00.001+02:00</published><updated>2009-09-07T22:32:22.817+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>L’abisso tra Berlusconi e la realtà</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[The Times]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un momento è comico, quello dopo megalomane. Ma questo non aiuterà la sofferente economia italiana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa volta Silvio Berlusconi sembra essersi spinto troppo oltre; la scorsa settimana ha sguinzagliato i suoi pitbull di corte nel tentativo di imbavagliare gli ultimi mezzi d’informazione dell’opposizione. Ma l’offensiva autunnale ha avuto una brutta partenza dal momento che sembra che i mastini e il loro padrone abbiano dato un morso più grande di quanto possano masticare. La Chiesa Cattolica Romana e una coalizione di giornali italiani e stranieri sono troppo anche per l’ego smisurato di Berlusconi. Ecco un quadro delle debolezze personali e politiche del Presidente del Consiglio italiano.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’attacco è cominciato quando il Commissione parlamentare per i servizi radiotelevisivi ha cercato di cambiare alcuni dei vertici dell’emittente pubblica RAI. E’ capitato che lavorassero tutti per programmi che criticano Berlusconi. Questo succedeva un mese dopo l’episodio in cui il Premier aveva attaccato un giornalista RAI, dicendo come fosse “intollerabile che un programma del servizio pubblico, pagato dai contribuenti, possa criticare il governo”.  Questo fu detto a denti stretti e con la mascella serrata. La rabbia reale e visibile tradiva la mancanza di autocontrollo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il secondo attacco è arrivato quando Niccolò Ghedini,avvocato e primo pitbull di Berlusconi, ha dichiarato che avrebbero fatto causa a La Repubblica per diffamazione. Il giornale ha fatto una lista di dieci domande per Berlusconi fin da giugno. Ghedini obietta che fare quelle domande è diffamatorio e chiede milioni di euro di danni. Ha anche affermato che faranno causa a giornali stranieri. Tutto ciò ha causato una pioggia di critiche da ogni parte. All’estero le reazioni hanno spaziato dalle risate all’indignazione; non dovrebbe essere il compito dei giornali porre domande?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’altro attacco è guidato da Vittorio Feltri, direttore di una delle testate della famiglia Berlusconi, Il Giornale. La sua strategia è quella di andare dritto sull’uomo, non sulla la palla. Feltri è finito in acque pericolosamente alte da quando si è scagliato contro Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. Per alcune settimane l’Avvenire ha criticato il modo di vivere di Berlusconi. Feltri ha dichiarato che il Signor Boffo ha patteggiato la sua uscita dal processo per molestie e ha avuto una relazione gay: di conseguenza non dovrebbe giudicare la vita sessuale del Signor Berlusconi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli effetti non sono stati quelli che avrebbe voluto il Presidente del Consiglio; dopo più di un mese di paziente diplomazia, il proprio staff aveva negoziato una cena con il Cardinal Bertone, Segretario dello Stato Vaticano, da tenersi durante la cerimonia della Perdonanza. Berlusconi era sul punto di essere assolto dalla Chiesa, ma il cardinale ha annullato la cena e la separazione tra il Governo e la Chiesa è diventata un abisso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il messaggio è semplice; Berlusconi ha bisogno della Chiesa molto più di quanto la Chiesa abbia bisogno di lui. Il suo attacco a Boffo ha mostrato che la sua rabbia annebbia il suo raziocinio politico. Queste mosse arrivano dopo mesi di rivelazioni a proposito di corruzione e possibili crimini, e dalla frase di sua moglie secondo la quale lui “non sta bene”. In un mondo più semplice e franco, lui si sarebbe dimesso molto tempo fa. Ma Silvio Berlusconi non è ne’ semplice ne’ franco — eccezion fatta per il suo opinione secondo cui la maggior parte degli Italiani ha votato per lui e quindi puó fare ció che vuole.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo la sua prima vittoria nel 1994, ha proclamato se stesso “unto dal popolo”,  cosa che implica che egli abbia gli stessi poteri di un monarca divino e giusto, incoronato da Dio. Quindici anni dopo è ancora più convinto del suo stesso destino. E’ la risposta europea a Hugo Chávez in Venezuela, un populista che alterna bullismo e fascino sulla sua via al potere e allo smantellamento di tutte le opposizioni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma come resta popolare? Il supporto elettorale e i sondaggi di approvazione sono veri, anche se sfuggenti. Il controllo dei media gli garantisce ovviamente un gigantesco vantaggio, ma la sua immagine e il suo programma sono divenuti popolari mentre l’opposizione si è disastrosamente divisa, senza leader e programma. L’idea di avere più capelli, più donne e meno rughe mentre invecchi attrae molti uomini, non solo italiani, e molte donne cedono all’odore di fascino e Rolex. Da quando è ritornato al potere le scorso anno, Berlusconi si è fornito l’immunità parlamentare ed ha scomodato i poteri del Presidente Napolitano per controllare la costituzionalità delle leggi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’opposizione istituzionale, come le camere ed il Presidente, sono stato legate come un cappone pronto per il forno e molti dei media sono direttamente o indirettamente controllati dal Premier. Se qualcuno osa squittire è minacciato direttamente. La sua politica estera  aspira a muoversi tra il comico e la megalomania. La sua impazienza e senso di onnipotenza negli affari continua nella sua vita politica, che ora gli consente di ignorare la realtà e di crearsene una sua.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Oggi, tuttavia, agisce come un uomo fuori controllo. Anche se è uno degli uomini più ricchi e tra i leader politici del mondo, sembra deluso e frustrato. Nessun ammontare di ricchezze può più farlo tornare giovane e bello, forzare il Vaticano ad accettarlo e dargli il carisma di Brown, di Sarkozy o della Merkel, e nemmeno tributargli lo status di&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;affermata ricchezza come quella degli Agnelli. Quindi reagisce in modo sproporzionato ad ogni critica. Ma il divario tra la sua realtà e quella di chiunque altro si sta ampliando. Le varie medicine potrebbero chiedere il loro tributo e il suo sorriso compiaciuto potrebbe non nascondere a lungo la rabbia che bolle fino alla superficie quando è contrastato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le minorenni e le prostitute ne hanno rotto l’immagine ma, se cadrà, sarà perché nulla può nascondere la sua cattiva amministrazione economica. La disoccupazione e le avversità che gli italiani probabilmente affronteranno questo autunno, delle quali lui è largamente responsabile, saranno lo scacco della realtà che conta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=0b61ded8-ae93-8ad6-90bc-2b757350f4b7' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5869484787764616534?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5869484787764616534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5869484787764616534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5869484787764616534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5869484787764616534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/labisso-tra-berlusconi-e-la-realta.html' title='L’abisso tra Berlusconi e la realtà'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-8202304349181518718</id><published>2009-09-02T21:31:00.001+02:00</published><updated>2009-09-02T21:31:57.704+02:00</updated><title type='text'>Berlusconi vuole chiudere l'Unità</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Comunicato della Direzione de l'Unità&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le argomentazioni contenute nei due atti di citazione (nelle foto: le copertine dei due numeri del giornale "incriminati") sono formalmente dirette a dimostrare che l’Unità ha colpito la reputazione di Berlusconi, ma nella sostanza delineano un illecito non previsto dal nostro ordinamento, quello di lesa maestà.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il legale del presidente del Consiglio contesta le nostre opinioni politiche, le nostre valutazioni (peraltro condivise da opinionisti di altri giornali nazionali e internazionali e comunque attinenti alla libera manifestazione del pensiero tutelata dall’articolo 21 della Costituzione) sui rapporti tra la maggioranza e il Vaticano. O i giudizi sui comportamenti privati del premier e sulla loro compatibilità col suo ruolo pubblico. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Viene addirittura qualificato lesivo della onorabilità del premier il fatto di aver riportato giudizi espressi pubblicamente da Veronica Lario attorno alle sue condizioni e alle sue frequentazioni con minorenni. Persino l’opinione di una scrittrice come Silvia Ballestra viene inserita nell’elenco delle affermazioni non pubblicabili.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un passo dell’atto prodotto dal legale del premier riassume bene il senso complessivo dell’iniziativa. “Si è scritto, spacciandolo per vero, che ‘tutto’ sarebbe stato ‘nascosto ‘ manipolando l’informazione attraverso le televisioni. E che il dottor Berlusconi non solo avrebbe tale controllo ma addirittura ne avrebbe abusato e continuerebbe ad abusarne in danno del servizio pubblico Rai e per i suoi interessi personali (che sarebbero una sorta di guerra contro Sky). Il che, come quant’altro divulgato dall’Unità, è mera invenzione”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In definitiva, è “diffamatorio” anche dire che Berlusconi controlla l’informazione in Italia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Viene contestata la “illiceità” di due interi numeri del giornale in tutte le loro parti che si riferiscono al presidente del Consiglio e, attraverso il combinato disposto di articoli e commenti, diventa “diffamatoria” una linea politica e una visione del mondo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non è possibile, nei due atti di citazione, trovare nulla che riguardi il merito delle affermazioni contestate. Né, quindi, ci viene data la possibilità di dimostrare che esse sono fondate su dichiarazioni pubbliche (addirittura fatte da parlamentari della Repubblica un tempo legatissimi al premier, come Paolo Guzzanti) o su dichiarazioni già acquisite dall’autorità giudiziaria (come quelle della D’Addario) e diffuse da tutta la stampa mondiale. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E questo chiarisce le ragioni della scelta della sede civile e la richiesta di un risarcimento esorbitante. E’ evidente che Silvio Berlusconi, come già il fascismo, vuole chiudere il giornale fondato da Antonio Gramsci.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per impedirlo. Lanciamo, ai nostri lettori e a tutti i democratici, un appello perché si mobilitino a difesa della libertà di stampa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=2f174b15-2a46-898f-853b-23561e4f9056' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-8202304349181518718?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/8202304349181518718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=8202304349181518718' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8202304349181518718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8202304349181518718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/09/berlusconi-vuole-chiudere-l.html' title='Berlusconi vuole chiudere l&amp;#39;Unità'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2908817915362638149</id><published>2009-08-30T22:18:00.001+02:00</published><updated>2009-08-30T22:18:23.207+02:00</updated><title type='text'>De Magistris: "Si prepara il colpo di Stato d'autunno"</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;di Luigi De Magistris&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Credo che il popolo italiano debba essere consapevole che la maggioranza politica - di ispirazione piduista - tenterà di utilizzare le Istituzioni per portare a compimento - nei prossimi mesi- il più devastante disegno autoritario mai concepito dal dopoguerra in poi. Un vero golpe d’autunno. Da un punto di vista istituzionale si cercherà di rafforzare il progetto presidenzialista - di tipo peronista - disegnato su misura dell’attuale Premier. Poteri assoluti al Capo dello Stato eletto dal popolo. Elezioni supportate dalla propaganda di regime costruita attraverso il controllo quasi totale dei mezzi di comunicazione. Il Parlamento - coerentemente ad un assetto autoritario e verticistico del potere - ridotto ad organo di ratifica dei desiderata dell’esecutivo con le opposizioni democratiche messe in condizione di esercitare mera testimonianza. La distruzione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura attraverso la sottoposizione del pubblico ministero al potere esecutivo con modifiche costituzionali realizzate illegittimamente con legge ordinaria (quale quella che subordina il Pm all’iniziativa della polizia giudiziaria e, quindi, del governo), nonché attraverso la mortificazione del suo ruolo attraverso leggi quale quella che elimina di fatto le intercettazioni (rafforzando quindi la cd. microcriminalità in modo, poi, da invocare poteri straordinari per combatterla). &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La revisione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura – non però nella direzione di liberare tali fondamentali organi dalle influenze partitiche e di poteri che pure sono presenti – ma attraverso il rafforzamento della componente politica e partitocratica. La soppressione della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione formalizzando normativamente la scomparsa dei fatti. La disintegrazione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca, in modo da favorire il consolidamento della sub-cultura di regime, quella per intenderci che ha realizzato il mito del «papi», ossia del padrone che dispensa posti e prebende. Il prossimo Presidente della Repubblica – il desiderio dei nuovi peronisti è ovviamente quello che Berlusconi diventi il Capo, il Capo di tutto e di tutti - dovrà avere ampi poteri e con questi anche il comando delle forze armate (dopo aver già ottenuto la gestione della sicurezza attraverso la sua privatizzazione con l’utilizzo delle ronde da lanciare magari a caccia di immigrati e omosessuali) in modo da poter governare anche eventuali conflitti sociali con la forza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sul piano economico e del lavoro la maggioranza prepara la repressione al dissenso ed al conflitto sociale causato da un disegno che punta a rafforzare le disuguaglianze attraverso una politica economica che consolida sempre più i poteri forti e squilibra fortemente il Paese come nei regimi (chi ha già tanto deve avere di più, mentre sempre di più saranno quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese), con l’assenza del contrasto all’evasione fiscale e l’approvazione di norme che rafforzano il riciclaggio del denaro sporco. Il furto delle risorse pubbliche che vanno a finire nelle tasche dei soliti comitati d’affari. Il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. L’incapacità di favorire l’iniziativa economica privata fondata sulla libera concorrenza supportando, invece, la rapacità dei soliti prenditori. L’assenza di strategia che possa rilanciare il lavoro - pubblico e privato - fondandolo sulla meritocrazia e non sul privilegio e sull’occupazione della cosa pubblica (come, per fare un esempio, nella sanità). Assenza di politiche economiche fondate su sviluppo e lavoro, tutela delle risorse e rispetto della natura e della vita. Il saccheggio, in definitiva, della nostra «Storia». &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un progetto contro il nostro futuro. Il colpo di Stato - apparentemente indolore ed a tratti invisibile - reso possibile dall’istituzionalizzazione delle mafie, dalla loro penetrazione nelle articolazioni economiche e pubbliche del Paese, dal loro controllo del territorio, dalla capacità di neutralizzare la resistenza costituzionale. Un golpe senza armi - ma intriso di violenza morale - con l’utilizzo del diritto illegittimo,della creazione di norme in violazione della Costituzione. L’eversione attraverso l’uso di uno schermo legale. L’uccisione della democrazia dal suo interno. È necessario, quindi, che si realizzino subito le condizioni per una grande mobilitazione civile, sociale e politica che si opponga a questo disegno autoritario che stravolge gli equilibri costituzionali e l’assetto democratico del nostro Paese.&lt;br/&gt;30 agosto 2009&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=c54d7246-ad74-890d-92b5-d363f0016b44' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2908817915362638149?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2908817915362638149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2908817915362638149' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2908817915362638149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2908817915362638149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/de-magistris-prepara-il-colpo-di-stato.html' title='De Magistris: &amp;quot;Si prepara il colpo di Stato d&amp;#39;autunno&amp;quot;'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5580007508170318848</id><published>2009-08-28T20:30:00.001+02:00</published><updated>2009-08-28T20:30:47.870+02:00</updated><title type='text'>Il Pagliaccio Denuncia Repubblica.</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Insabbiare&lt;br/&gt;di EZIO MAURO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non potendo rispondere, se non con la menzogna, Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, per chiedere ai giudici di fermarle, in modo che non sia più possibile chiedergli conto di vicende che non ha mai saputo chiarire: insabbiando così - almeno in Italia - la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E' la prima volta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte. Ed è la misura delle difficoltà e delle paure che popolano l'estate dell'uomo più potente d'Italia. La questione è semplice: poiché è incapace di dire la verità sul "ciarpame politico" che ha creato con le sue stesse mani e che da mesi lo circonda, il Capo del governo chiede alla magistratura di bloccare l'accertamento della verità, impedendo la libera attività giornalistica d'inchiesta, che ha prodotto quelle domande senza risposta. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In questa svolta c'è l'insofferenza per ogni controllo, per qualsiasi critica, per qualunque spazio giornalistico d'indagine che sfugga al dominio proprietario o all'intimidazione di un potere che si concepisce come assoluto, e inattaccabile. Berlusconi, nel suo atto giudiziario contro Repubblica vuole infatti colpire e impedire anche la citazione in Italia delle inchieste dei giornali stranieri, in modo che il Paese resti all'oscuro e sotto controllo. Ognuno vede quanto sia debole un potere che ha paura delle domande, e pensa che basti tenere al buio i concittadini per farla franca. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutto questo - la richiesta agli imprenditori di non fare pubblicità sul nostro giornale, l'accusa di eversione, l'attacco ai "delinquenti", la causa alle domande - da parte di un premier che è anche editore, e che usa ogni mezzo contro la libertà di stampa, nel silenzio generale. Altro che calunnie: ormai, dovrebbe essere l'Italia a sentirsi vilipesa dai comportamenti di quest'uomo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(28 agosto 2009)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=765bf369-bfa2-875b-a0a5-347e25999c79' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5580007508170318848?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5580007508170318848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5580007508170318848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5580007508170318848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5580007508170318848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/il-pagliaccio-denuncia-repubblica.html' title='Il Pagliaccio Denuncia Repubblica.'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4092336808728168044</id><published>2009-08-27T21:22:00.003+02:00</published><updated>2009-08-28T12:06:10.243+02:00</updated><title type='text'>Ennesima Censura RAI</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;h2  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l'ascesa delle tv di Berlusconi&lt;br /&gt;La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;                                    &lt;h1  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;La Rai rifiuta il trailer di Videocracy&lt;br /&gt;"E' un film che critica il governo"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;                                      &lt;h3  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="txt12"  style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;di MARIA PIA FUSCO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;                              &lt;div&gt;                                                                                                             &lt;b&gt;ROMA&lt;/b&gt; - Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c'è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di &lt;i&gt;Videocracy&lt;/i&gt; il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.                                           &lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;"Come sempre abbiamo mandato i trailer all'AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film", dice Domenico Procacci della Fandango che distribuisce il film. Netto rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. "Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset".&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;A lasciare perplessi i distributori di Fandango e il regista sono infatti proprio le motivazioni della Rai. Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;"Una delle motivazioni che mi ha colpito di più è quella in cui si dice che lo spot veicola un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo" perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi", prosegue Procacci "ma quei dati sono statistiche ufficiali, che sò "l'Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità"".&lt;br /&gt;                                                                               &lt;div&gt;   &lt;/div&gt;                                             &lt;br /&gt;A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: "L'80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione". Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso". "Mi pare chiaro che in Rai &lt;i&gt;Videocracy&lt;/i&gt; è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent'anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce "la creazione di un sistema di disvalori"".&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;Le riprese del film, se pure Villa Certosa si vede, è stato completato prima dei casi "Noemi o D'Addario" e non c'è un collegamento con l'attualità. Ma per assurdo, sottolinea Procacci, il collegamento lo trova la Rai. Nella lettera di rifiuto si scrive che dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi "caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all'ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell'attività di imprenditore televisivo".&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;                                                    "Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re - dice Procacci - Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come "Viva Zapatero" o a "Il caimano", che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l'Italia è cambiata".&lt;br /&gt;                                                                       &lt;/div&gt;       &lt;p&gt;&lt;span&gt;(&lt;i&gt;27 agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4092336808728168044?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4092336808728168044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4092336808728168044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4092336808728168044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4092336808728168044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/ennesima-censura-rai.html' title='Ennesima Censura RAI'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-5138117728047739527</id><published>2009-08-22T17:16:00.001+02:00</published><updated>2009-08-22T17:16:18.306+02:00</updated><title type='text'>Little Italy</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Questa intervista pubblicata su Repubblica fotografa bene lo squallore culturale in cui è precipitata l'Italia.&lt;br/&gt;Ragazzette senza nessun titolo che si propongono per un posto in Parlamento senza nessuna vergogna e un popolino ormai assuefatto a qualsiasi cosa.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il cognome comunque è tutto un programma.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il suo nome è spuntato nell'inchiesta barese su Tarantini e sul giro di ragazze&lt;br/&gt;da portare alle cene di Berlusconi. E ora Graziana Capone parla a Novella 2000&lt;br/&gt;"Mi sento la più vicina a Silvio&lt;br/&gt;Lui come Gesù, io forse la nuova Veronica"&lt;br/&gt;Definisce se stessa "Alice nel Paese delle meraviglie", mentre la D'Addario&lt;br/&gt;è "l'angelo caduto all'inferno". In tarda serata, smentisce tutto&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Graziana Capone&lt;br/&gt;ROMA - Il nome di Graziana Capone - nota alle cronache anche come "la Angelina Jolie di Bari" - è spuntato a luglio nell'inchiesta pugliese su Gianpaolo Tarantini, e sul suo ruolo di reclutatore di presenze femminili per le cene a Palazzo Grazioli o Villa Certosa. Lei aveva ammesso subito l'"amicizia" col premier, negando però risvolti mercenari: "Non tutti sono in vendita", aveva scritto su Facebook. Ma adesso, intervistata da Novella 2000, Graziana si mostra molto più prodiga di particolari. Raccontando la sua infatuazione per il "presidente", che paragona addirittura a Cristo: come Gesù, spiega, "lui dice 'Lasciate che i fanciulli vengano a me'"... &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per il resto, nella lunga chiacchierata col giornale di gossip, la giovane donna rivendica - come aveva già fatto coi cronisti di Repubblica qualche settimana fa - il suo ruolo di favorita di Papi ("ma io non lo chiamo così", precisa): "Nel posto più vicino al cuore, alle sue cene, lui vuole me". Forse perché, aggiunge "somiglio a Veronica Lario". Un paragone, questo, che sembra non imbarazzare affatto la volitiva ventiquattrenne. Protagonista, secondo quanto emerso a margine dell'inchiesta barese, di un week end al centro Messegué di Todi, chiuso ai clienti "normali", e interamente a disposizione sua, del premier e di altre due ragazze. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E varie settimane dopo queste rivelazioni la linea seguita da Graziana è la stessa: lei e Silvio sono legati da una bella, affettuosa amicizia. Che continua, e che continuerà: "Magari sarò la nuova Veronica", azzarda. Poi spiega: "Quello col presidente è un rapporto assiduo, ci sentiamo moltissimo al telefono". Lei stessa lo definisce "un grande seduttore, eccome se lo é"; anche se, facendo un piccolo passo falso rispetto alla difesa a tutto campo del Cavaliere, ammette di non aver portato alle cene berlusconiane sua sorella più piccola "perché tendo a preservare le persone che amo". &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma non è solo un gran seduttore, Silvio, nelle parole della Capone. Visto che a un certo punto i suoi toni si fanno quasi mistici: interpellata sul perché lui si circondi sempre di giovani, specie di sesso femminile, spiega che il suo è una sorta di evangelico "lasciate che i fanciulli vengano a me. Il presidente , come Gesù, dà ai giovani un'idea di concretezza, trasmette energia". Segue ulteriore citazione religiosa: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Forse è per quest'aura di santità, di autorevolezza, quasi di infallibilità che la ventiquattrenne confessa candidamente a Novella di aver chiesto a lui il "permesso" di dare l'intervista. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non con tutti, però, Graziana è così prodiga di belle parole. Ad esempio, passando a Patrizia D'Addario, sembra di precipitare dal paradiso berlusconiano al girone dei peggiori peccatori: "Lei è l'angelo caduto all'inferno, io sono Alice nel Paese delle meraviglie". Anche verso Tarantini non è tenera: "Non mi ha mai convinto". E infine una frecciatina a Manuela Arcuri: "Per la cena di Natale a Palazzo Grazioli Tarantini la chiamò: ma lei faceva la capricciosa, diceva 'non so'... Avrebbe voluto un invito diretto del presidente". &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quanto al futuro, la Capone dice che non le spiacerebbe una nomina a ministro. Ma può anche darsi che finirà a fare l'attrice, il magistrato o l'avvocato: "Ma solo per sostituire Ghedini", puntualizza. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La smentita serale. E dopo le 21, quattordici ore dopo l'arrivo di Novella 2000 nelle edicole e otto ore dopo la pubblicazione dei contenuti sul nostro sito, Graziana Capone ha rilasciato un comunicato attraverso il suo addetto stampa: "Le mie dichiarazioni apparse su Novella 2000 e rilanciate dal sito di Repubblica sono state ampiamente travisate. Mai ho pronunciato alcuna delle frasi riportate, né in particolare mi sono paragonata o proposta a sostituire Veronica Lario. Nè mai, ovviamente, ho paragonato il presidente Berlusconi a Gesù. Si è trattato di una chiacchierata in cui sono stati toccati più argomenti, ma non mi riconosco assolutamente nel contenuto dell'articolo". Ma Candida Morvillo, direttore di Novella 2000, conferma tutto: "Peccato che dall'ampia documentazione audio in nostro possesso si possano ascoltare, dalla viva voce della signorina in questione, le frasi che, forse complice un colpo di sole ferragostano, l'intervistata ritiene di non aver mai pronunciato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=23abe957-3093-87a3-a727-0747172a9f62' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-5138117728047739527?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/5138117728047739527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=5138117728047739527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5138117728047739527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/5138117728047739527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/little-italy.html' title='Little Italy'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4930931139916595655</id><published>2009-08-19T21:10:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T21:10:29.901+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Videocracy</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[Svenska Dagbladet]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il documentario Videocracy di Erik Gandini è riuscito a far parlare di sé ancora prima che qualcuno l’abbia visto. E già il giorno dopo la sua première al festival di Venezia si sa che 30 cinema italiani lo mostreranno a partire dal 4 settembre. E la lista di altri paesi che lo faranno è lunga. Erik Gandini non ha mai vissuto un momento così positivo come regista.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In Italia generalmente i documentari non si vedono in TV o nei cinema. Nel migliore dei casi si possono comprare insieme ad un libro in librerie ben fornite.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- È davvero grandioso che il film venga fatto vedere al cinema. A distribuire il film è la stessa casa di produzione di Gomorra. In effetti io non mi ero neanche sognato di arrivare al pubblico italiano, ma adesso la cosa si è ribaltata, vogliono vedere il mio film a tutti i costi!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Incontriamo Erik Gandini presso la casa di produzione Atmo in Götgatan a Stoccolma. Si presenta in jeans e camicia bianca stropicciata, fresco come una rosa nonostante la sera prima abbia festeggiato i 40 anni della moglie Johanna Westman.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Credo che l’interesse dipenda dal fatto che il film non è aggressivo. Gli italiani sono così stanchi di tutti gli attacchi a Berlusconi come persona. Oltretutto lui vince sempre tutti i dibattiti perché utilizza argomenti emozionali e fa la vittima. Il mio film lo presenta in un modo diverso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Chi ha visto la televisione italiana non può evitare di sbalordirsi di fronte ad un fenomeno ricorrente. Che si tratti di sport, politica o intrattenimento, seduti a discutere gli svariati temi ci sono sempre anziani e corpulenti uomini in giacca e cravatta, circondati da donne giovani, slanciate e seminude, che ballano e sorridono senza dire niente. Le cosiddette veline, una specie di donne di servizio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel film di Erik Gandini, Videocracy, una società in cui lo schermo ha il potere, otteniamo finalmente una spiegazione del fenomeno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Erik Gandini è tanto italiano quanto svedese. Parla svedese con una leggera intonazione italiana, ma non posso stabilire se il suo italiano suoni svedese. È il risultato di un padre italiano e di una madre svedese che vivono ancora a Bergamo, dove Erik è nato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- È una storia carina, ride Erik Gandini quasi imbarazzato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Mia madre Kerstin era scout quando aveva 10 anni, così come lo era la sorella di mio padre, e divennero amiche di penna. La famiglia di mio padre era talmente povera dopo la guerra che persino comprare i francobolli per la Svezia era un sacrificio, ma dato che a mia zia sembrava così divertente avere un’amica di penna in Svezia le veniva concesso il denaro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando mia madre compì 20 anni, andò a Perugia a studiare italiano e cercò la vecchia amica di penna. Così incontrò mio padre Nino, se ne innamorò, si sposò e si trasferì a Bergamo, o qualcosa del genere. Si può aggiungere che la moglie di Erik Gandini, Johanna Westman, presentatrice e scrittrice di libri di cucina, è anche lei appassionata dell’Italia con origini italiane.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Parla italiano perfettamente, dice orgoglioso Erik Gandini, così fanno del resto anche i loro tre bambini.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da bambini, Erik Gandini e le sue due sorelle maggiori andavano in Svezia ogni estate. Per il padre di Erik la Svezia era un paradiso, la terra promessa, in comparazione con la corrotta Italia. Dopo il diploma, tutti e tre avrebbero dovuto passare un anno in Svezia. Erik Gandini ci è rimasto, e in seguito è entrato nel programma Media e Comunicazione dell’università di Biskops-Arnö. Grazie alle lezioni di conferenzieri come Stefan Jarl e Peter Watkins, sentì di aver trovato la professione giusta – documentarista.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Fu allora che scoprii che cosa potevano essere i documentari, dice gesticolando con entusiasmo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Ricordo come una rivelazione quando nell’autunno dell’86 la televisione svedese trasmise Shoa di Claude Lansmann due sere di fila. Scoprii un modo completamente nuovo di relazionarsi alla realtà. Che con la macchina da presa si potesse davvero creare la piena sensazione di essere altrove. Io avevo visto come la televisione banale era esplosa in Italia, in un modo che già allora era preoccupante. Infatti è stato proprio durante gli anni ’80 che Berlusconi ha costruito Mediaset dal nulla.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Torniamo adesso agli eleganti signori e alle ragazze seminude della televisione italiana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ciò che vediamo è insomma, secondo Erik Gandini, il risultato del gusto personale di Silvio Berlusconi. La TV deve intrattenere, e che cosa può intrattenere meglio di ragazze giovani e belle? Che lui la pensi così d’altronde non è un segreto. ”Divertirsi” è il suo mantra. Ma tutto il popolo italiano dovrebbe pensarla allo stesso modo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Secondo il film di Erik Gandini, tutto cominciò una sera del 1976 quando una stazione televisiva locale trasmise un gioco a quiz in cui gli spettatori potevano chiamare e rispondere alle domande. Alcune casalinghe erano state convinte a lasciare cadere indumento dopo indumento in diretta, ad ogni risposta esatta. Il gioco a quiz ottenne un successo tale da far fermare le fabbriche.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Allora nessuno poteva sospettare che quello show in bianco e nero sarebbe stato l’inizio di una rivoluzione televisiva guidata da Silvio Berlusconi, che oggi possiede l’azienda Mediaset, composta da tre canali TV nazionali che hanno circa la metà degli spettatori del paese. Oggi, per l’80 per cento degli italiani la televisione rappresenta la fonte primaria di informazione e di ispirazione nella loro vita.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il contenuto dei canali di Berlusconi è stato gestito con molta consapevolezza, con l’intenzione di creare celebrità prendendole tra la gente comune. Il risultato è stato che la giovane generazione di italiani ha l’obiettivo di apparire in TV. È anche il grande obiettivo del tornitore Ricky. Videocracy lo segue mentre lui con ogni mezzo cerca di entrare in uno show della TV, che secondo lui sarà l’inizio di una nuova vita da celebrità. Ma per le ragazzine è più facile far carriera. Vengono scelte tra chi si fa avanti ai concorsi per veline che continuamente si organizzano nei centri commerciali in giro per l’Italia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Allora ridevamo di quei programmi, ma oggi non più. Se qualcuno ci avesse detto che quello era l’inizio di una nuova era, non gli avremmo mai creduto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il più visto della TV italiana è ancora il Grande Fratello e le celebrità che questo programma crea mantengono un’enorme industria di cronaca rosa, posseduta da Berlusconi. Tra i protagonisti che Erik Gandini ha seguito in Videocracy c’è il superpaparazzo Corona, che si è fatto strada fino a diventare una celebrità, a volte pubblicando e a volte ricattando le persone con le sue foto. Dopo essere stato in prigione, adesso ha lanciato la sua marca di mutande, ha pubblicato un disco e scritto un libro. Forse sarà il successore di Berlusconi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Erik Gandini ha anche incontrato il superagente Lele Mora, vicino di Berlusconi in Sardegna e suo procacciatore di ragazze. Mora si è arricchito prendendo il 30 per cento degli introiti delle sue celebrità. Erik Gandini lo paragona ad un ecosistema al cui vertice c’è Berlusconi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come sei entrato nella vita di queste persone?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Sono incredibilmente egocentriche e vogliono farsi vedere. Non sanno neanche cosa sia un documentario. È bastato che dicessi che facevo un film per la televisione svedese. Suona bene ed è esotico. Ho potuto essere un osservatore che nessuno notava. Si tratta di un mondo che non è così inaccessibile come si crede, dato che nessuno lo mette in questione. Tutti lo trovano normalissimo tranne me!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Alla Atmo, la casa di produzione di Erik Gandini, lavora anche Tarik Saleh, anche lui presente a Venezia con il suo film Metropia. Gandini e Saleh si sono conosciuti nel programma TV Elbyl, uniti dall’interesse comune nel nostro tempo ma anche da quello di trovare nuovi modi di descrivere cose che sono già state descritte tante volte. Insieme hanno fatto i documentari Sacrificio: chi ha tradito Che Guevara e Gitmo, sulla base di Guantanamo a Cuba.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’Italia però Erik Gandini l’aveva evitata a lungo. Videocracy è il suo primo film su questo paese.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Quando andavo in Italia rimanevo deluso soprattutto perché il mio modo di esprimermi là non funzionava. Quando dicevo che facevo documentari replicavano: ah, fai film sulla natura.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma da qualche parte cominciava a punzecchiarlo l’idea di riprendersi il suo paese. Racconta dei cosiddetti film Mondo, fatti dagli italiani che viaggiavano in giro per il mondo e filmavano luoghi esotici, tra cui la Svezia in Svezia inferno o paradiso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Cominciavo a pensare che fosse venuta l’ora di saldare i conti, ridacchia Erik Gandini. - Di raccontare qualcosa dell’Italia che loro stessi non vedevano. Che il mondo venisse in Italia e di far vedere fino a che punto si è arrivati. È questo genere di cose che dà il la al mio lavoro. Rovesciare le prospettive. Non è necessario essere un regista aggressivo, può essere sufficiente lasciare che le persone raccontino. Io non cerco immagini diffamatorie.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Ero sconvolto sul serio vedendo gli effetti di questo mondo. I miei amici italiani parlano tutti della TV come di un mostro. Io ho dato la mia versione di questo mostro. Ciò che mi spinge è la volontà di riconquistare la realtà. È così facile rivivere tutto attraverso le immagini degli altri. La realtà però ti sfugge dalle mani. Io invece le cose le voglio vivere di persona. Berlusconi ha creato un mostro che nemmeno lui riesce più a controllare. Il risultato è che l’Italia si trova nella parte bassa della classifica mondiale della parità tra i sessi e della libertà di espressione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Adesso spera che nasca un dibattito vero sulla televisione in Italia e che il suo film mostri la realtà dietro le promesse di felicità e godimento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Perché l’Italia di Berlusconi non è qualcosa di cui ridere, si dovrebbe piangere piuttosto – ”non c’è niente da ridere, solo da piangere”, dice.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=b0c5de19-b8aa-809d-a401-a4ff0a9c0e99' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4930931139916595655?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4930931139916595655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4930931139916595655' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4930931139916595655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4930931139916595655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/videocracy.html' title='Videocracy'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2705448811147441139</id><published>2009-08-19T20:59:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T21:00:02.027+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Speranze Inglesi</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'&gt;[The Guardian]&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Silvio Berlusconi ha cominciato le vacanze estive scagliando una serie di feroci attacchi contro i media italiani. Tutto ha avuto inizio venerdì scorso, con questa replica ad una innocua domanda sui gasdotti russi, posta da un giornalista del notiziario della terza rete nazionale, il TG3, a cui ha risposto: “Lei appartiene ad una testata che ieri ha dato quattro notizie, tutte negative e tutte contro il governo. Credo che sia una cosa che non dobbiamo e non possiamo più sopportare: una televisione finanziata con denaro pubblico che critica il governo”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli attacchi sul “giornalismo deviato” de La Repubblica si sono trascinati fino a questa settimana, dopo che il quotidiano aveva pubblicato l’intervista al Presidente della regione Puglia, nonché attivista di spicco per i diritti gay, Nichi Vendola.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le accuse di Berlusconi al TG3 sono state scatenate da una serie di notizie che mettevano in dubbio l’immagine dell’Italia come paese ricco e di successo, governato da un leader carismatico e popolare. Le notizie comprendevano servizi su: dati che denunciavano un declino della produzione industriale al 20%; aggiornamenti sulle proteste presso l’azienda milanese Innse, dove quattro operai manifestavano con un sit-in cima ad una gru; la reazione dei sindaci italiani nei confronti dell’introduzione delle ronde a difesa delle città; la congestione del traffico di inizio estate nelle strade e negli aeroporti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa non è la prima volta che Berlusconi ha attaccato la stampa italiana. Ma in precedenza aveva rivolto le sue ire nei confronti di quei quotidiani che lo avevano accusato di aver avuto relazioni con giovani donne e prostitute o che comunque cercavano di orientare le opinioni a sinistra. La differenza, in questo caso, è che Berlusconi ha incriminato il TG3 solo perché aveva dato delle notizie.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma l’aspetto che condfonde della storia è: perché Berlusconi dovrebbe attaccare questi mezzi, quando ha praticamente il controllo assoluto su tutti gli altri? Perché mai non lascia che un canale e un quotidiano continuino a fornire notizie, anche solo per dare l’idea della libertà di stampa?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopotutto, la resistenza di Berlusconi dopo mesi di rivelazioni scandalose sulla sua vita sessuale, può solo testimoniare l’efficace manipolazione dei media italiani da parte sua. Sebbene tanto inchiostro sia stato versato per descrivere in modo talvolta anche morboso, i dettagli sulla relazione tra Berlusconi e Patrizia D’Addario, la maggioranza degli italiani continua a preferire le notizie trasmesse dalla televisione. In Tv, Berlusconi è il re.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nonostante la perseveranza del TG3, Berlusconi è riuscito ad esercitare un efficace controllo sulle altre due reti pubbliche e possiede tre delle quattro restanti reti private. Immaginatevi lo scandalo delle spese di ministri pubblicato solo sul Telegraph, con il solo passaggio di riferimenti a “pettegolezzi e accuse sui rimborsi spese dei Ministri manovrate politicamente” in TV e sugli altri quotidiani. Questo è quello che sta accadendo oggi in Italia, l’unica differenza è la natura dello scandalo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La risposta potrebbe consistere nel fatto che Berlusconi sappia che la fine è probabilmente vicina. Pare che il Presidente del Consiglio abbia confessato ai suoi più intimi collaboratori di temere un tentativo di detronizzazione in autunno, e abbia già cominciato a preparare la sua “campagna d’autunno”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I leader di sinistra ritengono che la vera portata degli effetti della crisi economica globale si riveleranno in autunno, con Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, che dichiara a Libero lo scorso martedì: “Se non sarà l’apocalisse, ci andrà molto vicino”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se l’intenzione di Berlusconi era di vincere la guerra dell’etere prima della battaglia d’autunno, i suoi commenti sul TG3 potrebbero aver superato il limite pericolosamente, giacché hanno ottenuto ciò che né a lui né a nessun altro era mai riuscito prima, una reazione compatta da parte dell’opposizione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dario Franceschini, leader della più grande coalizione all’opposizione, il Partito Democratico, ha minacciato di organizzare una manifestazione a Settembre, se Berlusconi non fa marcia indietro, per proteggere la libertà di informazione in Italia, un’affermazione condivisa da tutti i componenti delle varie fazioni interne. Tutti gli altri partiti di opposizione hanno lanciato forti espressioni di condanna nei confronti dei commenti del Presidente del Consiglio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una sinistra compatta, riunitasi su una base di libertà civili e riforme costituzionali, potrebbe essere quella forza potente che l’Italia non è mai riuscita a produrre in epoca Berlusconi. Per la politica italiana si prospetta davvero un “autunno rovente”, ma per l’assediato Premier italiano, sarà forse l’ultimo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=9ff4373d-a088-83ce-ac5c-76eb05cd9c12' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2705448811147441139?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2705448811147441139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2705448811147441139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2705448811147441139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2705448811147441139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/speranze-inglesi.html' title='Speranze Inglesi'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4410822142293941018</id><published>2009-08-05T20:58:00.001+02:00</published><updated>2009-08-05T20:58:57.102+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Pacco dono per Mediaset</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;di GIOVANNI VALENTINI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Stupito, irritato, amareggiato. Il Capo dello Stato ha tutto il diritto di esprimere la propria delusione sulla "rottura annunciata" fra la Rai e Sky che priverà l'azienda pubblica di un ricavo di oltre cinquanta milioni di euro all'anno, in seguito al trasferimento dei canali Raisat su una nuova piattaforma satellitare. E in particolare, ha ragione Giorgio Napolitano a lamentarsi delle modalità con cui è maturato il fallimento della trattativa: una decisione per così dire unilaterale che la direzione generale ha praticamente imposto - come un diktat - a tutto il Consiglio di amministrazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In quanto custode e garante della Costituzione, il presidente della Repubblica non può evidentemente disinteressarsi di quel servizio pubblico su cui s'imperniano nel nostro Paese principi fondamentali come il pluralismo e la libertà d'informazione, sanciti solennemente dall'articolo 21. Anzi, con tutto il rispetto che si deve alla sua figura e alla sua persona, è lecito pensare che un intervento più tempestivo sarebbe valso forse a impedire o magari a prevenire un tale esito.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Danno emergente e lucro cessante, avevamo avvertito su questo giornale nelle settimane scorse, mentre già si preparava la rottura. Danno emergente: perché il prossimo bilancio della Rai s'impoverirà di questa cospicua entrata finanziaria e staremo a vedere che cosa avrà da eccepire in proposito la Corte dei Conti. Lucro cessante: perché, oltre a perdere l'audience e quindi la pubblicità raccolta attraverso la pay-tv, ora l'azienda di viale Mazzini dovrà sostenere "pro quota" l'onere della nuova piattaforma di Tivùsat. E tutto ciò, in buona sostanza, per fare un favore o un regalo a Mediaset nella sfida della concorrenza con Sky, come ha riconosciuto - tardivamente - perfino il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, Sergio Zavoli.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Si dà il caso, così, che l'ex segretario generale della presidenza del Consiglio, appena trasferito alla direzione della televisione pubblica, non trovi di meglio che confezionare subito un pacco-dono per l'azienda televisiva privata che fa capo allo stesso presidente del Consiglio. Un voto di scambio o una partita di giro, si potrebbe anche dire. Naturalmente, a spese del cittadino contribuente, telespettatore e abbonato alla Rai. Come già a suo carico era stata la multa di oltre 14 milioni di euro inflitta dall'Autorità sulle comunicazioni a viale Mazzini per la nomina dell'ex direttore generale, Alfredo Meocci, insediato alla guida dell'azienda dal centrodestra nonostante la palese incompatibilità con il precedente mandato di commissario nella medesima Authority.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con buona pace del presidente Garimberti e dei consiglieri di minoranza, siamo dunque alla definitiva subordinazione della Rai agli interessi e alle convenienze di Mediaset. Un'azienda di Stato, la più grande azienda culturale del Paese, che via via si trasforma in una filiale, una succursale, una dépendance del Biscione. Già omologata al ribasso sul modello della tv commerciale, quella della volgarità e della violenza, delle veline e dei reality fasulli, adesso la tv pubblica si allea e si associa con il suo principale concorrente sotto il cielo tecnologico della tv satellitare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sarà verosimilmente proprio di fronte a questo scempio che il centrosinistra, risvegliandosi da un lungo e ingiustificabile letargo, s'è deciso finalmente a riproporre con forza la questione irrisolta del conflitto d'interessi: prima, con una dichiarazione di guerra del segretario reggente del Pd, Dario Franceschini, il quale ha annunciato bellicosamente che su questa materia (e speriamo anche su altre) il suo partito non resterà più fermo e silente; poi, addirittura, con una proposta di legge presentata da Walter Veltroni e sottoscritta da tutte le opposizioni, sostenuta dal contributo di un esperto costituzionalista come l'ex presidente della Rai, Roberto Zaccaria. Meglio tardi che mai, dobbiamo ripetere. Ma che cosa avevano fatto nel frattempo Veltroni e Franceschini per risolvere l'anomalia di un presidente del Consiglio che controlla direttamente tre reti televisive private e indirettamente anche le tre reti pubbliche? E pensare che c'è ancora qualche illustre professore che esorta il Pd a emanciparsi dall'influenza di "alcuni giornali" (quanti e quali?), mentre una maggioranza di governo condiziona impunemente giornali, telegiornali e giornali radio.&lt;br/&gt;Nel regno del conflitto d'interessi, la rottura fra la Rai e Sky diventa la prova regina di un'occupazione "manu militari" di tutto il sistema dell'informazione. Un attentato al pluralismo, alla libertà d'opinione. E anche questa, purtroppo, si rischia di apprezzarla solo quando la si perde.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4410822142293941018?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4410822142293941018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4410822142293941018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4410822142293941018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4410822142293941018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/08/pacco-dono-per-mediaset.html' title='Pacco dono per Mediaset'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-6083568608681835443</id><published>2009-07-24T20:08:00.001+02:00</published><updated>2009-07-24T20:08:48.641+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Serious government</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Silvio Berlusconi is now holding the Italian people in contempt&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;If it is Thursday it must be the sex tapes. No sooner had Silvio Berlusconi, the Italian Prime Minister, laughed off his encounters with a prostitute than a tape emerges, supposedly of the pair of them having sex. The transcript is desperately lurid. For readers of a sensitive disposition, note that Mr Berlusconi asks politely if his escort, Patrizia D’Addario, would prefer coffee or tea post-coitus, and then turn the page.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;This is the latest in a series of actions that are bringing the office of prime minister into disrepute. His wife began divorce proceedings after Mr Berlusconi gave a necklace to Noemi Letizia on the occasion of her 18th birthday. The Italian Foreign Minister helpfully pointed out that the age of consent was 14 in Italy. There have been reports of harems of young women invited to Mr Berlusconi’s parties in Sardinia. He has promoted young women as candidates for the European elections whose political skills were still, shall we say, in development.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;With ever-keen political antennae, Mr Berlusconi has conceded that he is no saint. But he is still insisting that he will serve his full term in office, through until 2013. He is not the first political leader to take advantage of the attractions of power. But his contempt for the Italian people is now beyond dispute. The time has come, surely, when he ceases to bring calumny on himself and starts to erode the prestige of the office that he occupies. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;This is a parable of a state in which the institutions of dissent are poorly developed. The formal political channels exert very little pressure; the performance from the Opposition has been lamentable. Dario Franceschini, the leader of the Democratic Party, and Massimo Donadi, of the Italy of Values party, issued perfunctory statements of synthetic outrage but the Left lacks a leader of great authority. &lt;br/&gt;Related Links&lt;br/&gt;Berlusconi 'sex tapes' released &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;And it is naive to expect too much light to be shone by newspapers and television stations whose very proprietor is the man in the limelight. Mr Berlusconi controls three national TV channels. To its great credit, L’Espresso Group, which also owns La Repubblica, has reported Mr Berlusconi’s behaviour with great clarity, unbowed by his scandalous accusation that it was “subversive” and his demand for advertisers to boycott the newspaper. The raucous democracy of a free press is uncongenial to Mr Berlusconi and he is acting in the way that is becoming his signature — as if the media, as well as politics, were part of his Sardinian estate. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;It is always difficult to police the boundary between public and private life. Not everything that politicians do in private is germane to their public duty. There are genuine cultural differences in the way that different democracies treat the peccadillos of their leaders. But one of the basic functions of a democracy is that it unmasks a scoundrel. Mr Berlusconi, at the moment, is showing contempt for his people via his contempt for the women whom he befriends. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In 2006, when Mr Berlusconi was ejected from office for the second time, the new Prime Minister, Romano Prodi, promised that he would offer a governo serio — a serious government. Italy is a serious country: host of the G8, a member of Nato and of the eurozone. It does not have a serious government because it does not have a serious Prime Minister.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-6083568608681835443?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/6083568608681835443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=6083568608681835443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6083568608681835443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6083568608681835443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/serious-government.html' title='Serious government'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-8594817595050788635</id><published>2009-07-24T19:07:00.001+02:00</published><updated>2009-07-24T19:07:41.382+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>La disinformata nazione</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;[The Guardian] &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come dimostra lo scarso spazio dedicato alle conversazioni intime registrate tra le lenzuola di casa, il Presidente del Consiglio italiano ha instaurato una cultura dell’informazione tipica dei regimi autoritari.&lt;br/&gt;Riguardo alle registrazioni di Berlusconi, probabilmente la cosa che colpisce maggiormente è che la maggior parte degli italiani sappia solo vagamente della loro esistenza, quando non la ignorano del tutto.&lt;br/&gt;Il fatto che il periodico d’informazione L’Espresso abbia pubblicato sul proprio sito le registrazioni realizzate da una donna che dice di essere andata a letto con lui lo scorso novembre, nella speranza di assicurarsi denaro o influenze, non è stato riportato dalla maggior parte dei telegiornali di ieri sera. Per quanto io sappia, la storia è stata ignorata non solo dai canali Mediaset di Silvio Berlusconi, ma anche dal primo e secondo canale pubblico, la RAI, e da La7, di proprietà Telecom Italia. Insieme, totalizzano i due terzi del pubblico nella fascia d’ascolto serale.&lt;br/&gt;Si potrebbe obiettare che, poiché le registrazioni e le trascrizioni sono state rese disponibili su internet e poiché sono state riportate dalla stampa, non importa che la TV non se ne sia interessata. Ma ciò trascura due punti cruciali.&lt;br/&gt;Il primo è che l’Italia è tra le nazioni più indifferenti a internet. Secondo un’inchiesta del Guardian lo scorso anno meno di un terzo della popolazione aveva accesso al web e quegli italiani che erano collegati usavano internet relativamente poco. La media sull’intera popolazione era di solo due ore a settimana. Questo potrebbe spiegare perché persino Mediaset fosse oggi felice di pubblicare una storia riguardante le registrazioni sul suo sito (con la naturale conclusione della tesi dell’avvocato di Berlusconi per cui sono false).&lt;br/&gt;Il secondo punto importante è che, anche prima dell’arrivo dell’informazione libera su internet, solo un italiano su dieci comprava i quotidiani.&lt;br/&gt;Il passaparola diffonderà senza dubbio la conoscenza dei nastri, nello stesso modo in cui ha diffuso una consapevolezza generalizzata che c’è uno scandalo che coinvolge il Presidente del Consiglio ed alcune donne. Ma è improbabile che voci e pettegolezzi cambino il fatto che i dettagli dell’intera faccenda, insieme alle sue ramificazioni di interesse pubblico, rimangono ampiamente sconosciuti alla maggior parte delle persone in Italia. Questa è un’importante ragione per cui a Berlusconi è stato possibile ignorare le richieste di sue dimissioni.&lt;br/&gt;La controversia originale riguardava la chiara accusa della moglie di Silvio Berlusconi per il suo “frequentare minorenni”, come è emerso per la sua partecipazione alla festa per il diciottesimo compleanno dell’aspirante attrice e modella Noemi Letizia.&lt;br/&gt;L’altro giorno mi sono trovato (non esattamente per la prima volta) ad avere una discussione con un tassista romano. È emerso gradualmente che partivamo da due punti di vista diametralmente opposti. Lui aveva sentito la spiegazione di Berlusconi (che la ragazza era la figlia di un vecchio amico) che era sostenuta dai notiziari televisivi, e dava al Presidente del Consiglio il beneficio del dubbio. Ma era all’oscuro del fatto che la spiegazione di Berlusconi non aveva retto ad un successivo esame minuzioso, perché questo piccolo dettaglio appariva solo in qualche quotidiano.&lt;br/&gt;Ciò che osserviamo in Italia è l’emergere di una cultura dell’informazione tipica dei regimi autoritari. Ci sono gli informati: essi includono quelli che leggono giornali come La Repubblica, Il Corriere delle Sera e La Stampa, coloro che abitualmente navigano in rete (soprattutto giovani), e quelli che ascoltano le poche stazioni radio indipendenti come Radio 24 Ore.&lt;br/&gt;Quindi ci sono i molto più numerosi disinformati che ancora apprendono le notizie dai telegiornali controllati direttamente o indirettamente da Berlusconi. Questa è una situazione anomala e allarmante in una democrazia occidentale europea, ed ancora di più perché i disinformati sono convinti di essere bene informati come gli altri. Si indignano, si arrabbiano persino, se gli si suggerisce il contrario.&lt;br/&gt;Prima della caduta del muro di Berlino, c’era una zona della Germania Est comunista vicino a Dresda nota scherzosamente come Tal der Ahnungslosen (la Valle della Disinformazione). A causa di strambe condizioni topografiche o atmosferiche, i suoi abitanti non potevano ricevere i segnali TV dall’occidente e quindi dovevano arrangiarsi con le notizie date loro dal regime.&lt;br/&gt;Senza dubbio non erano interamente disinformati. Senza dubbio i turisti in zona dicevano loro ciò che sapevano. Senza dubbio, qualcuno fra i giovani che andavano a Berlino per studiare tornava bisbigliando racconti di una realtà diversa e proibita. Ma essenzialmente la visione del mondo che questi sfortunati avevano era comunque formata dai loro leader.&lt;br/&gt;Siamo abituati a pensare all’Italia come ad una nazione stretta e lunga con una spina dorsale montagnosa. Ma fino a quando Silvio Berlusconi rimarrà in carica faremmo meglio ad immaginarla attraversata da un vasto e profondo crepaccio - una nuova Valle della Disinformazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-8594817595050788635?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/8594817595050788635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=8594817595050788635' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8594817595050788635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8594817595050788635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/la-disinformata-nazione.html' title='La disinformata nazione'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-6469985956178756081</id><published>2009-07-23T21:24:00.001+02:00</published><updated>2009-07-23T21:24:04.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Travaglio'/><title type='text'>La Bugia Come Metodo</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='Verdana' size='2'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; font-family: Verdana;'&gt;Solo 16 mesi fa, il 13 marzo del 2008, l'allora ministro delle Finanze in pectore, Giulio Tremonti, giurava: «Basta condoni. Oggi  non ci sono più le condizioni per farli, non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato». &lt;br/&gt;Sappiamo come è andata a finire. Nel cosiddetto anti-crisi è stato riproposto per la terza volta lo scudo fiscale: chi aveva accumulato soldi e beni all'estero senza  avvertire gli uffici delle tasse potrà evitare una denuncia per omessa o incompleta dichiarazione dei redditi semplicemente versando all'erario il 5 per cento di quanto aveva nascosto. Ancora una volta, insomma, il governo premia i ricchi e i furbi. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sostenere che questo accade a causa della crisi economica mondiale che ha messo in ginocchio i conti pubblici, è sbagliato. Certo, i bilanci dello Stato sono a un passo da una situazione di tipo argentino. La necessità di fare cassa è evidente per tutti: nei prossimi mesi, con tutta probabilità, ci troveremo a fronteggiare altri 500.000 senza lavoro. E per i nuovi disoccupati bisognerà per forza trovare qualche nuovo e costoso ammortizzatore sociale. &lt;br/&gt;Questo blog, già in passato, ha però sottolineato come attraverso una tassa patrimoniale del 3 per mille che colpisca i patrimoni familiari superiori a 5 milioni di reddito sia possibile raccogliere 10 miliardi di euro. Molto di più insomma dei 3 miliardi e mezzo che, secondo alcuni calcoli, potrebbe garantire lo scudo fiscale. &lt;br/&gt;Perché, allora, non si batte questa strada?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Accanto alle ragioni politiche - il governo di centro-destra ritiene che la patrimoniale gli alienerebbe il consenso del sul elettorato - ve ne è una che riguarda come al solito l'informazione. I media, e in particolare quelli televisivi, non fanno nulla per ricordare le promesse dei politici. E anzi, quando i fatti smentiscono le loro parole, nascondono sia i fatti che le parole. Insomma quello che tanto scandalizza nel caso escort-minorenni-Berlusconi, e cioè l'assoluta omertà della tv pubblica e privata, è ormai divenuto la regola in qualsiasi campo. Non è un caso. Einaudi ci ha spiegato come alla base di ogni democrazia liberale ci sia un principio semplice, semplice: bisogna conoscere per poter deliberare. &lt;br/&gt;Perché, se la conoscenza è impedita, la bugia diventa un metodo di governo.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-6469985956178756081?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/6469985956178756081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=6469985956178756081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6469985956178756081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6469985956178756081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/la-bugia-come-metodo.html' title='La Bugia Come Metodo'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2173932976747043673</id><published>2009-07-17T23:29:00.000+02:00</published><updated>2009-07-17T23:30:01.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Lo stravagante Silvio Berlusconi &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;[Le Point] &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Vietato ai minori. La sua passione per le giovani donne facili fa scandalo, ma non intacca affatto la sua popolarità.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Buffone! Depravato!”. Che sia a Napoli per presentare il G8 o a Viareggio sui luoghi della catastrofe ferroviaria che è costata la vita a 21 persone, è ormai con questi insulti che Silvio Berlusconi è accolto quando si sposta nella Penisola. Buffone, si può discutere. Depravato, è sicuro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’inchiesta della procura di Bari ha infatti dimostrato la presenza, a più riprese, di ragazze di dubbia virtù nelle residenze del presidente del Consiglio, a Roma come in Sardegna. E Patrizia D’Addario, una di loro, si è presa la briga di registrare le peripezie della notte d’amore passata con ilpadrone di casa. Ma più che le prestazioni, fatturate 2.000 euro, è il bis ogno del Cavaliere di circondarsi di una corte di donne molto giovani che ha scioccato gli Italiani. Il mistero aleggia anche sulla strana relazione tra Silvio Berlusconi e Noemi, una minorenne napoletana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa ricerca di un’eterna giovinezza al fianco di giovani donne in fiore fu immortalata la prima volta nel 2007 da un parapazzo nel giardino di villa Certosa, in Sardegna. Sulle foto si vede Berlusconi circondato da cinque attrici di serie B, candidate al “Grande fratello” o vallette di varietà televisivi. Due di loro sono sedute sulle sue ginocchia. In un altro scatto il Cavaliere passeggia tenendone per mano una da ogni parte. L’ambigua intimità collettiva che scaturisce dagli scatti aveva fatto titolare tutta la stampa sull’ “harem di Berlusconi”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un po’ più tardi, il presidente del Consiglio si frega da solo svelando la sua agenda per dimostrare a che punto si ammazza di lavoro per il bene del suo paese. Tra due appuntamenti politici, i giornalisti stupefatti scoprono nella stessa giornata due “pause” sospette con due giovani attrici. Alcune intercettazioni telefoniche riveleranno che Berlusconi aveva tentato di trovare loro dei ruoli in fiction della RAI. “Comincia a parlare e a diventare pericolosa”, aveva dichiarato a proposito di una di loro per giustificare la sua richiesta con il direttore della fiction della televisione pubblica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel dicembre del 2007 sono 50 giovani donne, per la maggior parte provenienti dal mondo dello spettacolo, ad essere spedite in charter (”love plane”) verso la Sardegna perallietare il capodanno del presidente del Consiglio. d il Cavaliere ha offerto un braccialetto a forma di tartaruga, il simbolo di villa Certosa, e poi, al suono delle orchestre, la truppa si è gioiosamete dispersa nel parco di 100 ettari. Villa Certosa sta a Berlusconi come Neverland stava a Michael Jackson, con la pizzeria e il gelataio, il lago con 1.200 palme, il giardino dai 2.500 cactus (riscaldati da un sistema d’aria condizionata), l’ “orticello della salute”, l’anfiteatro all’aria aperta, la “cascata canadese” e le terme. Il giornodella vigilia di capodanno la moltitudine di ninfette fu condotta da uno squadrone di guardie del corpo nei negozi di Porto Rotondo per uno shopping…limitato a 2.000 euro a testa. Ma il clou del soggiorno rimane, dopo i bagni di mezzanotte in una delle piscine riscaldate e la sarabanda del trenino, l’eruzione notturna del finto vulcano con la lava sintetica che cola in fondo al giardino di villa Certosa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Stesse scene nel 2008. E quest’anno la famosa Noemi, ancora minorenne, prendeva parte alla festa. All’eco delle risate delle giovani donne attirate dalle paillettes della televisione e dal potere si mescolano oggi i propositi di Veronica Lario che invoca pubblicamente la “malattia” di suo marito, “le vergini che si offrono al drago” e i “divertimenti dell’imperatore”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il cavallo di Caligola&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Divertimento, ma non solo. Perché l’intimità del Cavaliere è un formidabile acceleratore di carriere politiche. Ex pin-up di calendari da camionista, Mara Carfagna è diventata…ministro delle Pari Opportunità. Lucia Ronzulli, che sorvegliava con un polso di ferro la disciplina delle giovani ospiti di Villa Certosa, è stata eletta al Parlamento di Bruxelles. E solo una rivoltadei fedelissimi di Gianfranco Fini, il presidente della Camera, ha impedito l’iscrizione di altre sette protette del Cavaliere nelle liste del Popolo della Libertà (PDL) alle ultime elezioni europee. Patrizia D’Addario e Barbara Montereale, tutte e due escort-girls di professione, figuravano nellaper le elezioni amministrative a Bari. In un’intervista, la giovane Noemi confidava dall’alto dei suoi 18 anni e con un candore disarmante: “Per il mio avvenire esito tra lo spettacolo e la politica. Si vedrà, Papi [alias Silvio Berlusconi] se ne occuperà”. Caligola aveva ben nominato senatore il suo cavallo… lista del PDL&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa debolezza di Berlusconi per il gentil sesso lo mette alla mercé di avventurieri. Così l’affarista Gianpaolo Tarantini, ben noto alla polizia di Bari, si erapre fissato come obiettivo di entrare nelle grazie del presidente del Consiglio, che non aveva mai incontrato. Per raggiungere il suo scopo affittò per 100.000 euro, nell’agosto del 2008, una villa vicina alla residenza del Cavaliere in Sardegna. Champagne, cocaina e giovani donne hanno rapidamente fatto delle sue feste il must delle notti sarde. Il suo augusto vicino non ha resistito. “Gianpa” è diventato in qualche mese un intimo di primo rango: un posto nellatribuna del Milan, viaggi con l’aereo del presidente del Consiglio, accesso privilegiato alle più alte istanze del PDL. Fu Tarantini a presentare al Cavaliere Patrizia, all’origine dello scandalo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“D’accordo, ma ci vuole una salute di ferro!”. Numerosi italiani, comprese molte donne, fanno riferimento con una punta d’invidia al supposto priapismo del loro presidente del Consiglio. Eppure, a quasi 73 anni, Silvio Berlusconi porta un pacemaker e ha avuto un cancro alla prostata. Piuttosto che a quella del Divin Marchese, l’universo erotico del Cavaliere sembra ispirarsi ad un assaggio di bambini destinato a celebrarlo. Con rare eccezioni, le giovani donne che hanno condiviso la sua intimità raccontano tutte le stesse serate: qualche coppa di champagne, Berlusconi al piano che interpreta il repertorio di Charles Trenet, un karaoke, la visione delle videocassette degli incontri del presidente del Consiglio con i grandi della terra, diapositive delle sue sette ville alle Bermuda, la distribuzione di gioielli di bijotteria di cui ha le tasche piene, una passeggiata nel giardino con annesso corso botanico, talvolta mano nella mano con l’eletta del momento. “Berlusconi ha il terrore di invecchiare e di morire, dichiara Marcello Veneziani, editorialista di destra e vicino del cerchio berlusconiano. Le sue patetiche dimostrazioni di vitalità servono a dimostrare che è sempre giovane. Si attacca a un mondo di paillettes e di ragazze denunate per scappare all’orrore del suo volto senza trucco, alla calvizie, ai dolori, alla vecchiaia”. Ex compagna di un ministro del primo governo Berlusconi che, per prima, ha denunciatola turpitudine della corte del presidente del Consiglio negli anni ‘90, Stefania Ariosto gli fa eco: “L’esibizionismo sessuale di Berlusconi, che si è aggravato, è dovuto alla senilità ed all’intervento chirurgico che l’ha molto indebolito”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Silvio Berlusconi è ossessionato dalla sua immagine. L’impressione, quando lo si incontra in carne ed ossa, è stupefacente. Gli impianti, la bassa statura malgrado le scarpe con i tacchi, il volto liftato e completamente liscio sotto uno spesso strato di fondotinta arancio evocano un narcisismo forsennato. Ma molto presto l’incredibile vitalità e la naturale simpatia - Silvio è in privato un formidabile charmeur, anche i suoi avversari politici più accaniti lo riconoscono - spazzano via l’imbarazzo iniziale. Dietro questa spontaneità apparente niente è tuttavia lasciato al caso. Dapiù di vent’anni, Miti Simonetto, una delle sue più vicine collaboratrici, compra foto, vecchie o recenti, che non corrispondono all’immagine che il capo vuole riflettere. L’iconografia ufficiale ne è più che rivelatrice. Al fianco di foto che lo mostrano come un magnate davanti ai plastici di grandi progetti immobiliari, il Cavaliere ha mantenuto immagini della sua giovinezza, sigaretta in bocca e borsalino sulla testa, a metà strada fra Latin lover e il Jean Gabin dei films di gangsters. Berlusconi è molto fiero della sua virilità “bad boy” e, finché non sono diventate un problema politico, le indiscrezioni sulla sua vita privata lo hanno lusingato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il suo capolavoro in materia di comunicazione resta tuttavia “Una storia italiana”, l’agiografia spedita alla vigilia delle elezioni del 2001 a più di 12 milioni di famiglie italiane. Il libro mostra la famiglia Berlusconi che posa davanti alle aiuole fiorite, con bambini biondi che corrono sullo sfondo, il tutto narrato nello stile che il Cavaliere ha sempre imposto ai dirigenti delle sue televisioni: “State parlando ad un pubblico che non ha il diploma di terza media”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Tecnicamente immortale”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma “hollywoodizzare” il suo corpo non è bastato, il Cavaliere ha voluto sacralizzarlo. Nel 1994 dichiara di essere stato “unto dal signore”. Nel giardino della sua dimora milanese, Villa San Martino, ha fatto costruire per la sua gloria il mausoleo dove riposerà circondato, quando sarà venuta anche la loro ora, dai suoi più fedeli apostoli: Emilio Fede, Fedele Confalonieri, Marcello Dell’Utri, accessoriamente condannato a otto anni di prigione per associazione mafiosa…&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un coro d’adoratori alimenta il mito berlusconiano. Più volte ministro, Claudio Scajola non ha paura dell’enfasi quando dichiara: “Berlusconi è il sole al quale noi tutti vogliamo scaldarci”. Il suo collega Enrico La loggia propone di sconvolgere il calendario gregoriano indicando il 1994 - anno dell’entrata di Berlusconi in politica - come l’anno 1 dell’era berlusconiana. Emilio Fede, direttore del telegiornale di Rete4, una delle reti nazionali dell’imperom ediatico del Cavaliere, confessa di invidiare il cameriere del suo datore di lavoro poiché questi ne può condividere ogni mattina l’intimità. Sandro Bondi, attuale ministro della Cultura, gli dedica regolarmente delle poesie. L’inno del PDL, di cui Berlusconi è presidente, si intitola “Meno male cheSilvio c’è”. Um berto Scapagnini, ex sindaco di Catania e medico personale di Berlusconi, descrive con un’emozione mistica il raggio di sole che ha attraversato un nero cielo da temporale il momento in cui il Cavaliere arriva nella sua città. Prima di decretare il suo paziente preferito “tecnicamente immortale”. Silvio Berlusconi ringrazia, ma non chiede tanto. Immortale no, ma afferma di dormire tre ore al giorno e di fare l’amore praticamente altrettante, ed ha dichiarato, qualche mese prima del suo 73° compleanno, di sentirsi un uomo di 35 anni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’informazione interamente in sua gloria&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Cavaliere non capisce come mai la stampa non tessa sistematicamente le sue lodi. “Riversano su di me un fiume di menzogne, non è che un tentativo di colpo di Stato”, ha ancora dichiarato a proposito delle timide rivelazioni sull’affare Patrizia D’Addario. Affermazione come minimo paradossale. Berlusconi è proprietario della metà delle reti televisive nazionali che distillano, con stili differenti, un’informazione interamente in sua gloria. Una menzione speciale va al giornale di Rete4, che farebbe impallidire d’invidia il “Caro Leader” nord-coreano. Silvio Berlusconi possiedeanche una serie di quotidiani, un settimanale molto influente, dei mensili e la più grande casa editrice italiana. In quanto presidente del Consiglio, ha piazzato uomini di fiducia in tutti i posti chiave della RAI. Così il TG di Rai1, la messa solenne dell’informazione italiana, non ha ancora accennato alla presenza di prostitute nel domicilio del presidente del Consiglio. “I giornalisti del mio gruppo, come quelli del servizio pubblico, sono contro di me perché vogliono mostrare la loro indipendenza”, ha tuttavia affermato recentemente il Cavaliere ai microfoni di France 2. Dimentica di averpreteso , ed ottenuto, la testa di giornalisti scomodi, nel 2001, durante un discorso tenuto a Sofia e passato ai posteri col nome di “editto bulgaro”. Solo Rai3, una rete pubblica, è sfugita alla censura del regime. Questo controllo dell’informazione permette di gestire il quotidiano, ma ha ugualmente giocato un ruolo nella berlusconizzazione del paese fino al linguaggio comune. Prima che Silvio entrasse in politica, un “azzurro” era un tifoso della nazionale di calcio italiana e un “moderato”, un elettore di centro. Oggi un “azzurro” è un militante del PDL e un “moderato”…un elettore di Berlusconi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’uomo forte della Penisola nutre ugualmente un particolare rancore nei riguardi dei giornalisti stranieri, colpevoli di averlo ingiustamente ridicolizzato agli occhi del mondo. Nessuno in questo “covo di comunisti manovrati dall’opposizione” è ben visto ai suoi occhi. Il Times di Londra, il New York Times o il giornale britannico The Economist sono relegati al rango di cartastraccia marxisti. Per non parlare del quotidiano spagnolo El Pais, che ha pubblicato per primo le foto delle gioviali serate di Silvio. L’ambasciatore d’Italia a Madrid ha richiesto il licenziamento del giornalista troppo impertinente, Miguel Mora.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La difficoltà nel raccontare l’Italia berlusconiana non è tuttavia dovuta ai piccoli grattacapi quotidiani, ma all’inverosimiglianza di quello che accade. I giornali americani, in particolar modo, hanno serie difficoltà a far capire al loro pubblico tutte le sottigliezze barocche del Cavaliere. Star del blog del New York Tmes, Robert Mackey ha scelto la parabola seguente: ” Immaginate un mondo nel quale Donal Trump possedesse la NBC, fosse il presidente degli Stati Uniti e offrissea Miss California una poltrona al Senato in cambio dei suoi favori. Non sareste che a metà strada di quel che succede in Italia”. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2173932976747043673?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2173932976747043673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2173932976747043673' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2173932976747043673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2173932976747043673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/visti-da-fuori_17.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4731667079404560869</id><published>2009-07-16T21:36:00.001+02:00</published><updated>2009-07-16T21:36:14.488+02:00</updated><title type='text'>Obama loda il “grande” leader italiano per la sua integrità - ma non è Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'/&gt;[The Times] &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Molti italiani si rallegreranno delle parole pronunciate dal Presidente Obama che, arrivato in Italia ieri per il suo primo G8, ha elogiato il “grande leader” della nazione. Questa figura autorevole gode dell’“ammirazione del popolo italiano”, non solo per l’esperienza al servizio dello Stato, ma per “la sua integrità e la sua cortesia”.&lt;br/&gt;“Voglio solo confermare che tutto quello che ho sentito su di lui è vero. È uno straordinario gentiluomo, un grande leader di questo Paese”, ha aggiunto Obama. Stava parlando del Presidente Napolitano, Capo dello Stato, non di Berlusconi.&lt;br/&gt;La Casa Bianca ha tentato di smentire le voci secondo cui i complimenti , non estesi a Berlusconi, sottintendessero una velata critica al Presidente del Consiglio e ai suoi scandali. Quando è stato chiesto a un portavoce della Casa Bianca se le lodi di Obama alle qualità di Napolitano implicassero un’allusione alla mancanza delle stesse in Berlusconi, ha risposto: “Non leggerei troppo tra le righe. A volte intendiamo esattamente ciò che diciamo”.&lt;br/&gt;Ma gli italiani potrebbero trarne una conclusione diversa. Altre fotografie scattate nella villa sarda di Berlusconi sono in vendita, tra cui quella di due donne che si baciano di fronte al premier. Forse il “bacio saffico” era uno “scherzo” messo in piedi dalle due donne per imbarazzare il Presidente del Consiglio, suggerisce Libero, quotidiano di destra, in un’intervista al fotografo.&lt;br/&gt;Forse. Ad ogni modo, Berlusconi sperava che non venissero alla luce nuove foto all’apertura dei lavori del vertice, che non fossero annunciate altre inchieste sui festini in Sardegna e Roma e, infine, che non ci fossero più donne pronte a raccontare delle presunte notti di passione passate con il Presidente.&lt;br/&gt;Nonostante le premesse, il primo giorno è andato bene. Malgrado i dolori per l’artrite al collo che lo affliggono dallo scoppio degli scandali ad aprile sulla sua vita privata, Berlusconi ha elargito sorrisi salutando i partner del G8 come se le rivelazioni che hanno spinto la moglie a chiedere il divorzio non ci fossero state. I leader hanno fatto altrettanto: Obama lo ha baciato sulle guance, Angela Merkel gli ha preso la mano e Gordon Brow lo ha abbracciato. La mattina, prima dell’inizio del vertice, Berlusconi ha accompagnato la Merkel in una visita a Onna, uno dei paesi dell’Abruzzo colpiti dal terremoto di aprile e che la Germania si è impegnata a ricostruire come risarcimento per il massacro nazista di 17 cittadini nel 1944.&lt;br/&gt;Alla conclusione dei lavori del primo giorno sul futuro dell’economia mondiale e sul cambiamento climatico, Berlusconi ha accompagnato Obama e Medveded in una visita analoga alle rovine de L’Aquila, in linea con lo “spirito sobrio” del vertice. Berlusconi ha regalato ai leader del G8 un parka nero di Belstaff, che produce soprabiti per le star, con versione chic per le mogli dei leader.&lt;br/&gt;“Saranno gli italiani a decidere se Berlusconi sia o meno un leader legittimo” ha affermato Franco Frattini, Ministro degli Esteri, rispondendo a quelli che definisce attacchi infondati dei media stranieri. Berlusconi continua spavaldo: “Ciò che conta è la realtà, non le calunnie” ha dichiarato, condannando aspramente le voci su una presunta espulsione dell’Italia dal G8 che sarebbe poi rimpiazzata dalla Spagna.&lt;br/&gt;Ancora ci si interroga se il vertice debba essere considerato un successo. Il Corriere della Sera ha dichiarato che il Governo ha compiuto “uno sforzo immane” per trasferire all’ultimo minuto quest’evento, che originariamente doveva ternersi in Sardegna. Ma, continua il quotidiano, il comportamento di Berlusconi verso le donne e i conseguenti attacchi alla sua persona sono stati una “delegittimazione” che ha danneggiato l’immagine dell’Italia e i problemi di Berlusconi sono ben lungi dall’essere risolti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4731667079404560869?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4731667079404560869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4731667079404560869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4731667079404560869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4731667079404560869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/obama-loda-il-grande-leader-italiano.html' title='Obama loda il “grande” leader italiano per la sua integrità - ma non è Berlusconi'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-8947696440931897356</id><published>2009-07-13T20:36:00.001+02:00</published><updated>2009-07-13T20:36:31.059+02:00</updated><title type='text'>Passaparola del 13 Luglio 2009</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7WEoRkt1QL0&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7WEoRkt1QL0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-8947696440931897356?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/8947696440931897356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=8947696440931897356' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8947696440931897356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8947696440931897356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/passaparola-del-13-luglio-2009.html' title='Passaparola del 13 Luglio 2009'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-3687264843983625021</id><published>2009-07-12T21:59:00.001+02:00</published><updated>2009-07-12T21:59:30.612+02:00</updated><title type='text'>Ghedini e Alfano chiavi in mano</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'&gt;Signornò&lt;br/&gt;da l'Espresso in edicola&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;A furia di sentir ripetere dal cosiddetto ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e dal vero Guardasigilli, on. avv. Niccolò Ghedini, che "per la mafia la legge sulle intercettazioni non cambia nulla", un gruppo di delinquenti comuni di Palermo si sono lasciati travolgere dall'entusiasmo. Si son portati avanti col lavoro, senz'attendere il voto finale del Parlamento. E uno si è tradito. Così sono finiti tutti e cinque in galera il 22 giugno per associazione a delinquere finalizzata a varie truffe aggravate: "Spendevano nomi di persone defunte" per ottenere contratti di finanziamento da società finanziarie per la bellezza di 554 mila euro. Il 18 dicembre erano riuniti per organizzare i piani di battaglia, ignari di essere ascoltati. Uno, in verità, qualche dubbio l'aveva: "Allora possiamo parlare qua, giusto?". Un altro, che aveva colto al volo il senso della legge Alfano, ma aveva anticipato un po' i tempi, gli ha risposto: "Le microspie ci stanno per situazioni di mafia, qui noi stiamo parlando di truffe, quindi possiamo parlare". Ed è esploso in una sonora risata. Ma c'era poco da ridere.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le microspie erano in agguato, la nuova legge non era ancora attiva. Se lo fosse stata, avrebbe avuto ragione lui. Non perché, in teoria, i giudici non possano più intercettare i truffatori (com'era nella prima versione della norma, che escludeva gli ascolti per tutti i reati con pene inferiori ai 10 anni, truffe incluse). Ma perché per tutti i reati, salvo mafia, terrorismo e sequestro di persona, per disporre le intercettazioni la nuova legge richiede "evidenti indizi di colpevolezza" su qualcuno: il giudice, in pratica, dovrà già conoscere il nome del colpevole. Nel qual caso, fra l'altro, non avrà più bisogno di intercettarlo. Di solito infatti si intercetta per scoprire il colpevole, non viceversa. Per le microspie, poi, il limite imposto dalla nuova legge è ancor più demenziale: l'intercettazione ambientale è consentita solo nei luoghi dove si sta commettendo un reato. E siccome la cimice serve proprio a scoprire se si sta commettendo un reato, è impossibile saperlo prima di averla piazzata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Si dirà: se i truffatori fossero mafiosi, sarebbero intercettabili anche con la nuova legge.&lt;br/&gt;Eh no, qui casca l'asino: nessuno può dire in partenza, inseguendo una truffa, se i suoi autori sono mafiosi o no. "Lo scopriremo solo vivendo", cantava Battisti. Nel nostro caso, intercettando. Ma la geniale coppia Ghedini-Alfano ha stabilito che il pm debba scoprirlo per scienza infusa, prima di intercettare. Mission impossible. Il nostro presunto truffatore, che ora è in carcere per troppa fiducia nel governo, va comunque ringraziato. Con quella frase lapidaria ("Stiamo parlando di truffe, quindi possiamo parlare") ha riassunto come meglio non si poteva l'assurdità psichedelica della legge, quasi immolandosi per fornircene una prova preventiva su strada. The future is now.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-3687264843983625021?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/3687264843983625021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=3687264843983625021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3687264843983625021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3687264843983625021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/ghedini-e-alfano-chiavi-in-mano.html' title='Ghedini e Alfano chiavi in mano'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-7255785918952860680</id><published>2009-07-11T20:56:00.001+02:00</published><updated>2009-07-11T20:56:33.360+02:00</updated><title type='text'>Per ridere un po'</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/X2onx6eOBps&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/X2onx6eOBps&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="480" height="295"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-7255785918952860680?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/7255785918952860680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=7255785918952860680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7255785918952860680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/7255785918952860680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/per-ridere-un-po.html' title='Per ridere un po&amp;#39;'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-834068996318737033</id><published>2009-07-10T21:53:00.003+02:00</published><updated>2009-07-10T21:53:48.744+02:00</updated><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;font face='verdana'&gt;[Dagens Nyheter] &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I leader dei paesi più ricchi del mondo che compongono il gruppo del G8 hanno molte crisi da affrontare nell’incontro di oggi a L’Aquila, in Italia. Sul posto, tra i pezzi grossi, c’è anche il premier Fredrik Reinfeldt, nel suo ruolo di presidente dell’UE. Reinfeldt spera che vengano prese misure concrete per il clima e, visto l’impegno mostrato dal presidente Obama in materia, l’obiettivo non è irraggiungibile.&lt;br/&gt;All’ordine del giorno ci sono anche la crisi finanziaria, la minaccia nucleare, il commercio internazionale e l’aiuto per lo sviluppo dell’Africa. Il gruppo ha in precedenza promesso di raddoppiare il suo sostegno all’Africa, ma tra gli altri l’Italia non ha mantenuto l’impegno preso.&lt;br/&gt;Negli ultimi anni il G8, che cominciò come club a inviti nel 1975, è stato messo in ombra dal G20, in cui oggi sono incluse superpotenze economiche come Cina e India.&lt;br/&gt;Per un Berlusconi sotto pressione, l’incontro è un’ottima occasione per spostare i riflettori dai propri scandali. Tra gli ultimi un divorzio e giovani donne seminude. In aprile L’Aquila è stata duramente colpita da un terremoto in cui sono morte 300 persone. Anche questa settimana sono state avvertite diverse scosse.&lt;br/&gt;Eppure questa città traumatizzata deve ospitare il G8. Berlusconi vuole evitare che le proteste antiglobalizzazione rubino la scena come successe a Genova nel 2001. Lanciare pietre e azzuffarsi con la polizia tra i senzatetto delle tendopoli de L’Aquila sarà piuttosto difficile.&lt;br/&gt;L’Italia ha giganteschi problemi strutturali, che l’imbellettato premier non sta fronteggiando. Oltre alle difficoltà con la mafia, c’è un’economia marcia. Il debito pubblico supera ampiamente le regole dell’UE e ora ammonta al 106 percento del PIL.&lt;br/&gt;La produttività è scesa costantemente dal 2000. Nel suo insieme, il paese continua cioè a peggiorare ogni anno per quanto riguarda la produzione di beni e servizi. Contemporaneamente, i salari aumentano. In questo modo, la competitività globale dell’Italia è fortemente minata.&lt;br/&gt;Per un paese industrializzato si tratta di una catastrofe. Dato che le riforme di economia e mercato del lavoro, così eccessivamente regolati, tardano ad arrivare, l’Italia rischia di mettere a repentaglio l’intera cooperazione europea.&lt;br/&gt;Per ora gli italiani dovranno però accontentarsi del clown Berlusconi. L’Italia, così come l’Europa, si merita di meglio.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-834068996318737033?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/834068996318737033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=834068996318737033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/834068996318737033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/834068996318737033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/visti-da-fuori_10.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-6052463933333836305</id><published>2009-07-10T21:39:00.001+02:00</published><updated>2009-07-10T21:39:13.820+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Visti da Fuori</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;[Le Monde] &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Silvio Berlusconi ha voluto fare un colpo di scena organizzando il G8 nella città dell’Aquila, distrutta da un sisma lo scorso aprile. Ma con la mancanza di preparazione del vertice, la sua agenda priva di progetti ambiziosi e il malcontento della popolazione, il presidente del Consiglio viene attaccato da tutte le parti. Così, l’uomo politico ed ex magistrato Antonio di Pietro ha acquistato un’intera pagina nell’International Herald Tribune del 9 luglio. In questo “appello alla comunità internazionale “, l’ex magistrato allerta l’opinione pubblica sullo stato della democrazia in Italia. ” Il governo Berlusconi ha proposto un nuovo progetto di legge, la legge 128 o legge Alfano dal nome del ministro della giustizia Angelino Alfano, che renderebbe impossibile processare il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, il presidente della Camera dei deputati e del Senato.” Secondo l’ex giudice, Silvio Berlusconi insiste sull’introduzione di questa legge per evitare di essere processato in due casi in cui avrebbe corrotto un testimone, ” Mi appello alla comunità internazionale per far circolare questa informazione […] per evitare che la nostra democrazia si trasformi in dittatura.” E’ ugualmente quello che desidera un gruppo di internauti che hanno pagato di tasca propria una pubblicità stampata a tutta pagina nel giornale italiano La Repubblica dell’8 luglio. Un gruppo di Facebook che conta più di 3800 membri e un blog sostengono la loro azione: “Silvio Berlusconi ha invitato i giovani imprenditori italiani a boicottare i giornali che dicono la verità sulla crisi economica interrompendo i loro investimenti pubblicitari […]. E’ la prima volta in Occidente che un capo del governo minaccia la libera concorrenza invitando a boicottare i giornali che non gli piacciono!” “FORSE NON E’ IL LUOGO MIGLIORE PER ORGANIZZARE DEI VERTICI SERI” Il Corriere dell sera rivela che il dossier consegnato ai giornalisti dalla Casa Bianca contiene una biografia completa di ogni capo di Stato.. trannedi Silvio Berlusconi, che ha diritto solamente alla ” sua data e luogo di nascita, nazionalità, professione, ultima vittoria elettorale, data di inizio del nuovo mandato. Fine.” Bisogna dire che al G8 tenutosi in Giappone a luglio 2008, il servizio stampa della Casa Bianca aveva pensato bene di indicare che Berlusconi è ” uno dei capi di Stato più controversi della storia del paese”, accusato di corruzione e di estorsione. Silvio Berlusconi è inoltre il bersaglio della stampa estera, ed è impegnato da due giorni in un duello a distanza con il quotidiano britannico The Guardian. Quest’ultimo aveva rivelato lunedì, ossia due giorni prima dell’apertura del vertice, che i preparativi erano cosi caotici e disordinati che gli altri Stati del gruppo avrebbero ipotizzato di eliminare l’Italia dalla lista dei membri e di farci entrare la Spagna. L’articolo cita Richard Gowan, specialista di relazioni internazionali alla New York University : ” Già a partire da gennaio, gli italiani ripetevano di non avere nessuna visione a lungo termine per il vertice e che se l’amministrazione Obamaavesso avuto delle idee, sarebbebro stati entusiasti di ricevere le sue istruzioni.” Berlusconi non ha mancato di qualificare le accuse del Guardian come “colossali errori da parte di un piccolo giornale” . Nel suo editoriale del giorno dopo, dal titolo ” L’Italia: inadatta all’organizzazione di vertici”, il giornale replica: “Se gli italiani non inizieranno ad esigere serie regole di condotta per i propri dirigenti, il paese forse non è il luogo migliore per organizzare dei vertici seri.” Dal canto suo, la popolazione dell’Aquila non dimentica di protestare a suo modo: lettere giganti formanti la frase: “Yes, we camp” sono disposte nei campi per ricordare che 24 000 sfollati vivono ancora nelle tende, in attesa dei lavori di ricostruzione che non sono ancora cominciati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="flockcredit" style="text-align: right; color: #CCC; font-size: x-small;"&gt;Pubblicato con &lt;a href="http://www.flock.com/blogged-with-flock" style="color: #999; font-weight: bold;" target="_new" title="Flock"&gt;Flock&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-6052463933333836305?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/6052463933333836305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=6052463933333836305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6052463933333836305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6052463933333836305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/visti-da-fuori.html' title='Visti da Fuori'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-607542904873149006</id><published>2009-07-02T21:27:00.000+02:00</published><updated>2009-07-02T21:28:38.265+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gomez'/><title type='text'>Il postino e il premier</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Vanity Fair, 1 luglio 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Rientrato da L’Aquila, passo per un giorno da Cagliari. Una mia amica mi racconta che il suo postino, da tre settimane, ospita a casa una famiglia abruzzese. Il postino fa parte di una associazione di volontariato e in casa ha un paio di stanze in più. Si è offerto senza dirlo troppo in giro. Adesso si rallegra che la famiglia abruzzese possa godersi un po’ di mare, lontano dai lutti e dalle tende. E siccome insieme si trovano bene ha offerto alla famiglia di rimanere anche a luglio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;La mia amica mi racconta che il postino è simpatico. Gira tutti i giorni con un ciclomotore, gli occhiali da sole e un borsone a tracolla pieno di lettere. Ha una quarantina d’anni, una moglie, un figlio. E’ sempre allegro. Il che lo rende un’eccezione tra i sardi che di solito sorridono senza farsene accorgere. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quando lo incontro, il postino si stupisce del mio stupore. Come tutte le persone per bene non considera il bene un’eccezione. Lo fa e basta. Guadagna 1300 euro al mese. Più o meno come sua moglie anche lei impiegata alle Poste. Ogni mattina uno dei due accompagna la famiglia abruzzese al Poetto, la spiaggia di Cagliari, che ha ancora il mare tirato a specchio. Nel pomeriggio la famiglia rientra con la corriera, fa un po’ di spesa, cucina alla maniera abruzzese, dà una mano in casa. Dice il postino: “La sera è bello perché ci raccontiamo le nostre vite che sembravano distanti e invece sono vicine”. Non vuole essere citato, gli sembrerebbe di vantarsene. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Salutandolo penso a un tizio che in diretta tv, promise di aprire un paio delle sue venti ville ai terremotati. Sembrava commosso, invece voleva solo fare colpo sugli elettori e le ragazze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;(Vignetta di Natangelo)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-607542904873149006?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/607542904873149006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=607542904873149006' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/607542904873149006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/607542904873149006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/07/il-postino-e-il-premier.html' title='Il postino e il premier'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2093621296304860070</id><published>2009-06-13T21:22:00.001+02:00</published><updated>2009-06-13T21:28:06.037+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>Silvio fai pena. Adesso vattene.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;[The Guardian] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Per motivi legali, l’Observer non vi può far vedere le fotografie scattate durante una festa tenuta dal Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, all’ormai famosa Villa Certosa in Sardegna. Ora vi darò un momento per rendervi conto della vostra fortuna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Le foto, apparse sul quotidiano spagnolo El Pais, a quanto pare ritraggono una festa per una delegazione della Repubblica Ceca a cui partecipano Berlusconi, ragazze in topless e, si presume, un uomo piegato su una piscina in “stato d’eccitazione”. L’ex Premier ceco Mirek Topolanek ha confermato di essere lui nella fotografia, ma ha dichiarato che: “E’ stata modificata e la foto non è autentica.” Qualcuno ha qualche motivo per non credergli?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Berlusconi, da parte sua, è già sotto inchiesta per aver usato gli aerei di Stato per trasportare degli ospiti succintamente vestiti ed è anche nei guai a causa di diciottenni, per la sfilata senza fine di “amiche in tanga” (ecc, ecc), ha querelato El Pais poiché secondo lui le fotografie sono un’invasione della sua privacy e l’hanno screditato alla vigilia delle Elezioni europee. La verità è che, qualunque cosa succeda ai votanti italiani questo fine settimana, non è forse arrivata l’ora per noi di urlare: “Lascia stare Silvio, sporca capra della politica europea, il mondo ne ha già avuto abbastanza?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Dovete capire che non si tratta di un’indignazione istintiva - semmai, l’impulso, sì, è sempre stato quello di trovare Berlusconi patetico, ma anche di riconoscergli dei meriti, qualcuno che incitava a discutere. È stato particolarmente divertente quando i Blair ci sono andati per quella famigerata vacanza gratis, leccando i piedi al loro caro amicone Silvio, il quale sfoggiava la sua bellezza indossando la sua bandana o piuttosto un sosia della nonna di Carlos Santana, in qualunque modo preferiate vederlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Questo sembra sia stato il punto di forza di Berlusconi, sia con gli italiani sia con gli altri, lui era in qualche modo una “canaglia adorabile” un po’ in là con gli anni, un vero personaggio che non si sarebbe mai abbandonato a qualcosa di così banale come il politicamente corretto. Perfino i nomi in codice che si era scelto per le festa in villa (Papi) suggeriscono che fosse interessato solamente a una “dittatura” in stile benevolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Tuttavia, quando ci pensate, che cosa c’è di così adorabile in un uomo anziano, ricco e potente che si circonda di ragazze mezzo nude? Dov’è il vero senso del personaggio in tutto questo narcisismo? In effetti, proprio come quando un uomo sposato e disinvolto al pub ci prova di continuo può essere divertente all’inizio, col passare del tempo il suo comportamento diventa stancante, fastidioso e anche piuttosto viscido. Piaccia o meno, “la continenza sessuale come questione politica” non è finita assieme al mandato presidenziale di Bill Clinton. Dopo tutto, il Presidente del Consiglio italiano è uno dei dignitari più potenti d’Europa, qualcuno che ha abbastanza influenza per dichiarare o fermare le guerre; è chiedersi troppo se ogni volta che uno punta lo sguardo su di lui non parte subito nella testa la sigla di Benny Hill?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Sarebbe troppo sperare che la villa in cui spende i suoi “momenti d’ozio” non faccia concorrenza alla villa di Playboy per essere il “parco di divertimenti sessuali per uomini di mezza età più pateticamente stereotipato?” Ecco, se non altro, Berlusconi è colpevole di far impallidere gli eccessi dei Baccanali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E’ troppo? È quasi come se tutto ciò che poteva andare storto a un uomo bianco di mezza età sia successo a Berlusconi. È diventato marcio; una crisi di mezza età andante che indossa dei pantaloncini Vilbrequin. E ne ha 72 di anni! Al che alcuni potrebbero gridare, beh, beato lui. Che male c’è? Ma io potrei argomentare che ci sono parecchie cose che non vanno, così come ce n’erano nel caso Clinton-Lewinsky. Poiché, in questo contesto, ciò che appare come una dimostrazione di virilità e potenza sessuale è senza dubbio una completa mancanza di controllo, per non dire un senso di onnipotenza, di sconvolgente disprezzo per quelle persone da loro considerate inferiori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Questo è il motivo per cui Berlusconi dovrebbe finalmente andarsene - non perché “non riesce a tenerlo dentro ai pantaloni”, ma perché, proprio come Bill, non è interessato, e chiaramente non considera di occupare una qualsivoglia posizione in cui debba rispondere ai “lacché” che l’hanno votato. In questo modo, Berlusconi è diventato la personificazione del potere diventato rancido. È chiaro, magari siete convinti che noi siamo messi male con Brown - ma date un’occhiata alla Sardegna e riflettete su ciò che altri Paesi sono costretti a subire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Per quanto riguarda Berlusconi, forse il massimo sarebbe se, ad un certo punto durante le elezioni europee, qualcuno gli iniettasse discretamente del bromuro e lo trascinasse senza fare rumore da parte. Da un punto di vista politico e libidinoso, potrebbe essere considerata eutanasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jun/07/barbara-ellen-berlusconi-photographs&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2093621296304860070?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2093621296304860070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2093621296304860070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2093621296304860070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2093621296304860070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/silvio-fai-pena-adesso-vattene.html' title='Silvio fai pena. Adesso vattene.'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4030953408392690932</id><published>2009-06-11T20:49:00.001+02:00</published><updated>2009-06-11T20:49:47.275+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Travaglio'/><title type='text'>Criminali in parlamento</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;I piduisti amici del boss mafioso Vittorio Mangano e di altri noti criminali ce l'hanno fatta. Tra ieri e oggi, nel silenzio complice di buona parte della stampa italiana, è stata abolita la libertà di parola. D'ora in poi, salvo ripensamenti del Senato, sarà impossibile raccontare sulla base di atti giudiziari i fatti e i misfatti delle classi dirigenti. Chi lo farà rischierà di finire in prigione da 6 mesi a tre anni, di essere sospeso dall'ordine dei giornalisti e, soprattutto, dal suo giornale, visto che gli editori andranno incontro a multe salatissime, fino a un massimo di 465.000 euro.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il plurimputato e pluriprescritto Silvio Berlusconi per raggiungere il risultato è stato costretto a ricorrere al voto di fiducia. Le nuove norme contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche sono infatti talmente indecenti da risultare indigeste persino a un pezzo importante della sua maggioranza. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Da una parte, s'interviene sul diritto-dovere d'informare con disposizioni grossolane e illiberali stabilendo, per esempio, che le lettere di rettifica vadano pubblicate integralmente (anche dai blog) senza possibilità di replica. Insomma, se un domani Tizio scriverà a un giornale per negare di essere stato arrestato, la sua missiva dovrà finire in pagina, in ogni caso e senza commenti, pur se inviata dal carcere di San Vittore. Dall'altra, per la gioia di delinquenti di ogni risma e colore, si rendono di fatto impossibili le intercettazioni. Gli ascolti saranno infatti autorizzati, con una procedura farraginosa e lentissima, solo in presenza di «evidenti indizi di colpevolezza». Cioè quando ormai si è sicuri che l'intercettato è colpevole. E in ogni caso non potranno durare più di due mesi. Inoltre le microspie potranno essere piazzate solo nei luoghi in cui si è certi che vengano commessi dei reati: detto in altre parole, è finita l'epoca in cui le cimici nascoste nelle auto e nei salotti dei mafiosi ci raccontavano i rapporti tra Cosa Nostra e la politica.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Che Berlusconi e un parlamento formato da nominati e non da eletti dal popolo, in cui sono presenti 19 pregiudicati e una novantina tra indagati e miracolati dalla prescrizione e dall'amnistia, approvi sia pure tra qualche mal di pancia leggi del genere non sorprende. A sorprendere sono invece le reazioni (fin qui pressoché assenti) di quasi tutti i direttori dei quotidiani e dei comitati di redazione dei telegiornali (dai direttori dei tg, infatti, non ci si può aspettare più nulla). Quello che sta accadendo in parlamento dovrebbe essere la prima notizia del giorno. E invece a tenere banco è la visita di Gheddafi e le polemiche intorno alla sua figura di dittatore. Così a furia di parlare di Libia nessuno si accorge di come il vero suk sia ormai qui, a Roma, tra Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi. E di come, tra poco, nessuno potrà più raccontarlo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4030953408392690932?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4030953408392690932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4030953408392690932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4030953408392690932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4030953408392690932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/criminali-in-parlamento.html' title='Criminali in parlamento'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-8821204883862179226</id><published>2009-06-11T20:47:00.001+02:00</published><updated>2009-06-11T20:47:20.443+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>In Italia le domande le fanno i nemici, punto</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;[The New York Times] &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Roma - Ho ricevuto una telefonata la scorsa settimana da un amico italiano, un reporter investigativo. Aveva appena parlato con un magistrato italiano che voleva sondare una teoria. Il magistrato si chiedeva - in tutta serietà - se il mio recente articolo sul New York Times sulla vita personale del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potesse essere una prova che il sindaco Michael R. Bloomberg, invidioso dell’impero mediatico di Berlusconi, mi stesse usando per smontare il Presidente del Consiglio.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il mio amico ha rapidamente e giustamente scartato la teoria per quello che era: insensata. Ma il fatto che fosse stata avanzata da un rispettabile magistrato vi dice quasi tutto quello che avete bisogno di sapere su come funziona il potere in Italia. La dice lunga anche sul successo inarrestabile di Berlusconi, un fenomeno tanto strano per gli americani quanto lo sono le leggi sul conflitto di interessi per gli italiani.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Gli americani si chiedono da sempre come l’Italia possa continuare a votare Berlusconi, i cui problemi legali -per non menzionare le recenti minacce di divorzio da parte della moglie e le sue accuse di flirt del marito con donne molto giovani- avrebbero rovesciato i governi da qualsiasi altra parte.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Ma gli italiani non sempre vedono le cose in questo modo. In Italia, l’abuso d’ufficio è una sorta di concetto astratto, nonostante un tribunale italiano stia ora investigando se Berlusconi l’abbia commesso quando ha utilizzato aerei del governo per trasportare ospiti, inclusi un cantante napoletano e una ballerina di flamenco, a feste di gala nella sua villa in Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Berlusconi ha liquidato tutto ciò, come ha fatto con tutte le altre accuse di scorrettezze, come una campagna contro di lui organizzata da magistrati e giornalisti di sinistra. A suo avviso, vogliono screditare la sua coalizione di centro-destra in vista delle elezioni di questo weekend per il Parlamento Europeo, che ancora una volta si aspetta di vincere.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Sebbene largamente fuori dall’obiettivo nel mio caso, la teoria del magistrato su Bloomberg non è del tutto insensata. Berlusconi la scorsa settimana ha ipotizzato in un’intervista che il Times di Londra avesse pubblicato editoriali critici su di lui perché di proprietà di Rupert Murdoch, proprietario di Sky ovvero il più grande attore nel mercato della TV italiana via cavo dopo Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;In Italia, questa è ordinaria amministrazione. L’opinione generale è che tutti usano i mezzi a propria disposizione per combattere i propri rivali.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La vera questione qui è che l’Italia non è una meritocrazia. E’ una società feudale molto evoluta in cui ognuno è visto, ed inevitabilmente è, il prodotto di un sistema, o di un protettore. Durante gli anni del dopoguerra, i democristiani appoggiati dagli americani, i comunisti appoggiati da Mosca e i socialisti orientati al mondo del business avevano le proprie reti di politici, banchieri, avvocati, e i propri organi di stampa. Quel sistema di patrocinio corrotto è crollato con la fine della guerra fredda e con un enorme scandalo di tangenti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Oggi non ci sono né ideologie né reti; c’è solo Berlusconi, e si può essere con lui o contro di lui. In confronto al vecchio ordine, la classe politica di Berlusconi è vista come una forza modernizzatrice. I rivali di Berlusconi lo accusano di essere sul lato sbagliato della legge e lui a sua volta accusa loro di essere sul lato sbagliato della storia. Queste due cose non dovrebbero escludersi a vicenda, ma spesso lo fanno. I membri della sinistra italiana sono stati in lotta interna sin dal crollo del Muro di Berlino e sono così deboli e inefficaci oggi che alcuni in questa terra di teorie intricate di cospirazione sono convinti che Berlusconi li stia pagando.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;L’Italia è profondamente confusa per gli americani, che sono immersi in concetti quali dire la verità per governare e inseguire il denaro, cresciuti nella terra del “Si possiamo”, non del “Mi dispiace, signora, questo è impossibile”. Nella logica capovolta dell’Italia, il controllo senza rivali di Berlusconi sui settori pubblico e privato e sui media non lo fanno apparire compromesso. Al contrario, i suoi seguaci lo vedono abbastanza ricco da poter essere indipendente. Come mi ha detto un romano della classe operaia non molto tempo fa, pieno di ammirazione, “è così ricco che non aveva nemmeno bisogno di mettersi a fare politica”.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;In Italia, quando i giornalisti fanno domande del tutto legittime sullo stato legale e la vita personale del leader di un paese del G8, o persino quando chiedono perché l’Italia non sembra importarsene delle risposte, sono inevitabilmente accusati di insultare Presidente del Consiglio o di essere le pedine di interessi più grandi.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;In Italia, il presupposto generale è che qualcuno è colpevole finché non provato innocente. I processi, nella stampa e nei tribunali, riguardano più spesso la difesa dell’onore personale che stabilire i fatti, che sono facilmente manipolati. A volte mi chiedo cosa ne pensa dell’Italia Papa Benedetto XVI, che ha inveito contro la “dittatura del relativismo” secondo la quale equiparare tutte le credenze porta al nichilismo. In Italia l’informazione è usata non per chiarire, ma per annebbiare.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Come altro interpretare la raffica di materiale largamente contraddittorio emerso dalla stampa nelle settimane recenti, su come Berlusconi abbia incontrato Noemi Letizia, alla cui festa di 18esimo compleanno il Premier ha partecipato ad Aprile, un atto che ha fatto talmente infuriare sua moglie, da molto lontana dai riflettori, che con la sua minaccia di divorzio è ora diventata il leader di opposizione de facto? In assenza di una storia chiara e coerente, l’unico standard di prova diventa la lealtà personale.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Noemi Letizia la scorsa settimana ha dichiarato in un’intervista di essere arrabbiata perché il suo nuovo fidanzato aveva fatto un provino per il reality televisivo “Grande Fratello” senza chiederle il permesso. Nel reality che è l’Italia di oggi, Berlusconi è il palese vincitore. I suoi rivali stanno facendo poco più che lanciare pomodori sul palco. L’attore sta mostrando segni di stanchezza ma il pubblico è incollato ai propri posti. Dopo di lui, il diluvio [in francese nel testo, N.d.T.].&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-8821204883862179226?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/8821204883862179226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=8821204883862179226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8821204883862179226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/8821204883862179226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/in-italia-le-domande-le-fanno-i-nemici.html' title='In Italia le domande le fanno i nemici, punto'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-6794171730498580109</id><published>2009-06-07T21:05:00.002+02:00</published><updated>2009-06-07T21:05:53.786+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>La Cosa Berlsuconi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;[El País]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo di Jose Saramago&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-6794171730498580109?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/6794171730498580109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=6794171730498580109' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6794171730498580109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/6794171730498580109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/articolo-di-jose-saramago.html' title='La Cosa Berlsuconi'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-4375634863522629247</id><published>2009-06-07T20:43:00.001+02:00</published><updated>2009-06-07T20:43:23.761+02:00</updated><title type='text'>Parlare male di Berlusconi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;di Furio Colombo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Perché non possiamo non dirci antiberlusconiani, qualunque sia il risultato elettorale (che speriamo largamente democratico, nel senso politico, nel senso di antifascista, nel senso che Marco Pannella ha ridato alla abusata parola)? La ragione si esprime in pochi punti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;1. L’ideologia, ovvero il patrimonio di idee e di visioni che Berlusconi ha trovato abbandonati sul terreno quando è “ sceso in campo”, non c’entra. Questo non è un governo di destra. Non c’è il decoro e il senso delle istituzioni della Destra di Gianfranco Fini, né la concitazione aggressiva e xenofoba della Lega Nord che - in tante diverse incarnazioni - avvelena il clima morale e politico di mezza Europa. Berlusconi non è né Fini né Bossi. È solo se stesso. Un signore ricco, furbo, non intelligente ma svelto, svincolato dal peso della buona reputazione e ricoperto dal manto - tutto teatrale però efficace - del successo populista. Non c’è nulla prima di Berlusconi, nulla che gli assomigli. Non ci sarà nulla dopo di lui (certo non il devoto Bondi). Abbiamo a che fare con un caso unico in Europa e raro nella storia. Non è raro il leader squilibrato. È rara una così vasta sottomissione delle cosiddette classi dirigenti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;2. È vero (cito ancora Marco Pannella) che malgoverno e malaffare hanno a lungo lavorato insieme in Italia ben prima dell’uomo di Arcore. Ma sono confortato dal grido di allarme del leader radicale che, invece di scusarsi per l’antiberlusconismo dichiara, col consueto coraggio, che c’è un vero e imminente pericolo di fascismo e che la persecuzione delle persone segue, non precede, la strage di notizie. Questa strage è già in atto se pensate ai molti grandi giornali che non hanno osato pubblicare le immagini di comportamento indecente del premier alla parata del 2 giugno. Più ancora, se si ricorda a che punto estremo di manifestazione e di denuncia i nonviolenti Pannella e Bonino sono dovuti arrivare per rompere il silenzio. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;3. Chiunque può avere, per un periodo, un ministro inutile come Brunetta; un capo dell’Economia impegnato a scrutare un altro orizzonte, non quello vero, come Tremonti; un finto ministro dell’Istruzione come la Gelmini (memorabile l’invenzione del 6 rosso) di cui si ricorderanno solo il tailleur alla Mary Poppins, gli occhiali e i tagli poderosi alla scuola pubblica. Ma nessuno ha avuto e continua ad avere per quindici anni un uomo troppo ricco, non nel pieno controllo del suo comportamento pubblico (la vivacità eccessiva certe volte lo aiuta, certe volte lo sputtana) e preoccupato solo di se stesso, immagine, donne (nei limiti e con la pena dell’età), e finti progetti, uno o due al giorno, annunciati e poi buttati, in un delirio di applausi che - ci siano o non ci siano gli oppositori - ad un certo punto cesserà di colpo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;4. Berlusconi siede sul groviglio dell’immondizia, del terremoto, della crisi economica senza governare. Tutte le sue leggi sono ritorsioni, punizioni, vendette, volute e votate per interesse aziendale o personale o tributo a un partito feudatario, come il disumano e incivile «pacchetto sicurezza», vero best seller di condanne nel mondo civile laico e religioso. In particolare non si registra una legge o misura o azione o strategia anticrisi che non sia una esortazione all’ottimismo e al consumo. La parola d’ordine del non-governo Berlusconi è «lavorare di più», ammonimento diretto non si sa a chi, date le cifre continuamente in crescita della disoccupazione. Lo dice mentre lo affianca la neoministro del Turismo Brambilla, di cui non si sa nulla, eccetto il colore vistoso dei capelli, e che non può far nulla in un Paese che affoga nell’immondizia e nel cemento. Infatti, nel frattempo, incombe sulla Toscana l’immensa colata di cemento detta «Spaccamaremma», l’inutile autostrada destinata a isolare la regione italiana più celebre al mondo dal suo mare (la colata di asfalto e cemento corre lungo le spiagge). E incombe su tutto il Paese il «piano casa». È un singolare condono preventivo che autorizza ciascuno al peggio, senza autorizzazioni, senza controlli, senza regole. Ma questo è il cuore del discorso. Berlusconi, da solo, siede sul Paese. Come se non bastasse lancia una frase squilibrata al giorno. L’ultima è “troppi negri a Milano”, nell’anno, nel giorno, nell’ora dello straordinario discorso al Cairo di Barack Obama, primo Presidente afro-americano degli Stati Uniti. Sua moglie - che deve averci pensato molto - ci dice che non sta bene. Alcuni italiani lo ammirano perché è ricco e sono sicuri che non usa aerei di Stato per ballerine di flamenco e chitarristi personali. Altri - come Pannella - vedono e dicono chiaro il pericolo. In Italia manca l’ossigeno delle notizie vere. Il piede sul tubo è quello di Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;07 giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-4375634863522629247?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/4375634863522629247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=4375634863522629247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4375634863522629247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/4375634863522629247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/parlare-male-di-berlusconi.html' title='Parlare male di Berlusconi'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-579626848270874973</id><published>2009-06-04T22:18:00.001+02:00</published><updated>2009-06-04T22:18:47.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Travaglio'/><title type='text'>Signorine &amp; Signorini</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;4 giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Direttori. Esperti di gossip. Paparazzi. Starlette. Così la macchina del Cavaliere ha lavorato per disinnescare il caso Noemi.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;A trasformarlo nella 'Pravda' ci aveva pensato, martedì 5 maggio, il Cavaliere in persona. "Trovate tutto su 'Chi'! Trovate tutto su 'Chi'!", aveva continuato a ripetere il presidente del Consiglio negli studi di 'Porta a Porta', quando si era presentato dall'amico Bruno Vespa per giustificare la sua partecipazione al compleanno della diciottenne Noemi Letizia in quel di Casoria. Era stato così che il settimanale di gossip della Mondadori, diretto da Alfonso Signorini, il giornalista più vicino alla presidentessa Marina Berlusconi, era diventato all'improvviso il faro che tutte le testate del gruppo, da 'il Giornale' di Mario Giordano fino ai tg e ai gettonatissimi programmi Mediaset della mattina e del pomeriggio, dovevano seguire.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Per più di un mese la grande macchina della propaganda berlusconiana, impegnata allo spasimo nel tentativo di ridurre i danni causati dall'esplodere del caso Lario-minorenni, è ruotata intorno alle interviste, alle foto posate, alle versioni 'ufficiali' dell'accaduto pubblicate dal rotocalco. Seguendo uno schema consolidato, 'Chi' offriva ai suoi quasi tre milioni di lettori una serie di temi in gran parte falsi (per esempio le bugie di Elio Letizia, il padre di Noemi, che assicura di essere un "socialista riformista" vecchio amico del premier) poi ripresi da siti Internet, televisioni e quotidiani. Insomma, mentre gli altri direttori del 'comitato elettorale' (definizione di Enrico Mentana) erano impegnati a nascondere le notizie - le dichiarazioni di Veronica Lario e dell'ex fidanzato di Noemi, Gino Flaminio - o a segnalare agli avvocati di Berlusconi la presenza di fotografie compromettenti da far sequestrare dalla magistratura romana, Signorini si muoveva da spin doctor. A Napoli veniva inviato il migliore e più roccioso tra i suoi cronisti: Gabriele Parpiglia, 30 anni, ex addetto stampa dell'agenzia fotografica del pluriprocessato Fabrizio Corona e suo grande amico.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Descritto da tutti come un ragazzo sveglio e col pelo sullo stomaco, Parpiglia ha cominciato al settimanale 'Star Tv' dove seguiva, tra l'altro, i 'tronisti' e i 'corteggiatori' del programma 'Uomini e donne' di Maria De Filippi: una strana fauna di figuranti del mondo dello spettacolo che per fama e denaro, come ha ammesso proprio il giornalista, è disposta a dire tutto e il contrario di tutto. In quell'ambiente Parpiglia si muove così con disinvoltura. E lo dimostra subito, intervistando Noemi mentre un fotografo la riprende con i genitori e il sedicente fidanzato Domenico Cozzolino, un pr di discoteca, casualmente anche lui ex 'corteggiatore' del programma della De Filippi.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il pezzo, rilanciato da tutte le tv, ha comunque uno scopo preciso: dire agli italiani che Noemi "è illibata", tanto che la ragazzina assicura di aver baciato in vita sua solo Domenico. Sembra gossip, ma in realtà 'Chi' sta facendo, con abilità, politica.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Parpiglia del resto sa il fatto suo. Molti trucchi del mestiere li ha imparati proprio dal re di Vallettopoli, Fabrizio Corona. Con lui ha anche scritto un libro ('La mia prigione') e soprattutto ha partecipato, sia pure nelle vesti di semplice testimone oculare, ad alcune memorabili 'operazioni' oggi ritenute dalla magistratura un ricatto bello e buono: la più celebre di tutte è senz'altro l'intervista ai transessuali che trascorsero con Lapo Elkann una notte brava a base di droghe, poi sfociata in un ricovero in ospedale. Insomma, Parpiglia è il tipo giusto per giocare, all'occorrenza, anche pesante.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il primo obiettivo di 'Chi' diventa quindi quello di minare la credibilità di Gino Flaminio, l'ex fidanzato di Noemi, che a 'Repubblica' ha raccontato come l'amicizia tra la teenager e il premier fosse nata dopo che Berlusconi aveva visto un suo book fotografico. Una versione nei fatti poi confermata anche dalla zia di Noemi, che dimostra come il presidente del Consiglio abbia mentito quando ha sostenuto di essere un amico di vecchia data della famiglia Letizia.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Così Parpiglia, memore degli insegnamenti di Corona, fa allestire al ristorante La scialuppa di Napoli una sorta di set fotografico. Lì, dopo essersi presentato come un giornalista della stampa estera, incontra verso le 17 Gino e suo padre, mentre tutto viene fotografato e registrato. La conversazione però è piuttosto deludente. L'ex fidanzato di Noemi spiega di non aver ricevuto una lira da 'Repubblica', non smentisce una virgola dell'intervista precedente, e si limita ad aggiungere di aver invece raggiunto un accordo economico da circa 10 mila euro con 'Novella 2000' (che nega). Il colpo comunque riesce lo stesso, perché Gino alla fine chiede e ottiene per il disturbo 500 euro. Ma il pezzo e le foto non escono su 'Chi'. Signorini e Parpiglia (che hanno lavorato a 'Lucignolo' con il direttore del 'Giornale', Mario Giordano), dirottano il tutto sulle pagine del quotidiano di via Negri. Qui l'articolo, intitolato 'Ecco le verità a pagamento dell'ex di Noemi', viene firmato da Parpiglia e da un altro cronista, non presente a Napoli. Il clima politico si arroventa e il Pdl, capeggiato da Maurizio Gasparri, accusa di fatto 'Repubblica' di versare soldi per le interviste. È una balla, ma l'importante è screditare. Il set del ristorante La scialuppa non ha comunque cessato di sorprendere.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Mercoledì 27 maggio, a mezzogiorno, squilla il cellulare del giornalista de 'L'espresso' Marco Lillo. A cercarlo è Roberta Arrigoni, titolare di un'agenzia fotografica, la Uno Press, fornitrice abituale di 'Chi' e di altri settimanali. La Uno Press è una società importante. E, come risulterà qualche giorno dopo, è amministrata da Tonino De Filippo, un grande amico di Signorini, tanto che il direttore di 'Chi' ne ha celebrato il matrimonio civile nel settembre del 2008 a palazzo Duganani a Milano.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Roberta dice di poter mettere 'L'espresso' in contatto con una ragazza che è stata l'amante del premier e per questo è stata favorita nel concorso del 'Grande Fratello'. Se fosse vero sarebbe un caso lampante di conflitto d'interessi.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;L'Arrigoni vive e lavora a Milano, ma invita Lillo a raggiungerla l'indomani a Napoli dove, a suo dire, l'amante di Berlusconi dovrebbe posare per un servizio fotografico. La donna fissa l'appuntamento al ristorante La scialuppa. Qui l'agente fotografico e la sedicente fiamma del Cavaliere si siedono allo stesso tavolo (o a quello immediatamente vicino) dove è anche stato fotografato Gino Flaminio. La ragazza è la polacca Laura Drzewicka, già concorrente del 'Grande Fratello', e davanti a Lillo e al suo collega Claudio Pappaianni (muniti di registratori), chiede 50 mila euro per un'intervista. La proposta viene rifiutata. L'unica cosa che 'L'espresso' può eventualmente acquistare sono documenti e foto, ma solo se di buona qualità. Mai le interviste.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;L'incontro in ogni caso prosegue e i giornalisti pongono a Laura domande sui suoi presunti rapporti con il premier per saggiare l'attendibilità del suo racconto. Dopo qualche minuto i due si accorgono di essere spiati da un tavolo vicino dove siedono una decina di persone. Due uomini anzi li fotografano, prima di andarsene in motorino. La trappola a quel punto è evidente. Chi l'abbia organizzata esattamente lo stabilirà la magistratura di Napoli e l'Ordine dei giornalisti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il resoconto parziale dell'accaduto, sotto il titolo fuorviante 'L'espresso pronto a pagarmi per incastrare Silvio', viene infatti pubblicato da 'il Giornale'. E a firmare l'articolo, senza spiegare come la soubrette fosse un'agente provocatore, è lo stesso cronista che il giorno prima aveva scritto con Parpiglia il pezzo su Gino, l'ex fidanzato di Noemi. Questa volta, insomma, Agatha Christie non serve per capire come sono andate le cose. Perché la macchina berlusconiana della menzogna esiste e continua a funzionare.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-579626848270874973?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/579626848270874973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=579626848270874973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/579626848270874973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/579626848270874973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/signorine-signorini.html' title='Signorine &amp;amp; Signorini'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-3751048234526362839</id><published>2009-06-02T20:15:00.002+02:00</published><updated>2009-06-02T20:15:51.493+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FurioColombo'/><title type='text'>Il Duca di Casoria e l’opposizione silente</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Qualcuno, come Sylos Labini, come Indro Montanelli, se fosse ancora in vita potrebbe vantarsi di averlo detto in tempo: Silvio Berlusconi è un pericolo per la democrazia, la Costituzione, le libertà fondamentali della Repubblica Italiana.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Qualcuno, come chi ha lavorato all’”Unità” rifondata e libera, potrebbe ricordare che, negli anni 2001-2007 ha accanitamente e appassionatamente indicato Berlusconi come il grande corruttore illegale del Paese fuori legge che stava, che sta (si fa per dire), governando.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Qualcuno, come chi scrive, potrebbe riportare alla luce un vecchio evento: nel maggio del 1994, non appena Berlusconi ha portato al giuramento il suo primo governo (Previti ministro della Difesa e dunque comandante in capo del carabinieri che avrebbero dovuto arrestarlo) si è immediatamente dimesso dall’incarico di direttore dell’Istituto di Cultura di New York (con sei anni di anticipo sulla scadenza dell’incarico) per non sottomettersi all’umiliazione di rappresentare all’estero l’Italia di Berlusconi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Ma allora è necessario anche ricordare che fin dal primo momento chi ha opposto resistenza a Berlusconi è stato subito trattato con sufficienza e sarcasmo dalla “parte avversa”. Tutta la sinistra, dalla più moderata alla più radicale, da Morando a Bertinotti, ci ha spiegato, ammonito, ingiunto, gridato che il problema era sempre un altro: Non dire tutti NO, non inseguire i magistrati, non occuparsi della vita privata, non rifiutarsi alle giuste e necessarie riforme “insieme”, per il bene dell’Italia.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Ancora oggi, dopo Casoria, dopo la vergogna di tutto ciò che è emerso e che sta emergendo sul traffico di minorenni tra terra ferma e Sardegna, Ritanna Armeni, dall’aldilà del marxismo, ammonisce: “La sinistra esca dai salotti e frequenti di più i compleanni delle ragazze del popolo”. Non spiega che cosa succede se ti presenti senza scorta, senza fotografo e senza pendaglio di oreficeria internazionale da euro 6,000.00&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Intanto monta la rivolta dei terremotati, lo scisma della giunta siciliana e l’immondizia che sta soffocando Palermo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Se il crollo accadrà - e i segni sono clamorosi - sarà come all’Aquila; disastro per cause naturali.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Mentre il Premier fa bloccare dal garante della Privacy (di solito distratto e apatico), da giudici e poliziotti, le foto che mostrano i suoi balletti rosa e i suoi trasporti di amici e amichette su aerei militari a spese dello Stato, a gran voce a sinistra si chiede di stare fuori degli affari privati e di famiglia di Berlusconi Silvio, cittadino disturbato nella sua legittima intimità. E invece di rispondere alla normale domanda: “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi ?” la si deplora e condanna al punto di indurre Franceschini, che aveva osato chiedere, alla ritrattazione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Anche le dieci domande di “Repubblica” sono ignorate e derise nel garbato silenzio dell'opposizione che invece ripete (sull’orlo del disastro): “Siamo disposti alle riforme insieme.”&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Il disastro verrà e il rischio è questo:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;L’ILLEGALE MAGGIORANZA DI BERLUSCONI PRECIPITERA’ ABBRACCIATA ALLA SUA OPPOSIZIONE GARBATA E SILENTE. ALLA FINE BASTERA’ UNA SOLA LAPIDE.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;MA A CURA DI CHI?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Furio Colombo&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;(1 giugno 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-3751048234526362839?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/3751048234526362839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=3751048234526362839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3751048234526362839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/3751048234526362839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/il-duca-di-casoria-e-lopposizione.html' title='Il Duca di Casoria e l’opposizione silente'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-2185923185459240030</id><published>2009-06-01T18:59:00.002+02:00</published><updated>2009-06-01T20:55:17.368+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampaestera'/><title type='text'>The Clown’s Mask Slips</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;The most distasteful aspect of Silvio Berlusconi’s behaviour is not that he is a chauvinist buffoon. Nor is it that he cavorts with women more than 50 years younger than himself, abusing his position to offer them jobs as models, personal assistants or even, absurdly, candidates for the European Parliament. What is most shocking is the utter contempt with which he treats the Italian public.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;The ageing Lothario may find it amusing, or even perhaps daring, to act the playboy, boasting of his conquests, humiliating his wife and making comments that to many women are grotesquely inappropriate. He is not the first or the only one whose undignified behaviour is inappropriate to his office. But when legitimate questions are asked about relationships that touch on the scandalous and newspapers challenge him to explain associations that, at best, are puzzling, the clown’s mask slips. He threatens those newspapers and televisions stations that he controls, invokes the law to protect his “privacy”, issues evasive and contradictory statements and then melodramatically promises to resign if he is caught lying.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Mr Berlusconi’s private life is, of course, private. But as President Clinton found, scandal does not become high office. To his critics, Mr Berlusconi retorts that he still commands high popularity ratings, is very much in control of his Government and will not be intimidated by what he calls opposition attempts to smear him. Many may also say that Italy is not America: that the puritan ethic framing standards in the US has never dominated Italian public life, and that few Italians are shocked by womanising. This is patronising nonsense. Italians understand just as well as Americans what is and what is not acceptable. And like Americans, they regard a cover-up as contemptible.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Few media outlets in Italy are able to make this point without fear of retribution. But to its credit La Repubblica has continually raised questions about the Prime Minister’s relationship with the 18-year-old Noemi Letizia, whose birthday gift of a necklace was the pretext for Mrs Berlusconi’s divorce action. To most of these questions, on the lips of every bemused Italian voter, there has been no satisfactory answer. When and how did he meet her family? Did Mr Berlusconi ask for photographs from a model agency and initiate contact with Ms Letizia? What truth is there in reports that dozens of young women were invited to parties at his Sardinian villa?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Mr Berlusconi has promised to explain everything to parliament. But he can hardly have reassured his critics with his weekend injunction blocking publication of about 700 photographs purporting to show what went on at these parties. Nor is he helped by his hapless Foreign Minister, who attempted to defend his boss by pointing out that the age of consent in Italy was 14 — as if this were relevant.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Does it all matter? Some Italians will say no. Others will say it is no business of outsiders. But Italian voters, in the run-up to the European elections, ought to reflect on how their Government is run, on the candidates thought suitable for Strasbourg and on the level of prime ministerial candour during political and economic turmoil.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;It concerns others too. Italy hosts the G8 meeting this year. Important discussions are taking place in that forum, where Western governments are pressing for greater co-operation in combating terrorism and international crime. Mr Berlusconi sees himself as a friend of Vladimir Putin. His country is an important member of Nato. It is also part of the eurozone, which is being tested by the global financial crisis. It is not only Italian voters who wonder what is going on. So do Italy’s nonplussed allies.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/leading_article/article6401859.ece&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7319274900970609882-2185923185459240030?l=caccialnano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://caccialnano.blogspot.com/feeds/2185923185459240030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7319274900970609882&amp;postID=2185923185459240030' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2185923185459240030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7319274900970609882/posts/default/2185923185459240030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://caccialnano.blogspot.com/2009/06/untitledthe-clowns-mask-slips.html' title='The Clown’s Mask Slips'/><author><name>nodwarf</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7319274900970609882.post-385136651650278012</id><published>2009-06-01T13:18:00.001+02:00</published><updated>2009-06-01T13:18:54.710+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='D&apos;Avanzo'/><title type='text'>Il nuovo volto del potere</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;L'ANALISI &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;IL "caso Berlusconi" svela da oggi anche altro e di peggio. Ci mostra il dispositivo di un sistema politico dove la menzogna ha, non solo, un primato assoluto, ma una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della realtà; punitiva della reputazione di chi, per ostinazione o ingenuità o professione, non occulta i "duri fatti"; creatrice di una narrazione fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una scena di cartapesta popolata di fantasmi, falsi amori, immaginari complotti politici. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;E' stato per primo Silvio Berlusconi a muovere. Si scopre vulnerabile nelle condizioni di instabilità provocate dalle parole della moglie ("frequenta minorenni", "non sta bene") e fragile per la sua presenza nella peggiore periferia di Napoli a una festa di compleanno di una minorenne. E' dunque costretto a mostrare, senza finzioni ideologiche, il suo potere nelle forme più spietate dell'abuso e della pura violenza. E' già un abuso di potere (come ha scritto qui Alexander Stille) in un pomeriggio di autunno telefonare, da un palazzo di Roma e senza conoscerla, a una ragazzina che sta facendo i compiti nella sua "cameretta" per sussurrarle ammirazione per "il volto angelico" e inviti a conservare la sua "purezza". E' un abuso di potere ancora maggiore imporre ai genitori della ragazza di confermare la fiaba di "una decennale amicizia" con il premier, nata invece soltanto sette mesi prima grazie a un book fotografico finito non si sa come sullo scrittoio presidenziale. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;E' pura violenza pretendere che gli si creda quando dice: "Io non ho detto niente". Tutti abbiamo sentito Berlusconi dire, spiegare, raccontare in pubblico e soprattutto contraddirsi e mentire. Ora egli pretende che il potere delle sue parole sulla realtà e sui nostri stessi ricordi sia, per noi, illimitato e indiscusso. Esige che noi dimentichiamo ciò che ricordiamo e crediamo vero ciò che egli dice vero e noi sappiamo bugiardo. Non ha detto niente, no? Berlusconi chiede la nostra ubbidienza passiva, l'assuefazione a ogni manipolazione anche la più pasticciata. Reclama una sterilizzazione mentale (e morale) dell'intera società italiana. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Già basterebbe questo atto di pura violenza per riproporre le dieci domande a cui il capo del governo non vuole dare risposta da più di due settimane perché, palesemente, non è in grado di farlo. Se lo facesse, potrebbe compromettere se stesso, rivelare abitudini e comportamenti in rumorosa contraddizione con il suo messaggio politico (Dio, patria, famiglia). &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;C'è altro, però. Berlusconi sa che questa prova di forza non lo mette al sicuro dal potenziale catastrofico della "crisi di Casoria". Sa che spesso i fatti sono irriducibili e hanno la tendenza a riemergere. Sa che per distruggere quella realtà minacciosa, deve distruggere presto e nel modo più definitivo chi la può testimoniare. Anche in questo caso il premier ha deciso di muoversi con un canone di assoluta violenza. E' quel che accade in queste ore. Per raccontarlo bisogna ricordare che i giorni non sono passati inutilmente perché hanno offerto a chi ha voglia di sapere e capire qualche accenno di "verità". &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Veronica Lario dice a Repubblica che il premier "frequenta minorenni". Berlusconi nega dinanzi alle telecamere di Porta a porta di frequentare minorenni. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Mente, ora è chiaro. Ci inganna intenzionalmente e consapevolmente, ben sapendo che cosa vuole deliberatamente nascondere. Ha frequentato la minorenne di Napoli come altre minorenni hanno affollato le sue feste e affollano i suoi weekend nella villa di Punta Lada in Sardegna. Dov'erano quelli che oggi minimizzano la presenza di ragazzine alla corte di un anziano potente di 73 anni quando quel signore negava di "frequentare minorenni"? &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Un secondo punto, fermo e indiscutibile, è l'inizio dell'amicizia con Noemi, la ragazza napoletana. La retrodatazione del legame tra il premier e la famiglia della ragazza al 1991 si è rivelata posticcia e contraddittoria. I suoi incontri con la minorenne, anche in assenza dei genitori, sono stati documentati (Villa Madama; Capodanno 2009 a Villa Certosa). L'inizio dell'affettuosa e paterna amicizia tra il capo del governo e la minorenne è stata testimoniata dall'ex-fidanzato della ragazza, confermato da una zia di Noemi, fissato nell'autunno del 2008. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Contro questi "punti fermi", che lasciano il premier nudo con le sue bugie, si è scatenata una manovra utile a scomporre, ricomporre e confondere i fatti in un caleidoscopio mediatico di immagini false dove l'arma è la menzogna e gli armigeri sono i giornalisti stipendiati dal capo del governo, dimentichi di ogni deontologia professionale e trasformati in agenti provocatori; i corifei del leader, forti dell'immunità parlamentare e disposti a ogni calunnia. Buon'ultima Daniela Santanché che accetta di fare, nell'interesse del Capo, il lavoro sporco di diffamarne la moglie ("ha un compagno"). Chiunque, in questo affare, abbia portato il suo granellino di verità viene ora sottoposto a un pubblico rito di degradazione fabbricato con un violento uso della menzogna. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il primo assalto è toccato a Repubblica investita, dall'editore all'ultimo cronista che si è occupato del "caso", da un'onda di panzane. Prima il complotto politico (ma la polemica sulle veline è stata sollevata dal think tank di Gianfranco Fini). Poi la bubbola del pagamento del testimone (Gino Flaminio) che colloca la prima telefonata di Berlusconi a Noemi alla fine del 2008. L'accusa la grida in tv il ministro Bondi. Qualche giorno prima che un allegro commando di redattori del giornale della famiglia Berlusconi si scateni contro Flaminio allungandogli un paio di centoni "per l'incomodo" e realizzando la ridicola impresa di essere i soli a pagare l'ingenuo Gino. Che, anche se spaventato e intimorito, dice, ridice e conferma in tre occasioni di "non aver avuto un centesimo da Repubblica". Non è finita. Uguale trattamento viene inflitto al fotografo che ha immortalato, nell'aeroporto di Olbia, lo sbarco da un aereo di Stato delle ragazze (alcune, appaiono da lontano minorenni) invitate a allietare il fine settimana del presidente del consiglio. Infilato prima in una trappola dall'house organ di Casa Berlusconi, denunciato poi per truffa (improbabile reato) dall'avvocato del premier, la procura di Roma decide di sequestrare sia le immagini illegit
